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12 April 2024
0 22 minuti 2 mesi

Il principe William: “Troppi morti in Medio Oriente dal 7 ottobre”. Analisti: “Israele costruisce una strada per dividere la Striscia”. Ipotesi fuga in Egitto di Sinwar, Israele smentisce

l principe William: “Troppi morti in Medio Oriente dal 7 ottobre”. Analisti: “Israele costruisce una strada per dividere la Striscia”. Ipotesi fuga in Egitto di Sinwar, Israele smentisce
(guarda il video cliccando il link in fondo all’articolo)

Il principale consigliere del presidente americano Joe Biden per il Medio Oriente ha in programma di visitare Israele ed Egitto questa settimana per discutere della potenziale operazione delle Forze di difesa israeliane a Rafah e degli sforzi per liberare gli ostaggi tenuti da Hamas nella Striscia di Gaza.

Mentre la situazione umanitaria si fa sempre più catastrofica a Gaza e le associazioni chiedono aiuti perché manca acqua, cibo e i bambini si ammalano sempre di più, l’Onu vota una risoluzione presentata dall’Algeria che, però, non convince gli Usa. Circola però una bozza alternativa presentata proprio dagli Stati Uniti che prevede un cessate il fuoco “temporaneo” subordinato al rilascio degli ostaggi e non “immediato”.

 

 

Punti chiave

  • Ministero della Salute di Gaza: “Superati i 29mila morti dall’inizio della guerra”

  • Delegazione israeliana al Cairo per negoziati su Gaza

  • Media: “Atteso al Cairo il leader di Hamas Haniyeh”

  • Media saudita: “Israele ritiene che Sinwar sia fuggito in Egitto, temendo che abbia portato con sé ostaggi israeliani”

  • Analisti: “Israele costruisce una strada per dividere la Striscia”

  • Media: “L’inviato di Biden da domani in Egitto e Israele”

Israele, a Khan Yunis armi di Hamas presso una scuola Onu

Una grande quantità di armi – fra cui fucili kalashnikov, granate, razzi Rpg e altri ordigni – è stata scoperta dall’esercito israeliano nelle immediate vicinanze di una scuola delle Nazioni Unite a Khan Yunis, nel Sud della Striscia di Gaza. Lo ha reso noto il portavoce militare. Quella scuola – ha aggiunto – era adibita a rifugio per gli abitanti. Ciò nonostante, ha aggiunto il portavoce, “i terroristi hanno aperto un varco in un muro esterno della scuola e lo hanno utilizzato per passare in un edificio adiacente, da dove hanno prelevato armi per poi attaccare i soldatì”. “Ancora una volta – ha concluso il portavoce – abbiamo constatato come Hamas sfrutti la popolazione civile per condurre le proprie attività terroristiche”.

Smotrich, ritorno ostaggi “non è la cosa più importante”

Il ritorno dei 134 ostaggi ancora nelle mani di Hamas a Gaza “non è la cosa più importante” per Israele. A dirlo è stato il ministro delle Finanze israeliano e leader di estrema destra Bezalel Smotrich, in un’intervista alla radio Kan in merito ai negoziati in corso. “Cosa è importante adesso? Dobbiamo distruggere Hamas”, ha affermato il leader di Sionismo Religioso, sottolineando che gli sforzi per liberare i sequestrati sono “estremamente importanti, ma bisogna capire che l’affermazione ‘a ogni costo’ è problematica. Sono affermazioni scorrette e irresponsabili”.

(reuters)

 

Per la Francia il costo umano a Gaza è “intollerabile”

Per la Francia il costo umano della crisi a Gaza è “intollerabile”: ecco perché Parigi ha votato a favore della risoluzione araba su cui gli Usa hanno messo il veto. “Israele si deve fermare”, ha detto l’ambasciatore francese alle Nazioni Unite Nicolas de Rivière dopo il voto, ammettendo d’altra parte che “è incomprensibile” che il Consiglio di Sicurezza “non riesca a condannare Hamas”.

Cina all’Onu, “delusi su Gaza, gli Stati Uniti bloccano tutto”

“Deluso” per il risultato del voto sulla risoluzione del gruppo arabo su Gaza, il rappresentante permanente cinese Zhang Jun ha esortato il Consiglio di Sicurezza a “agire rapidamente” per fermare la carneficina in Medio Oriente. Lodando l’atteggiamento “aperto” dell’Algeria che “ha portato molte idee costruttive” nel testo messo ai voti, l’ambasciatore cinese ha notato che sul cessate il fuoco c’è consenso in seno al Consiglio, “sono gli Stati Uniti che bloccano tutto”. La Cina, uno dei cinque membri permanenti del Consiglio, è tra i 13 membri che hanno votato a favore della risoluzione.

Usa mettono il veto, bocciata la risoluzione araba su Gaza

La risoluzione araba del Consiglio di Sicurezza è stata bocciata per il veto degli Stati Uniti. La Gran Bretagna si è astenuta. 13 membri del Consiglio hanno votato a favore. La risoluzione araba “influenzerebbe negativamente i delicati negoziati in corso che rappresentano l’unica via per una pace duratura nella regione”, ha detto la rappresentante permanente americana Linda Thomas Greenfield prima di mettere il veto sulla bozza oggi in agenda. L’ambasciatrice ha annunciato ufficialmente il progetto di Washington per una risoluzione alternativa: “Ci sono molte cose su cui possiamo andare d’accordo”, ha detto Thomas-Greenfield invocando un cessate il fuoco “appena praticamente possibile”, la prima condanna di Hamas in una risoluzione del Consiglio di Sicurezza e un monito a Israele a non lanciare un’offensiva di terra su Rafah.

 

 

Katz, “Lula, resterai persona non grata fino alle tue scuse”

“Non è troppo tardi per imparare la storia e chiedere scusa. Fino ad allora rimarrai una persona non grata in Israele!”. Lo ha ribadito su X il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz rivolgendosi al presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva. “Che imbarazzo! Il tuo paragone mescola cose diverse, è delirante – ha aggiunto Katz – Vergogna al Brasile e sputo in faccia agli ebrei brasiliani. Milioni di ebrei in tutto il mondo aspettano le tue scuse. Come osi paragonare Israele a Hitler? È necessario ricordarti cosa ha fatto Hitler? Portò milioni di persone nei ghetti, rubò le loro proprietà, li usò come lavoratori forzati e poi, con infinita brutalità, cominciò ad ucciderli sistematicamente”. “Israele ha intrapreso una guerra difensiva contro i nuovi nazisti che hanno assassinato ogni ebreo che incontravano”. “Se non avessimo avuto un esercito – ha concluso – avrebbero ucciso altre decine di migliaia di persone”.

 

(afp)

 

Francia, abbattuti due droni provenienti dallo Yemen sul Mar Rosso

L’esercito francese ha abbattuto due droni sul Mar Rosso. Lo scrive Al Jazeera, citando una dichiarazione del ministero della Difesa di Parigi, che ha affermato che le sue navi da guerra “hanno rilevato molteplici attacchi di droni provenienti dallo Yemen nelle zone di pattugliamento nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso meridionale. I velivoli senza pilota sono stati attaccati e distrutti”. La dichiarazione non fa alcun riferimento agli Houti, il gruppo yemenita che ha preso di mira le navi commerciali nel Mar Rosso sin dai primi giorni della guerra di Israele a Gaza, in solidarietà con i palestinesi. La Francia è membro della coalizione guidata dagli Stati Uniti per contrastare gli attacchi degli Houti, ma finora non ha partecipato ad attacchi aerei sul territorio yemenita, come hanno fatto Stati Uniti e Regno Unito.

Brigate al-Quds, colpiti soldati israeliani a Khan Yunis

Le Brigate al-Quds, il braccio armato della Jihad islamica palestinese, hanno dichiarato sul loro canale Telegram di aver colpito un’abitazione nella città di Khan Yunis all’interno della Striscia di Gaza dove stazionavano sei soldati israeliani. Lo riporta Al Jazeera. Secondo le Brigate al-Quds fra i militari israeliani ci sarebbero “morti e feriti”.

Wfp sospende consegna aiuti a Nord di Gaza per mancata sicurezza

Il World Food Program (Wfp) ha annunciato la sospensione della consegna di aiuti alla popolazione nel nord della Striscia di Gaza, bombardata per mesi. In una nota il Wfp ha spiegato che la consegna riprenderà solo quando ci saranno le condizioni di sicurezza adatte, aggiungendo che cercherà di continuare con la distribuzione di beni essenziali il più rapidamente possibile. Perché “la situazione sul terreno sta peggiorando e sempre più persone stanno morendo di fame”, si legge nel documento. Dopo tre settimane di sospensione, il Wfp aveva ripreso domenica la consegna di aiuti nel nord dell’enclave palestinese. Da allora si è creata una situazione caotica e di disordini durante la distribuzione del cibo, prosegue il testo. Alcuni palestinesi sono entrati nei camion che trasportavano aiuti alimentari e li hanno saccheggiati, spiega l’agenzia delle Nazioni Unite.

 

(reuters)

 

Hamas, Haniyeh al Cairo non è svolta in negoziati per ostaggi

L’arrivo al Cairo del capo politico di Hamas, Ismail Haniyeh, al Cairo “non è un segno di svolta nei colloqui sugli ostaggi”. Lo ha affermato un funzionario di Hamas al giornale israeliano Haaretz. Secondo quanto riportato la situazione nei negoziati resta “difficile”. Haniyeh, è arrivato questa mattina al Cairo a capo di una delegazione di alti funzionari di Hamas per discutere con alti funzionari egiziani in merito alla situazione nella Striscia di Gaza e agli sforzi per porre fine alla guerra.

 

 

Appello parenti bambini ostaggi: “Soluzione negoziata per riportarli a casa”

I parenti dei due bambini piccoli ancora ostaggio di Hamas nella Striscia di Gaza hanno lanciato un appello per un accordo in tempi rapidi che consenta la loro liberazione. Ieri l’esercito israeliano aveva divulgato un filmato di cui è entrato in possesso recentemente in cui si vede la madre, Shiri Bibas e i suoi due figli piccoli, circondati da uomini armati nella Striscia di Gaza alcune ore dopo essere stati rapiti dai terroristi il 7 ottobre. Le immagini delle telecamere di sorveglianza di Khan Yunis mostrano Bibas con in braccio Ariel e Kfir, che avevano rispettivamente 4 anni e 9 mesi al momento del rapimento. “Quando abbiamo visto il video, era come se ci avessero strappato il cuore”, ha detto la zia dei bambini. Non c’è altra via se non quella di “una soluzione negoziata per liberare gli ostaggi”, ha affermato parlando con i giornalisti. “Sono gli unici bambini rimasti tra gli ostaggi”. “Chiediamo a tutti coloro che possono prendere decisioni: riportate questa famiglia a casa”. I nonni dei piccoli erano stati assassinati il 7 ottobre.

 

(ansa)

 

Media, il 7 ottobre Hamas voleva assaltare carcere di Ashkelon

Fra gli obiettivi che Hamas aveva messo nel mirino per il suo attacco dello scorso 7 ottobre c’era anche il carcere israeliano della città di Ashkelon. Lo riferisce il giornale Asharq Al-Awsat che cita fonti palestinesi. Il piano era quello di assaltare la prigione e liberare i prigionieri palestinesi lì detenuti ma ci sarebbe stato un “errore tecnico” con le attrezzature di navigazione satellitare che avrebbe condotto i miliziani di Hamas deputati a compiere l’operazione fuori strada. La cellula diretta ad Ashkelon – secondo quanto riportato – era composta da 23 persone.

Il principe William: “Troppi morti in Medio Oriente dal 7 ottobre”

“Sono profondamente preoccupato per il terribile costo umano del conflitto in Medio Oriente dopo l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre. Troppe persone sono state uccise”, ha detto il principe William. “Io, come tanti altri, voglio vedere la fine dei combattimenti il più presto possibile. C’è un disperato bisogno di un maggiore sostegno umanitario a Gaza. È fondamentale che arrivino gli aiuti e che gli ostaggi vengano rilasciati”.

 

(afp)

 

Qatar: “Nessun progresso nei negoziati tra Hamas e Israele”

Il ministero degli esteri del Qatar ha fatto sapere in una nota poco fa che non si registrano al momento progressi nelle trattative indirette tra Hamas e Israele. Lo riporta con una scritta in sovrimpressione la tv panaraba Al Jazeera finanziata dallo stesso governo di Doha

Hamas mette in guardia Israele dall’operazione su Rafah e le restrizioni alla moschea di al-Aqsa

Hamas ha messo in guardia Israele dal compiere “avventure” come l’assalto alla città di Rafah, “i massacri e i genocidi” e “la restrizione all’ingresso dei musulmani nella moschea di al-Aqsa durante il mese del Ramadan”. È quanto si legge in una nota diffusa dal Movimento di resistenza islamico nella giornata in cui il capo del Politburo Ismail Haniyeh è tornato al Cairo per una nuova tornata di colloqui

Ministero della Salute di Gaza: “Superati i 29mila morti dall’inizio della guerra”

È salito a 29.195 il bilancio dei morti nella Striscia di Gaza dall’inizio dell’offensiva militare israeliana e a 69.170 quello dei feriti. A darne notizia è il ministero della Salute a Gaza, denunciando “nuovi massacri contro le famiglie nella Striscia di Gaza, che nelle ultime 24 ore hanno causato 103 morti e 142 feriti”. Un numero non determinato di vittime, ha aggiunto, “resta sotto le macerie e nelle strade”

 

Delegazione israeliana al Cairo per negoziati su Gaza

Una delegazione israeliana di alto livello è arrivata questa mattina al Cairo, a bordo di un aereo privato dall’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, per colloqui sulla situazione nella Striscia di Gaza. Lo riferiscono all’Ansa fonti aeroportuali. “La delegazione israeliana è arrivata a bordo di un aereo privato Hawker Beechcraft 400XP ed è stata ricevuta all’aeroporto del Cairo da alti funzionari dell’intelligence egiziana e scortata da un convoglio di auto fino al luogo dell’incontro, in cui si parlerà del cessate il fuoco a Gaza e di un accordo per lo scambio di ostaggi e prigionieri tra Israele e le fazioni palestinesi

 

Media: “Atteso al Cairo il leader di Hamas Haniyeh”

Una delegazione di Hamas guidata dal leader in esilio Ismail Haniyeh è attesa oggi al Cairo. Lo scrive il quotidiano libanese al-Mayadeen, secondo cui della delegazione fa parte anche il numero due del gruppo a Gaza, Khalil al-Hayya, che nei giorni scorsi aveva guidato i negoziati, poi falliti, sul cessate il fuoco ed il rilascio degli ostaggi nella capitale egiziana

Israele smentisce la notizia della fuga in Egitto di Sinwar

Israele smentisce le notizie del sito saudita Elaph secondo cui il leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, la mente dell’attacco del 7 ottobre, sarebbe fuggito in Egitto attraverso i tunnel sotterranei della Striscia di Gaza. “Non siamo a conoscenza di quanto riportato nella notizia”, ha dichiarato un funzionario, citato da Channel 12. Secondo Elaph l’apparato di Difesa israeliano riterrebbe che la leadership di Hamas, tra questi Sinwar ed il fratello Muhammed, avrebbero recentemente raggiunto il Sinai provenienti da Rafah. Secondo la stessa – unica – fonte, i terroristi in fuga potrebbero aver portato con sé alcuni ostaggi da usare come scudi. La settimana scorsa l’Idf aveva diffuso immagini video di Yahya Sinwar in un tunnel a Gaza assieme a diversi membri della sua famiglia il 10 ottobre. “La caccia a Sinwar non si fermerà fino a quando non lo avremo preso, vivo o morto”, aveva detto in quell’occasione il portavoce delle Forze di difesa israeliane, Daniel Hagari, nel corso di una conferenza stampa. Le forze di sicurezza continuano nella ricerca di Sinwar, del comandante militare di Hamas Mohammad Deif e del suo vice Marwan Issa. A riferirne è Times of Israel

 

 

Media saudita: “Israele ritiene che Sinwar sia fuggito in Egitto, temendo che abbia portato con sé ostaggi israeliani”

Il quotidiano saudita Elaph riporta che le autorità israeliane sono in possesso di informazioni che suggeriscono che il leader di Hamas della Striscia di Gaza, Yahya Sinwar, sia recentemente fuggito in Egitto attraverso i tunnel di Rafah. Secondo il rapporto, Israele ritiene che Sinwar sia fuggito insieme al fratello Mohammed e ad altre persone e si teme che abbia portato con sé degli ostaggi israeliani. Il rapporto afferma che il portavoce dell’Idf si è rifiutato di rispondere alle domande sulla questione e che in Israele non ci sono conferme della notizia

Analisti: “Israele costruisce una strada per dividere la Striscia”

Israele sta costruendo una strada nel centro della Striscia di Gaza che divida il Nord dal Sud del territorio palestinese per facilitare i raid militari israeliani e controllare il movimento della popolazione locale: lo riferiscono i think tank statunitensi Istituto per gli studi di guerra (Isw) e Progetto minacce critiche (Ctp), citati dall’emittente araba Al Jazeera

Media: “L’inviato di Biden da domani in Egitto e Israele”

Il principale consigliere del presidente americano Joe Biden per il Medio Oriente ha in programma di visitare Israele ed Egitto questa settimana per discutere della potenziale operazione delle Forze di difesa israeliane (Idf) a Rafah e degli sforzi per liberare gli ostaggi tenuti da Hamas nella Striscia di Gaza, riporta il sito di notizie americano Axios.
Citando funzionari israeliani e statunitensi, il rapporto afferma che Brett McGurk dovrebbe volare domani (mercoledì) al Cairo per incontrare il capo dell’intelligence egiziana Abbas Kamel, prima di recarsi in Israele il giorno successivo per colloqui con il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Gallant.

Situazione umanitaria catastrofica a Gaza: mancano cibo e acqua, aumentano le malattie tra i bambini

La situazione umanitaria rimane catastrofica nella Striscia di Gaza, dove quasi un milione e mezzo di palestinesi si stanno accalcando nella città di Rafah, minacciata di attacco da parte di Israele. Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA), quasi un milione e mezzo di persone si trovano lì, la popolazione è aumentata di sei volte dall’inizio della guerra. I resoconti delle organizzazioni umanitarie sono sempre più allarmanti. Secondo le agenzie delle Nazioni Unite, il cibo e l’acqua potabile sono “estremamente scarsi” nel territorio palestinese e il 90% dei bambini soffre di malattie infettive. “La Striscia di Gaza è sul punto di vedere un’esplosione nel numero di morti infantili prevenibili, che potrebbe peggiorare il livello già insostenibile di morti infantili a Gaza”, ha affermato il vice capo dell’azione umanitaria della Striscia dell’Unicef
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Usa diffondono una risoluzione su Gaza alternativa a quella araba

Dopo aver respinto una risoluzione del Gruppo Arabo che chiedeva una tregua umanitaria “immediata” a Gaza, gli Stati Uniti hanno fatto circolare una bozza alternativa che invoca un cessate il fuoco temporaneo non appena praticabile” in cambio del rilascio di tutti gli ostaggi catturati da Hamas il 7 ottobre e della revoca di tutte le restrizioni all’accesso degli aiuti umanitari.
Il testo americano si dice contrario a una offensiva di truppe di terra delle forze israeliane a Rafah che avrebbe “gravi implicazioni per la pace e la sicurezza regionale e non dovrebbe procedere nelle attuali circostanze”.avrebbe “gravi implicazioni per la pace e la sicurezza regionale e non dovrebbe procedere nelle attuali circostanze”. Washington aveva sempre respinto il termine “cessate il fuoco” nelle risoluzioni Onu.
Non è chiaro quando o se la bozza sarà messa ai voti del Consiglio. Per essere approvata, una risoluzione del Consiglio di Sicurezza richiede 9 voti a favore e nessun veto da parte dei 5 membri permanenti: Usa, Francia, Gran Bretagna, Russia e Cina.
Il Consiglio dovrebbe votare la bozza di risoluzione presentata dall’Algeria a nome dei 22 Paesi d Gruppo Arabo su cui Washington la scorsa settimana ha espresso riserve e su cui potrebbe porre il veto.

 

(afp)

 

Onu vota cessate fuoco immediato a Gaza, ma rischia il veto degli Usa

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite voterà un nuovo testo che chiede un cessate il fuoco “immediato” a Gaza, risoluzione minacciata da un nuovo veto degli Stati Uniti, il terzo dall’inizio della guerra tra il suo alleato israeliano e Hamas. La bozza di risoluzione preparata dall’Algeria “chiede un immediato cessate il fuoco umanitario che deve essere rispettato da tutte le parti”. Si oppone allo “sfollamento forzato della popolazione civile palestinese”, mentre Israele ha parlato di un’evacuazione dei civili prima di un’offensiva di terra a Rafah, dove 1,4 milioni di persone sono stipate nel sud della Striscia di Gaza. E chiede il rilascio di tutti gli ostaggi.
Gli Stati Uniti considerano il testo algerino non accettabile, minacciando di porre il veto: ritengono che la risoluzione possa mettere a repentaglio i delicati negoziati diplomatici per garantire una tregua e il rilascio degli ostaggi. “Non pensiamo che questo testo dmigliorerebbe la situazione sul campo, e quindi se questa risoluzione viene messa ai voti, non passerà”, ha ribadito il vice ambasciatore Usa presso le Nazioni Unite Robert Wood. E in questo contesto, hanno fatto circolare una bozza di risoluzione alternativa

Sorgente: Israele – Hamas: le news dalla guerra di oggi  – la Repubblica

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