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A cura di Marina Lanza.

Mentre qui si litiga delle sciagurate criticità sulla Striscia di Gaza, la baronessa Ursula Von der Leyen, a capo della Commissione UE (foto sopra, dal web), ha presentato un Rapporto sulla modifica dei Trattati Istitutivi della Commissione Europea (link in calce alla pagina).
Tale rapporto è stato approvato il 25 ottobre scorso.
Il quel trattato, ci sono scritte alcune radicali modifiche al Regolamento della Comunità Europea, sono importantissime, ma se ne parla poco.

Cosa è successo e cosa significa, messo in 8 punti.

1. La Commissione Europea ha redatto un rapporto che cambia profondamente il Trattato dell’Unione Europea. L’europarlamentare polacco Jacek Saryusz-Wolski, denuncia chiaramente che tale rapporto è un colpo di stato (video del suo intervento e intervista, in calce alla pagina) dato che:
– La Commissione UE accentrerà a sé tutto il potere esecutivo, tanto da cambiare nome in Esecutivo Europeo.
– Tramite le clausole passerella, il Presidente della Commissione UE, con la Commissione UE, assieme al Consiglio UE (con i membri delle massime cariche dell’esecutivo degli Stati membri, già ben “indirizzati” – ricordate gli avvertimenti della Von der Leyen alla neo-eletta Meloni?) non solo saranno i soli a poter legiferare, ma avranno anche degli ambiti (salute, ambiente, clima…) per agire direttamente sugli Stati Membri a livello sovranazionale, esautorando i loro Governi e i loro Parlamenti.
2. Ad approvare tali modifiche, NON è stato il Parlamento UE (ovvero dai rappresentanti eletti degli Stati membri a Bruxelles).
3. Ad approvare questo trattato, il 25 ottobre, è stata la Commissione Affari Costituzionali (AFCO), un’entità permanente, composta da 28 membri nominati… non si capisce bene come e da chi ma, di certo, con il bene placito della Commissione Europea – es. a rappresentare l’Italia c’è Antonio Pisapia (PD), che non ha nulla a che fare con il governo in carica. Insomma, s’è giocato in casa.
4. Non esiste una Costituzione Europea, quindi è perlomeno curioso che esista una Commissione, con tali responsabilità, che la riguardi.
5. Con questa approvazione, sarà anche istituito un esercito transnazionale che risponderà direttamente ed esclusivamente alla Commissione Europea o Esecutivo Europeo.
6. Quindi, attenzione. Il 22 novembre ci sarà la votazione in plenaria per avviare formalmente la trasformazione dello Statuto Europeo. Da quel momento, la Commissione Europea, che governa l’UE, entrerà in interdipendenza con una commissione giuridica apicale permanente e si avvarrà di un esercito a sua esclusiva disposizione: in alte parole, è diventata a tutti gli effetti un organismo che raduna in sé il potere legislativo (in quanto a capo di un governo), quello giuridico (in quanto determinante nella nomina dei membri della Commissione del più alto grado di giudizio) e quello esecutivo/militare.
7. “La separazione dei tre poteri è uno dei principi giuridici fondamentali dello Stato di Diritto della Democrazia, ed è atta a garantire il rispetto della legalità e ad abbattere eventuali distorsioni democratiche dovute ad abusi di potere e fenomeni di corruzione”. (Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu).
Quindi, stando a quanto sopra, il raduno di questi poteri in mano alla Commissione UE, porterebbe l’Europa all’essere in balia di un entità oligarchico-totalitaria, pure armata di un suo esercito.
Condizione asseverata anche dal fatto che la Commissione UE non può essere delegittimata o fatta cadere dal Parlamento Europeo (le vicende Von der Leyen-Pfizer sono lampanti).
8. Interessante anche considerare che, alla luce dell’ultimo rapporto, la Commissione UE, avendo un esercito che risponde direttamente ed esclusivamente a lei, potrebbe perfino entrare in azione a nome di tutta l’Europa (senza possibilità d’appello da parte del Parlamento UE o della neo-introdotta “partecipazione diretta”, in quanto consuntiva) contro chiunque lei decida, esterno o interno ai propri confini, in qualsiasi momento, anche – si cita dal Trattato – “in altri settori cruciali, come il mercato unico, sanità, industria, giustizia”.

In altre parole, si sta verificando un copia-incolla di un certo scenario che andò in voga circa un secolo fa.
Il nostro storico Paolo Ceccato lo ha subito intercettato.
Ed ecco una sua osservazione.

Qui sopra, L’estratto del trattato presentato dalla Commissione Europea e approvato il 25 ottobre scorso.
L’intero documento nel link in calce a questa pagina.

Sì, anche lui esercitò l’Unione Europea

Immagine dal web.

Di Paolo Ceccato

Ma, in definitiva, questo Esercito Europeo sarebbe davvero una novità?
No, perché un esercito europeo moderno nacque già decenni fa, precisamente negli anni ’40 del secolo scorso.

  • E dove nacque?
  • In Germania.
  • In Germania? ma ai tempi non c’era il..?
  • Sì. Infatti si chiamò Waffen SS, le unità combattenti delle SS, che, intorno al 1943, reclutarono anche soldati non tedeschi, formando divisioni transazionali nei vari Paesi occupati dalla Germania nazista.

    “La posizione internazionalista fu fortemente promossa dalla propaganda del dottor Goebbels durante la guerra.
    La Germania veniva vista come il nucleo e la sola garanzia di un futuro ordine europeo, con i consueti richiami a Carlo Magno e all’anticomunismo.
    È questa una fase dello sviluppo dell’idea europea sulla quale gli storici non amano molto soffermarsi. Le unità militari non
    tedesche che combatterono sotto la bandiera tedesca nella seconda guerra mondiale, principalmente inquadrate nelle SS, enfatizzarono solamente questo aspetto transnazionale”.
    Eric Hobsbawn, Il Secolo breve, Milano, 2016, pag. 165.

    Le Waffen SS si costituirono un po’ ovunque: Ucraina, Ungheria, Paesi baltici, Albania, Italia etc. L’unità sorta in Francia, la 33 Waffen-Grenadier-Division der SS Charlemagne, Carlo Magno, venne, ad esempio, schierata a Berlino, nell’aprile 1945, come ultima difesa della capitale.

    Le Waffen SS, volute da Adolf Hitler in persona, si possono considerare dunque un esercito europeo a tutti gli effetti.
    Ogni nazione sotto il controllo della Germania nazista costituì una divisione inquadrata nelle forze armate tedesche e lo spirito nazionalsocialista che animò queste divisioni fu, appunto, quello europeo, spirito che si riconosceva in valori comuni, non nazionali, ma transnazionali.

    La fine delle Waffen SS è nota e, nonostante il veterano ucraino acclamato al Parlamento Canadese nello scorso settembre, il giudizio su di esse sembra univoco.

    Tuttavia, come si dice, mai dire mai. Forse il nuovo tentativo di ricostituire una forza armata transnazionale europea, con funzioni di difesa comune e, forse, anche di ordine pubblico interno, potrebbe stavolta riscuotere miglior fortuna.
    Per chi, non si sa.


 

Click su questo link, per leggere del Rapporto sulla modifica dei Trattati, approvato dalla Commissione Europea lo scorso 25 ottobre.
Fonte: Corriere della Sera.

Border Nights. Qui, l’intervento del eurodeputato polacco Jacek Saryusz-Wolski, al Parlamento Europeo.
Parla chiaramente un colpo di stato che sta per essere ignorato dai media principali e che accentrerà tutto il potere al nuovo Esecutivo Europeo per creare un Super-Stato Europeo, esautorando completamente gli Stati Membri di ogni sovranità.

Press-Kit. Intervista all’europarlamentare Jacek Saryusz-Wolski.
Il 22 novembre ci sarà il voto in plenaria, per avviare formalmente la trasformazione dello statuto esistente.

E adesso si spiega pure quella modifica apportata a ben 4 articoli della Costituzione da Roberto Cingolani in quel modo decisamente poco ortodosso. “Svolta epocale” dichiarò il Ministro della Transizione Ecologica. Infatti.

Insomma, quello che stenta di fare l’OMS con la sua bozza, sta entrando dalla finestra con un trattato portato direttamente dalla Von Der Leyen.
Ma tutti zitti e buoni.

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Sorgente: Esercito Europeo. Ritenta e sarai più fortunato – USQUE TANDEM