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Perché il cosiddetto “bravo ragazzo” si trasforma in un efferato assassino? Perché le prime vittime della mascolinità tossica sono i maschi stessi. Ho vissuto sulla mia pelle gli effetti devastanti che la mascolinità tossica può avere su un adolescente o un ventenne. E se pensate di risolvere questo problema con 1h di educazione sessuale a scuola vi sbagliate di grosso.
La mascolinità tossica inizia nell’età della pubertà quando gli adolescenti invece di imparare a gestire il rapporto con la sesso parlandone in famiglia o a scuola lo fanno attraverso un accesso incontrollato e morboso ai siti porno. La mascolinità tossica continua quando il “bravo ragazzo” educato e dedito allo studio viene bullizzato a scuola da altri maschi e nessuno lo protegge. La mascolinità tossica ha i suoi effetti devastanti quando in un gruppo di amici maschi quello che conta è quante ragazze ti sc…pi a sera. E se tu tenti di approcciare una ragazza non per farci sesso dopo 2 ore vieni considerato un fallito.
La mascolinità tossica ti distrugge quando a 18 anni sei single e ti senti dire da amici e conoscenti “ma non sarai mica frocio”, con il significato che essere gay significa avere una malattia contagiosa dalla quale fuggire a gambe levate. La mascolinità tossica ti distrugge quando dopo aver finito le superiori la pressione sociale ti impone che tu sei il maschio che deve portare i soldi a casa e che la donna che lavora e si realizza è una cattiva madre e compagna, quindi meglio sposarsi con una “casalinga”.
La mascolinità tossica è quando dopo sposato, se non riesci a fare un figlio per mille motivi, la colpa è del maschio che non è virile abbastanza. La mascolinità tossica è quando i tuoi amici ti deridono perché hai scelto l’università e la cultura invece che pensare tutto il giorno alla f…
La mascolinità tossica è quando una donna a 30 anni preferisce sposarsi con un maschio maturo, con un lavoro stabile, meno bello del palestrato di turno e il maschio che invece è cresciuto con il mito del bello, forte e cattivo non accetta che queste caratteristiche non vanno bene per tutte le stagioni della vita.
Io tutte queste vessazioni le ho vissute sulla mia pelle. Oggi, a quasi 40 anni sono felicemente sposato, ma vi assicuro che a 20 o 25 anni mi sentivo sbagliato, inutile e vittima di questa mascolinità tossica. Quando avevo 20 anni ho pensato diverse volte dopo un rifiuto di una ragazza “ma forse hanno ragione loro (gli altri maschi), devo essere più insistente, più maschio, più forte, non posso farmi deridere a vita, devo fare come loro”. Non l’ho fatto. Mi ha salvato la mia passione per lo studio che pian piano mi ha aperto la mente e mi ha fatto entrare in un ambiente meno tossico. Ho capito che il problema non ero io ma che ero vittima di questa mascolinità tossica.
Un “bravo ragazzo” più debole o fragile mentalmente può facilmente cadere nella trappola di questa mascolinità tossica e fare gesti estremi pur di dimostrare a se stesso e agli altri che lui non è un debole… Poi, per carità, ci sono casi estremi in cui ci sono problemi psicologici seri che vanno affrontati con gli specialisti, ma a livello sociale quello che ho vissuto dai 14 ai 25 anni lo rivedo, peggiorato, nei ragazzi di oggi.. Quindi, la soluzione non è l’oretta di educazione sessuale a scuola, ma sradicare il concetto di mascolinità tossica. Per fare questo ci vorranno anni e bisogna partire soprattutto dell’educazione in famiglia….