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Tra gli elementi approvati dal consiglio dei saggi c’è la controversa misura dell’innalzamento dell’età pensionabile a 64 anni. Respinta la richiesta di referendum presentata dalla sinistra. Il presidente intende promulgare la legge nelle prossime 48 ore ma i sindacati chiedono di non farlo e invitano alla mobilitazione

Anais Ginori

PARIGI – La Corte costituzionale francese approva l’innalzamento dell’età della pensione a 64 anni, cuore della riforma voluta dal presidente Emmanuel Macron. I nove Saggi della Consulta hanno respinto sei delle disposizioni della legge, oltre al referendum abrogativo chiesto dall’opposizione di sinistra. Da metà marzo, quando il governo di Elisabeth Borne ha deciso di utilizzare l’articolo 49.3 della Costituzione per approvare la contestata riforma e poi dal 20 marzo, e dopo che il governo ha superato la prova della fiducia parlamentare con appena 9 voti, la politica francese era sospesa a questo ultimo passaggio costituzionale.

 

Emmanuel Macron ha già annunciato che promulgherà la riforma delle pensioni entro 48 ore ma i sindacati chiedono fermamente di non farlo e comunicano che le parti sociali non accetteranno riunioni con l’esecutivo prima del primo maggio quando hanno indetto una “mobilitazione eccezionale”. “La legge arriva alla fine del suo percorso democratico” commenta Elisabeth Borne, che aggiunge nel tentativo di placare la protesta: “Stasera non ci sono né vincitori né sconfitti”. 

 

 

Le manifestazioni

Diverse manifestazioni sono in corso in tutta la Francia a seguito dell’annuncio della sentenza. A Parigi centinaia di persone si sono riunite davanti all’Hotel de Ville con fumogeni, manifesti e cori contro Macron e alcune biciclette elettrice sono state incendiate. Intanto parte della manifestazione si sta spostando verso la Concorde. A Lione, decine di manifestanti si sono radunati, scandendo: “Anche noi passeremo con la forza”, in riferimento all’articolo 49.3 usato dal governo. Proteste anche a Strasburgo, Marsiglia e Lille. Nonostante la Consulta, presieduta dall’ex premier socialista Laurent Fabius, abbia bocciato alcuni punti della riforma (in particolare sull’occupazione dei senior), il via libera sulle parti più sostanziali rischia di radicalizzare la contestazione che da ormai tre mesi imperversa in Francia, con manifestazioni e scontri.

Le reazioni

“La lotta continua” commenta il leader della France Insoumise, Jean-Luc Melenchon. Fabien Roussel, a capo del partito comunista, chiede al capo di Stato di non promulgare la legge. “Temo un’esplosione sociale” dice Roussel. La leader di estrema destra Marine Le Pen mostra di non voler cavalcare la piazza, assumendo un atteggiamento più responsabile: “D’ora in poi è con il loro voto che i francesi potranno tornare indietro su questa riforma ingiusta e inutile”. Le Pen ha già detto che se fosse eletta all’Eliseo nel 2027 cancelerebbe l’innalzamento dell’età pensionabile.

 

 

Cosa succede ora

Dopo la decisione della Consulta, il governo spera di voltare pagina. Oggi la premier era in supermercato per parlare di inflazione. E Borne dovrebbe incontrare i sindacati la settimana prossima. I nove membri della Consulta, fra i quali un altro ex premier, Alain Juppé, e due ex ministri di Macron, Jacques Mézard e Jacqueline Gourault, hanno anche bocciato la richiesta dell’opposizione di sinistra di indire un referendum sulla controversa riforma. Una seconda istanza, depositata negli ultimi giorni, sarà esaminata dalla Consulta il 3 maggio. Ma il percorso di una consultazione popolare è lungo e tortuoso in Francia : le opposizioni avranno 9 mesi per raccogliere 4,8 milioni di firme. Il Parlamento avrebbe poi ulteriori 6 mesi per esaminare il testo proposto: qualora non lo approvasse, si andrebbe direttamente alla consultazione popolare.

Sorgente: Francia, ok della Corte costituzionale alla riforma delle pensioni. Proteste contro Macron e scontri – la Repubblica