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Tra il 10 e il 16 ottobre l’artiglieria israeliana ha usato munizioni contenenti fosforo bianco nel corso delle sue operazioni militari lungo il confine meridionale del Libano. Un attacco contro il villaggio di Dhayra, avvenuto il 16 ottobre, dev’essere indagato come crimine di guerra in quanto si è trattato di un attacco indiscriminato che ha ferito almeno nove persone e causato danni a obiettivi civili, dunque illegale.

Le ostilità alla frontiera tra Israele e Libano hanno vissuto un’escalation a partire dal 7 ottobre. Finora l’artiglieria israeliana ha ucciso almeno quattro civili e 48 membri di Hezbollah. Quest’ultimo e altri gruppi armati hanno lanciato razzi nel nord di Israele, uccidendo sei soldati e un civile israeliano. Amnesty International sta indagando gli attacchi di Hezbollah e di altri gruppi armati per determinare se abbiano violato il diritto internazionale umanitario.

L’USO DI MUNIZIONI AL FOSFORO BIANCO A DHAYRA

Il Crisis Evidence Lab di Amnesty International ha verificato un video girato il 16 ottobre a Dhayra, che mostra pennacchi di fumo provenienti da un colpo di artiglieria, compatibili con una munizione al fosforo bianco.

Haitham Nisr, medico del pronto soccorso all’Ospedale italiano libanese, ha riferito ad Amnesty International che il 16 e il 17 ottobre il suo staff ha curato nove persone provenienti da Dhayra, fra cui Yarine e Marwahin che presentavano tosse e difficoltà respiratorie, a loro avviso per aver inalato fosforo bianco. Molti di loro sono stati dimessi il giorno stesso del ricovero.

Il direttore regionale della Difesa civile libanese, Ali Safieddine, che il 16 ottobre ha gestito il trasferimento dei feriti all’ospedale e il 17 ottobre l’evacuazione di Dhayra, ha dichiarato ad Amnesty International che il suo personale aveva ricevuto telefonate di abitanti che parlavano di “bombe che producono un odore molto cattivo e che causano soffocamento una volta inalato”. Quattro uomini della Difesa civile e alcuni civili di Dhayra sono stati ricoverati in ospedale per soffocamento.

“Non riuscivamo neanche a vedere le nostre mani per quanto era fitto il fumo bianco che ha coperto il villaggio per tutta la notte [del 16] fino alla mattina dopo”.

Questa descrizione è compatibile col fosforo bianco che produce un denso fumo bianco e un odore simile a quello dell’aglio.

Secondo il sindaco di Dhayra, Abdullah al-Ghrayyeb, l’attacco sulla città è iniziato alle ore 16 del 16 ottobre ed è continuato durante la notte:

“Una nuvola fitta e maleodorante ha avvolto il villaggio al punto che non vedevamo oltre cinque-sei metri. Le persone fuggivano disperatamente dalle loro case, che, quando sono tornati due giorni dopo, erano ancora in fiamme. Le automobili hanno preso fuoco, i terreni sono andati bruciati. Ancora oggi ci sono in giro dei resti, esposti all’aria, prendono nuovamente fuoco”.

Il Crisis Evidence Lab di Amnesty International ha analizzato un video in cui un residuo incrostato di fosforo bianco riprende fuoco nel cortile di un’abitazione. Secondo il sindaco, il video è stato girato il 25 ottobre, nove giorni dopo l’attacco israeliano. Il fosforo bianco può riprendere fuoco quando viene a contatto con l’ossigeno, anche settimane dopo che è stato lanciato.

Il fosforo bianco è una sostanza incendiaria usata prevalentemente per creare una densa cortina di fumo o per segnalare bersagli. Quando è esposto all’aria, brucia a temperature estremamente elevate e spesso dà luogo a incendi. Le persone esposte al fosforo bianco possono subire danni respiratori, insufficienze al funzionamento di organi vitali e altri danni permanenti, comprese ustioni difficili da curare e che non possono essere lenite con l’acqua. Anche solo un dieci per cento di ustioni sul corpo può rivelarsi letale.

Il diritto internazionale umanitario stabilisce che tutte le parti coinvolte in un conflitto devono sempre distinguere tra civili e obiettivi civili da un lato e combattenti e obiettivi militari dall’altro. Sono vietati gli attacchi indiscriminati, ossia quelli che non distinguono tra obiettivi civili e obiettivi militari. Lanciare un attacco indiscriminato che causi morti e feriti tra la popolazione civile e danni a obiettivi civili è un crimine di guerra.

Nel 2013 Israele si era impegnato a cessare di usare munizioni al fosforo bianco.

Il fosforo bianco non dovrebbe, pertanto, mai essere usato in zone dove è presente la popolazione civile, a causa dell’elevata probabilità che le fiamme e il fumo si diffondano, rendendo indiscriminati attacchi del genere. L’attacco contro il villaggio di Dhayra è stato indiscriminato e dunque illegale e dev’essere indagato come crimine di guerra.

Amnesty International ha visionato anche un video, sempre di Dhayra e risalente al 13 ottobre, in cui si vede la dispersione di pennacchi di fumo compatibili col fosforo bianco. Ha infine analizzato le immagini girate da un giornalista il 10 ottobre, anche a Dhayra, in cui sembra vedersi il rilascio di fosforo bianco che prende fuoco al contatto con l’aria.

L’USO DEL FOSFORO BIANCO AD AITA AL-CHAAB E AL-MARI

Il Crisis Evidence Lab di Amnesty International ha verificato le immagini dell’attacco contro i villaggi di Aita al-Chaab e di al-Mari.

Due video verificati dal Crisis Evidence Lab risalenti al 10 ottobre mostrano lapilli incendiari cadere sul terreno e dare vita a un ampio incendio, indizio quasi certo della presenza di fosforo bianco.

Amnesty International ha poi verificato un video e cinque fotografie relativi all’attacco del 15 ottobre contro Aita al-Chaab da cui si evidenzia l’assai probabile uso di un misto di munizioni al fosforo bianco e proiettili di artiglieria ad alta esplosività.

L’USO DEL FOSFORO BIANCO AL CONFINE ISRAELO-LIBANESE

Il Crisis Evidence Lab di Amnesty International ha verificato fotografie scattate dalla France Presse il 18 ottobre nei pressi del confine. Si vedono munizioni al fosforo bianco di 155 mm di diametro, allineate e pronte per l’uso vicino a un obice M 109 dell’esercito israeliano. Queste munizioni hanno un colore pallido di base e bande colorate gialle e rosse con i marchi M825A1 e D528, corrispondenti alla nomenclatura e ai codici d’identificazione del dipartimento della Difesa degli Usa relativi alle munizioni al fosforo bianco. Amnesty International non è in grado di confermare dove queste munizioni siano state prodotte.

Foto di Jalaa MAREY / AFP

ULTERIORI INFORMAZIONI

Il 7 ottobre, Hamas e altri gruppi armati palestinesi hanno attaccato il sud d’Israele uccidendo – secondo le autorità israeliane – almeno 1400 persone e prendendo in ostaggio oltre 200 persone, per lo più civili.

Le forze israeliane hanno successivamente lanciato attacchi dal cielo e da terra contro la Striscia di Gaza, uccidendo – secondo il ministero palestinese della Salute di Gaza – oltre 8000 persone, per lo più civili tra i quali almeno 2704 bambini e ferendone oltre 17.439. Oltre 2000 corpi sono ancora sotto le macerie e il sistema sanitario locale è in ginocchio.

Amnesty International ha già documentato l’uso di munizioni al fosforo bianco da parte di Israele contro zone densamente popolate di Gaza, che in alcuni casi può rientrare nella categoria degli attacchi indiscriminati, dunque illegali. Il 14 ottobre le autorità israeliane hanno negato di aver usato il fosforo bianco nelle loro operazioni militari a Gaza e in Libano.

Secondo l’Organizzazione internazionale delle migrazioni, alla data del 27 ottobre almeno 20.000 residenti nel sud del Libano erano sfollati a causa delle ostilità. Le autorità israeliane hanno annunciato l’evacuazione di 28 villaggi nel nord d’Israele e lungo il confine col Libano, che ha interessato circa 60.000 persone.

Sorgente: Israele ha usato il fosforo bianco nel sud del Libano – Amnesty International Italia