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Il ministro francese dell’Economia Le Maire non si espone pubblicamente ora, né vuole mettersi di traverso in una polemica tutta italiana, anche se aveva già espresso la sua posizione sul Fondo in passato (“È essenziale che la riforma sia definitivamente adottata e ratificata”)

PARIGI – Nessuno commento ufficiale dal ministero dell’Economia francese dopo la bocciatura della ratifica del Mes alla Camera dei deputati. A poche ore dallo strappo che ha portato il governo italiano ad allinearsi con Parigi e Berlino sulle nuove regole del Patto di Stabilità, l’entourage del ministro Bruno Le Maire evita di entrare in una polemica che, vista da Parigi, è legata a “dinamiche di politica interna”, come dice una fonte vicina al governo. Le Maire ha rinsaldato la sua relazione con Giancarlo Giorgetti. Nelle ultime settimane hanno giocato di sponda e alla fine la Francia è riuscita a chiudere il nuovo Patto. “Un successo storico” ripete Le Maire, che non sarebbe stato possibile con il veto dell’Italia. Questa era la priorità assoluta per Parigi che non ha voluto mischiare i piani, facendo attenzione a non inserire nelle trattative con Roma anche un pressing sul Mes.

Il braccio di ferro con il governo italiano viene volentieri delegato dalla Francia a Bruxelles anche se la posizione di Le Maire è nota. L’aveva già espressa in passato. “È essenziale che la riforma del Mes sia definitivamente adottata e ratificata» ha spiegato più volte il ministro francese dell’Economia. La riforma del fondo Salva-Stati rappresenta secondo Le Maire una sorta di “polizza vita” e una “ulteriore rete di sicurezza per il settore bancario e quindi per tutti i risparmiatori europei”.

Il ministro conosce la suscettibilità italiana, in particolare quella dei sovranisti, e preferisce non prestare il fianco ad eventuali attacchi strumentali su presunte ingerenze dei partner Ue. Le Maire ha trattato con i vari governi di Roma negli ultimi sei anni, da quando siede a Bercy, sede del dicastero dell’Economia, riuscendo sempre a ritagliarsi un canale di comunicazione con chi sedeva al Mef. Non sarà quindi lui a esporsi pubblicamente ora, né a mettersi di traverso in questa polemica tutta italiana, anche se aveva già risposto indirettamente sul Mes. “Non ho consigli per i miei amici italiani. Siamo nazioni sovrane – osservava già nel 2020 – ma abbiamo fatto in modo che l’accesso al Mes non stigmatizzi nessuno e non ponga condizioni inaccettabili per nessun paese”. Vista da Parigi, insomma, la battaglia su Mes intacca la credibilità dell’Italia al tavolo europeo ma non deve diventare un argomento che frena la relazione bilaterale.

Sorgente: Mes, la reazione di Parigi alla bocciatura: “Voto che intacca la credibilità dell’Italia” – la Repubblica