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In questo clima di tregenda, la notizia che la Lega del Salvini convoca una manifestazione “in difesa dei valori occidentali” mette quasi di buon umore. Tra i valori occidentali e il Salvini c’è lo stesso rapporto che collega un pesce alla bicicletta.

Non che negli esordi bossiani la cultura democratica fosse in primo piano. A partire dal linguaggio: il Bossi che vantava la sua armata di “trecentomila doppiette”, e dava del terrone ai nati sotto il Po, e del bingo-bongo ai nati sotto la Sicilia, già aveva tracciato il solco, tra gli applausi entusiasti dei suoi. Ma non c’è dubbio che il Salvini abbia poi ben dissodato il terreno e perfezionato il modello. Dall’ostensione del rosario nei comizi alla cultura da rastrellamento dei suoi social non si è fatto mancare nulla. Per lui l’Occidente è una curva di stadio, la Curva Ovest, eccezion fatta per l’innamoramento moscovita, che almeno geograficamente parrebbe molto poco occidentale.

 

Il valore fondante dell’Occidente è il concetto di tolleranza (che significa, tradotto in prassi, divisione dei poteri, rispetto delle minoranze, diritti umani al primo posto). Premesso che, a un esame di tolleranza, ognuno di noi faticherebbe per arrivare a una risicata sufficienza, quale voto, da uno a dieci, prenderebbe il Salvini? E quale voto la Lega, che è il risvolto trumpista dell’Europa, elmo cornuto e porto d’armi in primo piano?

Basti dire che al suo confronto Giorgia Meloni, che è pur sempre la leader dei post-fascisti italiani (il prefisso post vada inteso come atto di fiducia), sembra Bertrand Russell. Salvini, rispetto all’Ovest, è così oltre che è già l’Est.

(di Michele Serra – repubblica.it)

Sorgente: La Curva Ovest scende in campo – infosannio – notizie online