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Condividiamo larga parte dell’articolato e interessante processo delle valutazioni, dei giudizi e indicazioni che sorregge  e struttura la lettera aperta di inizio settembre del compagno Fausto Sorini, a partire dalla proposta tesa a costruire in tempi rapidi un forum dei comunisti: comunisti ovviamente con precise posizioni rispetto alla guerra condotta dalla NATO contro la Russia in Ucraina, oltre che al ruolo estremamente importante e positivo svolto dal partito comunista cinese sia all’interno della gigantesca area asiatica che a livello planetario.

A nostro avviso mancano all’interno dell’analisi del compagno Sorini temi rilevanti sui quali i comunisti italiani dovranno discutere a lungo, oltre che sperimentare con l’esperienza concreta nuove forme di praxis, quali ad esempio:

–       il giudizio sul ruolo svolto dai comunisti nei disastrosi governi Prodi 1 e Prodi 2;

–       il ruolo devastante svolto dalla CGIL, a partire dal 1992-1996.

Ma non è questo il punto essenziale su cui intendiamo soffermarci, quanto invece sull’anello principale della catena: ossia l’obiettivo principale di fase che i comunisti devono porsi volta per volta, come indicato giustamente da Lenin come criterio generale per la progettualità.

Ora, nell’attuale situazione tale anello principale a nostro avviso è costituito dalle elezioni europee del 2024.

Pensiamo che sia ormai chiaro a quasi tutti i compagni le molteplici ragioni, nazionali e internazionali, di tale priorità, oltre alla banale considerazione per cui in una situazione di “pace sociale” ed enormi difficoltà attuali dei comunisti italiani, paragonabili per alcuni versi a quelle subite dai nostri bisnonni nell’orribile 1923, la sfera politico-elettorale diventa uno spazio di lotta tanto più importante quanto più risulta basso l’attuale livello di conflittualità sociale e arretrata la composizione politica dei lavoratori dipendenti a partire dagli operai industriali.

Cosa serve, a tale urgentissimo fine?

Due condizioni preliminari ma essenziali.

1)     Una lista che comprenda comunisti e non comunisti, ma sia unita almeno dal rifiuto totale della guerra contro la Russia in Ucraina, condotta da NATO e Unione Europea.

2)     Una lista unitaria in cui proprio le soggettività e organizzazioni comuniste, a partire da quelle attualmente meno deboli, facciano realmente di tutto per raggiungere almeno l’unità politico-elettorale, metodo assolutamente in secondo piano a seconda dei quali il nome della lista, la sua composizione, ecc.: evitando, in tal modo, una nuova crisi simile alla disastrosa divisione avvenuta sulla raccolta delle firme per il referendum contro l’invio di armi all’Ucraina paranazista.

Non facciamoci sfuggire anche il piccolo “treno” e la modesta, ma reale, occasione delle elezioni europee del 2024, al fine di iniziare a riemergere dal baratro politico nel quale ci troviamo alla fine del 2023.

Sorgente: Che fare? L’anello principale della catena


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