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Nuova convocazione di incontro per martedì 4 aprile, alle ore 14.30, da parte della task force regionale sulla vertenza Cemitaly, ex Cementir, e quindi sulle prospettive dei lavoratori attualmente in cassa integrazione. Nuovo tavolo al quale l’Unione Sindacale di Base viene nuovamente invitata come “uditore”. Accade paradossalmente questo, nonostante l’USB rappresenti la gran parte dei lavoratori che non hanno accettato l’incentivo all’esodo e quasi la metà della totalità dei dipendenti, e nonostante il fatto che la richiesta di convocazione rivolta al comitato Sepac fosse partita proprio da una richiesta congiunta di USB e Feneal Uil.

Un atteggiamento discriminatorio nei confronti di una importante parte della forza lavoro, imposto al comitato Sepac da un’azienda che inoltre, mostrando un atteggiamento altezzoso, non ha ritenuto di presentarsi, la scorsa settimana, in Regione in occasione dell’audizione in VI Commissione, richiesta dal consigliere regionale Marco Galante e da una rappresentanza di lavoratori.

L’USB di Taranto chiede dunque una decisa inversione di marcia nel percorso dallo stesso sindacato ritenuto estremamente antidemocratico e quindi la rettifica delle condizioni di convocazione.

Ricordiamo, a proposito della vertenza, che nel luglio scorso, sempre presso la task force regionale per l’occupazione, è stato raggiunto l’accordo che prevede la proroga di ulteriori 12 mesi della cassa integrazione straordinaria, che terminerà a settembre 2023. USB registra un’apertura della VI Commissione consiliare in merito ad un eventuale rinnovo della cassa integrazione ma non abbandona i percorsi di effettiva garanzia al lavoro. Nei vari incontri, si è parlato della possibilità di riconvertire l’ex Cementir di Taranto in un impianto di produzione di idrogeno verde, attraverso le risorse del PNRR.

Federico Cefaliello e Emanuele Palmisano – Responsabili Appalto e Territorio USB
Giuseppe Farina Rsa Cemitaly – Coordinamento Provinciale USB LP

Sorgente: Unione Sindacale di Base: Tavolo Cemitaly-Italcementi, USB invitata in veste di uditore nonostante rappresenti quasi metà dei dipendenti: basta discriminazioni