0 2 minuti 11 mesi

di Fabrizio Poggi per l’AntiDiplomatico

È in corso in Polonia un processo che, non avendo nulla di originale, può esser definito col termine franchista di “limpieza”, o con la più recente “ljustratsija” nazi-golpista praticato in Ucraina dopo il 2014: Varsavia sta espellendo dagli organi di sicurezza tutti coloro che vi avevano servito durante il periodo della Repubblica popolare, per quanto pochi ne siano rimasti.

Anche qui, nulla di nuovo: a gennaio 2018, l’ex Ministro degli esteri, Jacek Czaputowicz, appena insediato, aveva deciso di licenziare tutti i funzionari del Ministero a suo tempo laureati al MGIMO di Mosca.

Alla base della nuova sortita, potrebbero esserci la crisi economica e i timori del partito governativo PiS di veder vacillare la maggioranza parlamentare alle elezioni del prossimo novembre: si spera così di incamerare consensi, premendo ancora di più sul pedale dell’antisovietismo che ancora alligna in qualche angolo della tradizione russofobica. Per quanto, anche senza di ciò, le “glorie” di quello che potrebbe definirsi il “Franco polacco”, Jozef Pilsudski, facciano “bella” mostra in vari atti ufficiali del governo: da quella “riforma della giustizia”, su cui ha avuto da ridire persino Bruxelles, alla lotta contro “l’influenza russa”, per cui politici e funzionari pubblici vengono “iscritti d’ufficio” nella lista nera, se sospettati di promuovere gli interessi russi e su cui addirittura Washington ha storto la bocca.

Sorgente: Purghe interne e scontro con la Germania: i nuovi passi “filo Nato” della Polonia – Crisi in Ucraina – L’Antidiplomatico