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L’apertura alla diplomazia arriva dal capo di gabinetto del segretario generale della Nato, che dichiara: “Penso che una soluzione potrebbe essere che l’Ucraina rinunci al territorio e ottenga in cambio l’adesione alla Nato”. Biden si predispone a trattare soltanto ora perché la guerra ha esaurito le funzioni fondamentali per gli interessi americani, ovvero: 1) separazione della Russia dall’Europa; 2) ampliamento della Nato da 30 a 32 membri scaricando sugli ucraini il costo della nuova espansione ai confini con la Russia; 3) indebolimento della Russia. Le ragioni per cui Putin non può accettare la proposta sono numerose. Data la complessità della materia, procederò per punti. Primo: Putin potrebbe marciare su Kiev e rovesciare Zelensky. È falso che Putin non assedi Kiev per mancanza di forze. Secondo: quando Corriere, Repubblica e La Stampa sostengono l’ingresso dell’Ucraina nella Nato come base di una trattativa, dimostrano di non conoscere le basi della diplomazia in guerra. Nessuno Stato accetta come offerta una minaccia esistenziale che può scacciare con la forza. Accettando l’Ucraina nella Nato, Putin autorizzerebbe gli Usa a riempire Zelensky di armi impressionanti: oggi gli F-16 che caricano testate nucleari e domani chissà cosa. Con l’Ucraina nella Nato, la sicurezza della Russia si troverebbe in una condizione peggiore di quella iniziale giacché un membro della Nato può ospitare le testate nucleari americane. La frase: “Ma l’Ucraina non invaderebbe mai la Russia!” è la più stupida della guerra per l’ignoranza che rivela in tutti i campi del sapere. Ancora una volta, mancano le basi: il primo dovere di un capo di Stato non è eliminare le minacce esistenziali, bensì stroncarle sul nascere. Gli Stati Uniti non hanno atteso un attentato a New York per bombardare l’Isis in Siria. Era una minaccia potenziale e Obama l’ha schiacciata. L’Iran non ha intenzione di colpire Israele con le bombe atomiche, ma gli israeliani uccidono ugualmente gli ingegneri nucleari iraniani.

Terzo: sebbene Corriere, Repubblica e La Stampa abbiano iniziato a ripetere le analisi che questa rubrica sviluppava all’inizio della guerra, continuano a non comprendere i principi basilari della sicurezza internazionale ruminando fantasie irrealistiche. La minaccia esistenziale che la Nato in Ucraina pone alla Russia è maggiore di quella posta agli Stati Uniti da al Qaeda in Afghanistan, dove gli americani sono rimasti vent’anni. Gli F-16 a Zelensky dimostrano che Biden decide quali armi possa avere l’Ucraina. Immaginiamo un Messico ferocemente anti-americano. Biden accetterebbe che sia armato dalla Cina a piacimento? Biden ha preteso che Meloni non rinnovasse gli accordi commerciali con la Cina perché li considera una minaccia agli interessi americani. Se Biden non accetta il 5G cinese in Italia, potrebbe accettare i caccia cinesi in Messico? Quarto: l’ingresso di un Paese nella Nato non elimina il pericolo della guerra con la Russia. Se la Finlandia si armerà al punto da minacciare la sicurezza nazionale della Russia, la Russia avendo le forze necessarie attaccherà la Finlandia anche se fa parte della Nato. L’idea che un Paese diventi inattaccabile quando entra nella Nato è una fantasia infantile onnipotente. Peraltro la Nato sta già applicando l’articolo 5 all’Ucraina che cade ugualmente a pezzi. Per capire come uscire da una guerra occorre capire perché sia scoppiata (spiegazione causale), quale sia la sua funzione (spiegazione funzionale) e quale sia il suo fine (spiegazione teleologica). I giornaloni brancolano nel buio.