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Sarebbero pronti a entrare in azione sui cieli di Taiwan. Telecomandati, sfrecciano a 7 mila chilometri all’ora, a quote di 50 mila metri. Difficili da scoprire e intercettare, possono essere trasformati in mezzi da attacco

Floriana Bulfon

La Cina dispone di droni ipersonici pronti a entrare in azione nei cieli di Taiwan. È l’ultima rivelazione che emerge dai documenti trafugati al Pentagono e diffusi su una chat di Discord, che il Washington Post è riuscito ad esaminare.

Due di questi velivoli telecomandati sono stati fotografati dai satelliti Usa lo scorso agosto: sono del modello WZ-8, esibito per la prima volta durante una parata nell’ottobre 2019. In quell’occasione, erano stati fatti sfilare a bordo di veicoli ma non c’erano elementi per capire se si trattasse di un prototipo sperimentale o di un sistema pronto al servizio.

Adesso i dubbi sono stati sciolti: nelle immagini del documento top secret si vede la caratteristica forma triangolare, con un rivestimento scuro che fa ipotizzare l’impiego di una vernice che assorbe le emissioni dei radar. L’Armata Popolare cinese avrebbe quindi attivato un’unità dotata di aerei telecomandati che sfrecciano a settemila chilometri l’ora, volando a quote anche di 50mila metri, e progettati in modo da sfuggire alle reti di avvistamento. Un potente strumento di ricognizione che, oltre a Taiwan, può spiare anche la Corea del Sud. Il dossier del Pentagono ritiene che sia dotato di telecamere elettro-ottiche d’ultima generazione e probabilmente di un radar a scansione laterale, che può sorvegliare il terreno persino di notte o con il cielo coperto di nuvole.

La base dove sono stati fotografati si trova in una località chiamata Liuan – nell’entroterra a 560 chilometri da Shangai – si tratta di un aeroporto costruito all’epoca di Mao, con una serie di hangar-bunker scavati nel fianco della collina. Negli anni della distensione globale era stato chiuso ma dal 2019 è stato sottoposto a numerosi ampliamenti. Oggi sarebbe la sede della Decima divisione bombardieri: i droni infatti potrebbero venire lanciati in quota dai grandi bombardieri H-6M così da prolungarne l’autonomia.

Non è chiaro il contributo che questi WZ-8 potranno dare all’intelligence di Pechino. Quello che è certo è il ritardo degli Stati Uniti sul fronte delle armi ipersoniche che Cina e Russia hanno già reso operative. Diversi analisti – come il taiwanese Chi Li-pin dell’Istituto di ricerche aeronautiche Chung-Shan – credono che le missioni saranno indirizzate soprattutto sulle installazioni Usa del Pacifico: “Sono droni difficili da scoprire e da intercettare da parte delle attuali difese statunitensi – ha detto al Washington Post – e possono facilmente venire trasformati in mezzi d’attacco”.

I missili terra-aria statunitensi non hanno la capacità di abbattere armi che viaggiano a velocità così alte, compiendo anche manovre nella fase finale della traiettoria per sfuggire alla contraerea, mentre Mosca ha già impiegato i suoi Kinzhal con successo contro l’Ucraina e schiera i Zircon su una nave da guerra. E ora una nuova sfida ipersonica arriva pure dalla Cina: un’altra prova tecnologica a cui Washington dovrà trovare il modo di rispondere.

Sorgente: “La Cina ha i droni ipersonici”, allarme Usa. Ecco cosa possono fare – la Repubblica