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“Politico” pubblica le dichiarazioni riportate dal commissario europeo Breton durante una conversazione avvenuta alla sua presenza fra il tycoon e Ursula von der Leyen a Davos

NEW YORK – “Voi dovete capire che se l’Europa sarà attaccata, noi non verremo mai ad aiutarvi e sostenervi”. Così parlò Donald Trump alla presidentessa della Commissione Ue Ursula von der Leyen, durante un teso incontro avvenuto nel 2020 a margine del Forum economico di Davos.

Lo ha rivelato il commissario Thierry Breton durante un incontro a Bruxelles, secondo quanto ha riportato il sito Politico. Una conferma dei peggiori timori per il Vecchio continente, in vista del possibile ritorno dell’ex presidente alla Casa Bianca, che forse aiuta anche a capire perché Putin non aveva invaso l’Ucraina quando lui era al potere, mentre adesso punta sulla sua rielezione per mettere le mani su Kiev e magari minacciare altri paesi della Nato che facevano parte dell’impero sovietico.

 

 

Secondo Breton, all’incontro in Svizzera era presente anche il responsabile dei commerci Phil Hogan, e Trump era stato molto netto: “Tra l’altro, la Nato è morta e noi la lasceremo. Abbandoneremo la Nato”. Quindi, in base alla ricostruzione del commissario, il capo della Casa Bianca si era rivolto così alla presidentessa: “E mi dovete 400 miliardi di dollari, perché voi tedeschi non avete pagato quello che dovevate per la difesa”.

 

 

Queste posizioni di Trump non sono una sorpresa, perché erano state rivelate anche da due dei suoi più stretti collaboratori. Il consigliere per la sicurezza nazionale Bolton e il capo di gabinetto Kelly hanno infatti confermato che voleva uscire dalla Nato, e loro erano dovuti intervenire con un’azione di emergenza per impedirlo. Ciò forse aiuta anche a spiegare perché Putin non avesse lanciato la sua invasione dell’Ucraina quando Donald era alla Casa Bianca, visto che lo stesso presidente americano era intenzionato a fare per lui il lavoro di distruggere l’Alleanza Atlantica. Una volta che il suo alleato è stato sconfitto da Biden, Vladimir ha rotto gli indugi e ordinato l’attacco.

 

 

Il problema è che ora non ci sono ragioni per pensare che nel frattempo Trump abbia cambiato posizione. Lui ha sempre avversato l’Unione Europea, che considera un rivale quasi paritario degli Stati Uniti sul piano economico. Voleva, e presumibilmente vuole ancora sgretolarla, per ricavarne il vantaggio di tornare a dominare le relazioni bilaterali con i singoli stati membri, Germania, Francia, Italia, nessuno dei quali sarebbe in grado di tenere davvero testa a Washington.

 

 

Quanto alla Nato, i suoi amici sostengono che in larga parte la sua opposizione sia teatro, finalizzata soprattutto all’obiettivo di spingere i membri europei ad aumentare le spese militari oltre il 2% del Pil concordato al vertice di Cardiff con Obama, comprando prodotti americani. Questa però non è l’interpretazione delle sue intenzioni che avevano dato Bolton e Kelly, i quali avevano invece temuto la reale uscita dall’Alleanza, intervenendo per impedirla. Ciò si collega poi ai sospetti mai del tutto chiariti sulla natura del suo rapporto e la sua ammirazione per Putin, nonostante l’inchiesta sul Russiagate dell’ex direttore dell’Fbi Muller non abbia prodotto risultati molto concreti.

 

 

Poco sensato, sul piano pratico, è anche il discorso sui 400 miliardi dovuti dalla Germania. Perché anche ammesso che Berlino abbia barato su questi pagamenti, il vantaggio economico, geopolitico, militare e strategico che gli Usa hanno ricavato negli ultimi quasi 80 anni, dall’alleanza e gli scambi commerciali con l’Europa unita e stabilizzata grazie alla loro presenza, è incommensurabilmente superiore ai presunti 400 miliardi rivendicati da Donald. Davvero spiccioli (meno del 3% del Pil annuale Usa, o metà del bilancio del Pentagono), rispetto a quanto sarebbero costati a Washington la ripetizione del caos e le tragedie avvenute nella prima metà del secolo scorso, per non parlare dell’eventuale successo dell’Unione Sovietica nella Guerra Fredda.

Trump però sembra non capire questi ragionamenti e continua a puntare nella stessa direzione, stavolta però senza freni o intralci tipo Bolton o Kelly. E quando dice che metterebbe fine alla guerra in Ucraina in 24 ore, il timore è che intenda la resa incondizionata alle ambizioni neo imperialistiche di Putin. Un disastro per l’Europa, che si troverebbe davanti al rischio dell’invasione dei paesi Nato abbandonati dagli Stati Uniti, ma anche un grave pericolo di lungo termine per gli interessi nazionali americani.

Sorgente: Trump, spuntano le frasi ascoltate nel 2020: “Non aiuteremo l’Europa se verrà attaccata e lasceremo la Nato” – la Repubblica


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