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Le comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo: «Dalla Ue non accetteremo soldi che trasformino l’Italia nel campo profughi d’Europa». Confermato il pieno sostegno all’Ucraina: «L’Italia sarà protagonista della ricostruzione»

di Claudio Bozza

«Non accetteremo soldi che trasformino l’Italia nel campo profughi d’Europa». La premier Giorgia Meloni, alla Camera, ha tenuto una lunga relazione in vista del Consiglio europeo del 29 e 30 giugno. «Dobbiamo gestire l’immigrazione, sarà un tema centrale di questo vertice». E sempre sul tema migranti rilancia sulla necessità di una radicale riforma: «Le regole di Dublino non sono solo superate ma rischiose, perché contribuiscono alle tragedie cui assistiamo nel Mediterraneo».

A ruota incalza ancora la Ue: «Rinnovo la vicinanza dell’Italia in relazione alla recente tragedia avvenuta al largo delle coste greche» e «l’impegno a stroncare» le reti di trafficanti, ma «la migrazione è una sfida europea e quindi richiede risposte europee». Come riuscirci? È necessario «avviare partenariati con risorse adeguate», riflette Meloni, facendo riferimento anche al «Piano Mattei per l’Africa su cui vari Paesi europei hanno mostrato apprezzamento», perché «se si vuole affrontare il tema dell’immigrazione bisogna porsi il tema dello sviluppo dell’Africa».

«Sul tema del Mes nel merito non ho cambiato idea, ma quello che ho chiesto stamattina è un tema di metodo. Ha senso che noi procediamo a una ratifica senza conoscere quale sia il contesto? Senza sapere quale è la riforma della governance del Patto di stabilità e su mille questioni che sono aperte?». Poi l’affondo: «Sono sempre stata abituata ad assumermi le mie responsabilità e questo farò anche in questo caso, ma voglio difendere al meglio possibile l’interesse nazionale italiano. E adesso dico a tutto il Parlamento che discutere adesso questo provvedimento non è nell’interesse dell’Italia, poi ognuno farà le proprie scelte e si assumerà le proprie responsabilità».

Nel corso del vertice di due giorni a Bruxelles, i leader dell’Ue discuteranno degli ultimi sviluppi della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e del sostegno europeo a Kiev. Su tavolo del Consiglio Ue, poi, politica industriale, mercato unico, competitività e produttività a lungo termine dell’Europa. Saranno affrontati anche i dossier su sicurezza e difesa (si parlerà della cooperazione Ue-Nato in vista del prossimo vertice Nato che si terrà a Vilnius l’11 e 12 luglio), migrazione e relazioni esterne (i leader Ue terranno una discussione strategica sulla Cina).

Riguardo l’aggressione da parte della Russia, la presidente del Consiglio sottolinea che «l’Italia ha tutte le carte regole per giocare un ruolo da protagonista nella ricostruzione dell’Ucraina», Paese per il quale auspica l’ingresso ufficiale nella Nato.

Dopo che la numero uno della Bce Christine Lagarde ha annunciato un nuovo aumento dei tassi d’interesse a luglio, dopo Salvini e Tajani interviene duramente anche Meloni: «L’inflazione è tornata a colpire le nostre economie, una odiosa tassa occulta che è giusto combattere con decisione» la «semplicistica» ricetta della Bce «non appare agli occhi di molti la strada più corretta da perseguire». Questo perché l’inflazione non è data da «una economia che cresce troppo velocemente, ma da fattori endogeni come la crisi in Ucraina» e «non si può non considerare il rischio che l’aumento costante dei tassi sia una cura più dannosa della malattia». Una preoccupazione condivisa anche dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: «Quello che c’è da dire l’ho detto nelle sedi Ecofin ed Eurogruppo. Non è che c’è rischio recessione, in Germania è arrivata».

Sorgente: Meloni: «Non è il momento di ratificare il Mes, mi assumo le mie responsabilità»