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di Fabrizio Poggi per l’AntiDiplomatico

 

I lettori non ce ne vogliano: tocca per l’ennesima volta trattare della Polonia e delle sue mire sui cosiddetti “Kresy Wschodnie”, quei territori oggi ucraini che Varsavia non ha mai spesso di considerare propri, nemmeno nel periodo della Repubblica popolare, pur dovendo allora uniformare il proprio linguaggio ufficiale alla comune narrativa dell’ex campo socialista.

Se appena poche settimane fa erano stati i vaneggiamenti (per quanto, da prendere abbastanza seriamente) dell’ex segretario della NATO Anders Fogh Rasmussen, ora è la volta dei “timori”espressi dai nazionalisti polacchi per la ridislocazione in Bielorussia di alcune migliaia di uomini della “Wagner”.

Così, Varsavia ora non tenta nemmeno di minimizzare i propri piani di intervento su quell’area dell’Ucraina nordoccidentale direttamente confinante con la Bielorussia, che rimane tutt’oggi una delle maggiori “pietre d’inciampo” nei rapporti polacco-ucraini: la Volynia, teatro di stragi di decine di migliaia di civili polacchi da parte dei nazionalisti ucraini di OUN-UPA, nel 1942-’43.

A parlare direttamente della necessità di “rafforzare le difese”, è stato questa volta il leader del partito di governo Diritto e Giustizia, Jaroslav Kaczynski – gemello del defunto ex presidente polacco Lech Kaczynski – denominato da quelle parti, per la sua influenza politica, “Naczelnik Polski” (Capo della Polonia), alla maniera del vecchio dittatore Jozef Pilsudski, e da poco rientrato nei ranghi governativi con la carica di vice Primo ministro.

Ed è stato proprio Kaczynski, e non il Primo ministro Mateusz Morawiecki, a esporre il 28 giugno i risultati della riunione del Comitato governativo per la sicurezza. Nell’occasione, ha dichiarato che Varsavia si trova ora di fronte a «nuova situazione in Bielorussia: la presenza del gruppo “Wagner”. Pensiamo che si tratti di circa 8.000 soldati. È un elemento pericoloso per l’Ucraina, potenzialmente pericoloso per la Lituania e forse pericoloso anche per noi… In relazione a ciò, è stato deciso il rafforzamento delle nostre difese alla frontiera orientale, sia con misure temporanee, sia con altre che assumeranno carattere permanente».

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Sorgente: “Kresy Wschodnie”: la Polonia non nasconde più le sue mire sui territori ucraini – Crisi in Ucraina – L’Antidiplomatico