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Politica estera oltre le emergenze altrui. La presenza del premier Modi alla Festa nazionale francese, e Parigi diventa punto di riferimento della rincorsa di Delhi al ruolo di Grande Potenza. Dalle forniture di tecnologia e armi alla collaborazione in chiave non solo anticinese. Il collante della pretesa autonomia strategica tra troppa Nato e troppa Cina

India e Francia con un’altissima idea di sé. Troppa Ucraina a troppa Nato. I diritti umani delle minoranze. Multilateralismo tra Usa e Cina

Vera politica estera oltre le emergenze altrui

«Il premier indiano Narendra Modi è stato l’ospite d’onore alle celebrazioni del 14 luglio in Francia. L’invito dell’ ”amico” presidente francese Emmanuel Macron attesta la convergenza strategica di Delhi e Parigi», la premessa di Lorenzo Di Muro su Limes.

India e Francia con un’altissima idea di sé

Valori quali ‘sovranità’, ‘autonomia strategica’, ‘sistema multipolare stabile’ nel comunicato finale congiunto. Come in occasione della sua visita di Stato negli Usa del giugno scorso, anche in Francia Modi è stato accolto con tutti gli onori. Ma anche oltre. Il leader indiano con Gran croce della Legion d’onore, la più alta onorificenza della Repubblica francese. Mentre un contingente guidato dal reggimento Punjab, che ha combattuto al fianco delle truppe transalpine nella battaglia della Somme nel 1916, ha preso parte alla tradizionale parata militare lungo gli Champs-Élysées. Con Macron che forse esagera.

«L’India è un gigante della storia del mondo che avrà un ruolo decisivo nel nostro futuro».

La Francia avanti tutti

«Oltre la retorica, la visita di Modi conferma che la Francia è il primo interlocutore europeo dell’India», la valutazione Limes. Lungimiranza politica e affari. La rincorsa indiana alla potenza, a partire dall’industria bellica alle tecnologie emergenti, dall’antiterrorismo ai semiconduttori, dalle rinnovabili al nucleare civile, dall’Indo-Pacifico allo Spazio. «Di Parigi, come di Washington e dell’Occidente allargato, Delhi ha bisogno nel suo percorso di sviluppo nazionale. Che intende suggellare nel 2047, centenario dell’indipendenza dalla Corona britannica, affermandosi nel novero delle potenze che contano. Minacciati dall’ascesa della Cina nel proprio intorno geografico e intenti a consolidare la propria crescita economica, gli indiani puntano sulla tecnologia e sugli investimenti occidentali in chiave sia economia sia militare».

Troppa Ucraina e troppa Nato

La reazione alla guerra d’Ucraina continua a separare Delhi dall’Occidente soprattutto americano, ma indiani e francesi non sembrano intenzionati a permettere che il ‘dossier America-Russia’ danneggi i rapporti bilaterali. Alla vigilia della visita di Modi, l’ambasciatore francese in India Emmanuel Lenainlo aveva detto chiaro: «I due paesi comprendono e rispettano le reciproche posizioni, le quali devono essere scevre da “interferenza o pressione di paesi terzi». Tradotto, la fine delle ostilità in Europa orientale è negli interessi di entrambi, che hanno una linea diversa ma dalla logica simile del proprio interesse nazionale.

I diritti umani delle minoranze

Per Modi anche l’occasione per rispondere alle critiche sui diritti umani e delle minoranze. Poche ore dopo che il Parlamento europeo ha esortato le autorità indiane «a porre fine alle violenze etniche e religiose nello Stato del Manipur» (India nord-orientale), il primo ministro ha affermato che la democrazia «scorre nelle vene dell’India», definita dal presidente francese una «potenza demografica e democratica». Demografica certamente, prima della stessa Cina, mentre la strada della piena democrazia risulta ancora impervia.

Prosaicamente affari

Tra le questioni pratiche, reso noto l’accordo tra la francese Safron e il Drdo indiano per il sviluppo di motori per velivoli da combattimento, analogo a quello raggiunto con la ‘Ge’ americana. Mentre dovrebbe essere finalizzata a breve un’intesa per la cessione di 26 caccia Rafale e 3 sottomarini d’attacco classe ‘Scorpene’ che si aggiungerebbero ai 36 velivoli già acquistati dall’India e alla fabbricazione a Mumbai di 6 natanti con tecnologia francese. Con Modi che ha definito l’interscambio nel settore della difesa un pilastro del piano ‘Make in India’, mirato a fare del paese un polo manifatturiero anche sul piano militare, ponte tra Occidente e ‘Sud Globale’, cioè il resto del mondo.

La minaccia cinese

Le importazioni di armamenti dalla Francia, stando al Sipri nel periodo 2017-2022, sono seconde solo a quelle dalla Russia. Quanto alla minaccia cinese, Delhi e Parigi hanno pubblicato una sorta di ‘Roadmap’ di collaborazione nell’Indo-Pacifico per preservarlo ‘libero e aperto’, ad arginare la progressiva proiezione di Pechino alla confluenza tra i due oceani. In un’intervista al quotidiano Les Echos, rispondendo a una domanda sulle crescenti capacità militari di Pechino, Modi ha dichiarato che Delhi vuole la pace ma che essa è ‘lungi dall’essere garantita’. Ed evitare che sia la Repubblica Popolare a dettare legge in un bacino nodale per la mobilità strategica mondiale.

Multilateralismo tra Usa e Cina

Nello spazio ‘Indo-Pacifico’ Parigi deve anche difendere i suoi Territori d’oltremare e Zone economiche esclusive. Ammaestrati dalla pugnalata alle spalle dell’Aukus -Usa-Australia- sui sottomarini nucleari anglo americani che hanno preso il posto di quelli tradizionali francesi già concordati. Ed ecco perché Delhi vede nell’Eliseo non solto un partner disposto a trasferire tecnologia a uso duale civile-militare, a sviluppare il progresso economico e militare nazionale. Francia uno dei traini dell’Unione Europea, attore con cui l’India vuole approfondire i legami commerciali.

Autonomia strategica post Ucraina

Autonomia strategica’, nella diversificazione dei partner commerciali e non solo. Per consolidare una sfera d’influenza nella sua regione per preservare un equilibrio di potenza in Asia, prima che nel globo. «Se la sinergia dell’India con gli Usa si concentra nell’Oceano Indiano orientale, quella con la Francia ingloba anche le sue porzioni occidentale e meridionale».

«Di fatto, la guerra d’Ucraina accelera dinamiche geopolitiche che scuotono gli assetti non solo europei. Schiudendo spazi per medie potenze come India e Francia, che legate da interessi strategici convergenti, profittano delle contingenze per dare impulso alle proprie esigenze e aspirazioni».

Sorgente: Francia-India e il multilateralismo tra Usa e Cina –