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Una minaccia così seria e imminente, da spingere l’ex numero tre del Partito repubblicano alla Camera Liz Cheney a lanciare l’allarme: “Stiamo camminando come sonnambuli verso la dittatura”

New York – Militari nelle strade per garantire l’ordine, dipartimento alla Giustizia mobilitato per punire i dissidenti politici, un organismo centralizzato con l’incarico di dare le licenze per l’insegnamento solo ai professori che dimostrano di avere ideali patriottici. Sembrano i passaggi più agghiaccianti della sceneggiatura di un film distopico, oppure incubi del secolo passato che tornano a tormentare i nostri sonni. Invece sono alcune idee contenute nelle linee programmatiche generali per l’eventuale seconda amministrazione Trump, che l’ex presidente ha descritto durante i suoi comizi, o sono state rivelate da autorevoli giornali come Wall Street Journal, Washington Post e New York Times.

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Una minaccia così seria e imminente, da spingere l’ex numero tre del Partito repubblicano alla Camera Liz Cheney, nonché figlia dell’ex vice presidente Dick, a lanciare questo allarme in un’intervista con la televisione Cbs: “Una delle cose a cui assistiamo oggi è una sorta di sonnambulismo verso la dittatura negli Stati Uniti”. Proprio così, “sleepwalking into dictatorship”. Il primo a rivelare questi propositi di Trump era stato il Washington Post, scrivendo che un gruppo di think tank della galassia super conservatrice era al lavoro sul “Project 2025”, ossia il programma di massima.

 

Tra le altre cose prevederebbe di invocare il giorno stesso del giuramento l’Insurrection Act, per potere schierare i militari nelle strade degli Stati Uniti a svolgere i compiti di sicurezza che la legge ordinaria assegnerebbe alle forze di polizia. Sembra quasi di vedere il replay dell’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, stavolta però condotto dai soldati a nome del presidente appena restaurato alla Casa Bianca. Così, giusto per dare subito un segnale, a chi intendesse manifestare in qualsiasi maniera il dispiacere di vedere il ritorno al potere di Trump.

 

 

Invece di smentire, durante un recente comizio in Iowa lui si è lamentato del fatto che durante il primo mandato gli avevano impedito di usare i militari per contrastare criminalità e violenza in città democratiche come New York e Chicago, e quindi ha avvertito: “La prossima volta, non aspetterò. Una delle cose che ho fatto è stata lasciare che gli altri gestissero queste situazioni. Dimostreremo che pessimo lavoro hanno fanno. Non dobbiamo più aspettare”.

 

Il New York Times poi ha scritto che Stephen Miller, mente delle iniziative più estremistiche del primo mandato nel campo dell’immigrazione, sta già preparando la vendetta. Tra le altre cose, il programma include raid, campi di detenzione per gli illegali e voli per ricacciarli subito indietro. Anche in questo caso, invece di smentire, Trump ha parlato così durante un comizio in Iowa a settembre: “Seguendo il modello Eisenhower, realizzeremo la più grande operazione di deportazione interna nella storia americana”.

 

 

 

Se tutto ciò non bastasse a generare allarme, il Wall Street Journal ha aggiunto molti particolari preoccupanti. Tra le altre cose, Trump vuole creare un organismo che dia le licenze per l’insegnamento solo ai professori che “abbracciano i valori patriottici e il modello di vita americano”. Quindi vuole fondare università pubbliche, probabilmente online, una “American Academy” per contrastare gli insegnamenti “woke” di quelle private ormai in mano ai liberal. Per finanziarle, tasserà o multerà proprio gli atenei di sinistra che intende colpire: “Non saranno permessi la wokeness di sinistra o il jihadismo”. Vieterà ai medici di prestare assistenza ai giovani transgender che intendono ricevere trattamenti per cambiare sesso. Fonderà le “freedom cities”, città della libertà, imponendo alla polizia l’adozione di misure più severe per garantire l’ordine.

 

Smantellerà il “deep state”, eliminando agenzie e cancellando regole, e licenzierà i funzionari che punteranno i piedi. Il dipartimento alla Giustizia verrà arruolato per investigare e punire gli oppositori. Il sito Axios ha rivelato che think tank come l’Heritage Foundation stanno già preparando la transizione, facendo circolare questionari tra i candidati alle posizioni chiave dell’eventuale seconda amministrazione Trump. Vogliono conferme scritte sulla determinazione ad obbedire e combattere per realizzare l’agenda del presidente.

 

Oltre a terrorizzare le persone di buona volontà, queste rivelazioni stanno scandalizzando anche molti repubblicani tradizionali, perché vanno in una direzione ideologica diametralmente opposta a quella del loro partito. Il Gop è sempre stato il portabandiera della riduzione dei poteri affidati al governo federale, per delegarli ai singoli stati. Trump invece vuole allungare la mano di Washington su tutto, minacciando proprio la libertà che è stata da sempre storicamente il credo del partito di cui ormai si è impossessato con il proprio culto personale. In più questi interventi costerebbero un sacco di soldi, contraddicendo la responsabilità fiscale che è la religione dei repubblicani. Non a caso, come denuncia la candidata presidenziale conservatrice tradizionale Nikki Haley, durante il primo mandato Donald aveva speso come un marinaio ubriaco nel porto, aggiungendo otto trilioni di dollari al debito nazionale.

 

La cosa sorprendente è che la base repubblicana non reagisce, e anzi è sempre più compatta nell’appoggiare Trump. Questo perché ormai il partito di Lincoln non esiste più, e i sostenitori dell’ex presidente mettono al primo posto la guerra culturale senza quartiere, lanciata per contrastare l’agenda liberal che si sta impossessando dell’America. Tutto il resto non conta più nulla. Come aveva denunciato Michael Anton nel famigerato articolo “The Flight 93 Election”, che aveva anticipato le mosse di Donald nel 2016. Il futuro portavoce di Trump aveva esortato i veri conservatori ad essere pronti a correre il rischio di far precipitare l’aereo su cui volavano, come i passeggeri che si ribellarono ai dirottatori di al Qaeda l’11 settembre, pur di fermare l’immorale e perniciosa deriva progressista.

 

Ma negli ultimi quattro anni tale estremismo si è incattivito e incancrenito ancora di più. E proprio sulla base di questi minacciosi propositi Liz Cheney, che di tutto può essere accusata, tranne essere una sovversiva di sinistra, ha sentito la necessità di avvertire gli americani che stanno “camminando come sonnambuli verso la dittatura”.

Sorgente: “Militari nelle strade, lotta ai dissidenti politici e prof con ideali patriottici”: il programma di Trump per il ritorno alla Casa Bianca spaventa gli Usa – la Repubblica