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UE: MELONI ALLA CAMERA IL 22 MARZO PER COMUNICAZIONI SU CONSIGLIO EUROPEO ED UCRAINA.
Il PD della Schlein incalzato e “stanato” sull’atlantismo.
LA SOCIETA’ CIVILE FACCIA INVECE PRESSIONE – VERSO TUTTA LA POLITICA – SULLA SVOLTA PER UN PACIFISMO ESIGENTE E COERENTE
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il prossimo mercoledì 22 marzo alle 9:30 terrà le comunicazioni alla Camera sul Consiglio europeo in programma a Bruxelles il 23 e il 24. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
Da parte dei commentatori politici l’appuntamento è stato inquadrato come un momento discriminante relativamente alla natura e all’assetto degli equilibri politici vigenti.
Sulla guerra in Ucraina il governo guidato dalla Meloni chiederà chiarezza filo-Kiev e filo-NATO, in particolare al Pd, ora capeggiato dalla nuova segretaria Elly Schlein; ma, a ben vedere, anche agli stessi alleati di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega.

Ci si perdoni il linguaggio da infotainment: alla Camera arriverà il decreto “umanitario” sull’Ucraina ma l’appuntamento per “stanare” la “suocera” Schlein sulla posizione dei “democratici” in merito (ma anche le “nuore” Salvini e Berlusconi) è, appunto, quello del 22 marzo, quando il presidente del Consiglio Meloni riferirà in Aula prima del prossimo Consiglio europeo di Bruxelles. Per quell’occasione verrà preparata una risoluzione ad hoc per capire se ci sarà, come c’è stata finora, la sponda del Partito democratico, ben differenziata dalla opposizione “pacifista” del Movimento 5 Stelle.

(La UE sta ad esempio valutando un aumento di 3,5 miliardi di euro, successivo a un aumento già stabilito di 2 miliardi, al FONDO EUROPEO PER LA PACE, lo strumento che finora ha permesso di fornire all’Ucraina 3,6 miliardi di euro in armi. L’aumento dei 2 miliardi dovrebbe essere destinato alla fornitura di munizioni da 155 mm, un miliardo per quelle già pronte e un miliardo per le nuove in produzione. L’ok politico per i 3,5 miliardi aggiuntivi lo si aspetta invece proprio dal summit del 23 e 24 marzo).
Da parte di Disarmisti esigenti & partners, e si spera da parte del pacifismo esigente, la pressione dovrà essere in direzione contraria: portare quanto più PD possibile, auspicabilmente tutto, e quanti più deputati in ogni partito, ad abbracciare una posizione che lavori per la pace per il tramite della pace. (Questa contraddizione, a lavorarci bene, potrebbe essere approfondita nello stesso schieramento governativo di centro-destra attraversato dal “pacifismo utilitaristico”). Lo abbiamo già scritto nel volantino che abbiamo distribuito alla manifestazione del 5 novembre 2022 (corteo svoltosi nella capitale Roma che paradossalmente non chiedeva nulla al governo italiano): se le armi devono tacere, esse non devono essere apparecchiate per i belligeranti, per chi dà loro la parola, per chi le usa.
Riportiamo ancora da quel testo: “Non le si fornisca, da parte dell’Italia, ai russi e nemmeno le si fornisca all’esercito ucraino, che non siamo affatto obbligati a sostenere se vogliamo sostenere il popolo ucraino. La differenza il popolo italiano l’ha colta, quando per il 75 % manifesta contrarietà al coinvolgimento armato anche indiretto nella guerra in corso”.
Continuava ancora quel documento:

“All’unità nazionale dei partiti noi possiamo rispondere con l’unità popolare che va a fare sentire la sua voce a Montecitorio e Palazzo Madama. La ragione ci sembra chiara. Non vogliamo alimentare il mostro orrendo della guerra. Non un cannone, non un soldo, non un soldato per essa! L’umanità deve porre fine alle guerre o saranno le guerre, sarà questa guerra, a porre fine all’umanità!”.

Le posizioni del Parlamento sull’invio delle armi all’Ucraina sono riassunte nella scheda sotto riportata, tratta dal sito web OPENPOLIS.
Per quanto ci riguarda, Disarmisti esigenti & partners, abbiamo tenuto fede all’impegno proclamato nello striscione portato in piazza il 5 novembre:

“Riconvochiamoci, quando si vota in Parlamento, per protestare contro l’invio di nuove armi all’esercito ucraino”.

Abbiamo infatti organizzato, dedicandoli ad Antonia Sani, ed in collaborazione con altre forze nonviolente, presidi e digiuni di coerenza pacifista a Roma il 13 dicembre 2022 e, nel 2023, il 13 gennaio, il 24 gennaio e il 24 febbraio. Ora saremmo, purtroppo, alla quinta mobilitazione che porteremo avanti con lo spirito determinato di sempre.
Ci rifacciamo sempre al documento originario: “Dare voce alla maggioranza inascoltata del popolo italiano: stop, appunto all’invio di armi, fine delle sanzioni, no riarmo e disarmo atomico (a partire dalla ratifica del Trattato di proibizione delle armi nucleari), apertura – lavorando per un cessate il fuoco immediato – di spazi percorribili per la soluzione della guerra in Ucraina, lotta per lo scioglimento dei blocchi militari e immediata connessione tra “fine del mese” e “fine del mondo”. La lotta alla guerra, in parole povere, va agganciata alle conseguenze in termini di crisi economica e deterioramento delle condizioni di esistenza, carovita e carobollette, crisi energetica e crisi alimentare”.
Il volantino faceva infine riferimento agli slogan dello striscione che abbiamo portato e continueremo a portare in piazza:
“OGGI NON ESISTONO GUERRE GIUSTE (PAPA FRANCESCO)
Fermate subito i combattimenti, intervenga l’ONU per negoziare una tregua e prevenire una escalation nucleare.

Custodiamo, esseri umani cooperanti, la Terra sofferente”.
Più la frase, già riportata, sulla riconvocazione ogni volta che le sedi istituzionali decidono concretamente in merito alla guerra.
Organizziamo quindi, DE & partners, una conferenza stampa dei digiunatori e dei loro sostenitori – “portavoci del popolo” perché espressioni del sentimento pacifista della maggioranza degli italiani – in Piazza dell’Esquilino dalle ore 11:00 alle 12:00 nel contesto di un presidio, sempre nella medesima piazza, che dovrebbe protrarsi dalle ore 8:00 fino alle ore 18:30.
Abbiamo rivolto l’invito a partecipare e contribuire a: Servizio Pubblico (ci sostiene per la diffusione), Campagna Stop RWM, Comitato Referendario RIPUDIA LA GUERRA, Per la Scuola della Repubblica, UN PONTE PER, Rete SCIOGLIAMO LA NATO, Libreria delle Donne. E ad altri soggetti di movimento.
Enzo Pennetta illustrerà i lavori in corso per promuovere un referendum popolare “ripudia la guerra”. Il referendum consisterebbe in tre quesiti riguardo l’abrogazione delle disposizioni sull’invio di armi all’Ucraina contenute nell’art. 2 bis della Legge 28/2022 e nell’art.1 della legge n. 8/2023; nonché delle disposizioni contenute all’art. 1, comma 6, lettera a) della legge 185/1990 che ammettono eccezioni al divieto di invio di armi ai Paesi in stato di conflitto armato.

Disarmisti esigenti & partners, in prima fila UN PONTE PER, partecipano in Italia Campagna “Object War” promossa a livello internazionale dalla War Resisters’ International, EBCO-BEOC, IFOR e Connection. A Londra siamo in contatto con il gruppo PAYDAY MEN’S NETWORK nell’ambito di GLOBAL WOMEN’S STRIKE.
Invitiamo tutti i cittadini europei ad unirsi allo sforzo globale per garantire protezione e asilo a obiettori di coscienza e disertori di Russia, Bielorussia e Ucraina coinvolti nella guerra in corso nella regione. Sono una nostra speranza per spegnere il fuoco della guerra e far prevalere la pace!

Sottolineiamo l’importanza di sostenere e diffondere l’appello delle mamme dei soldati russi (Movimento di resistenza femminista contro la guerra) che esige il ritiro delle truppe dal territorio dell’Ucraina, il ritorno a casa di tutti i soldati, la protezione dei soldati di leva dalla partecipazione a qualsiasi ostilità, l’adozione di una legge sulla prevenzione della violenza domestica, un degno sostegno materiale per l’infanzia e la maternità.
Una novità importante di cui tenere conto riguarda una recente presa di posizione contro l’invio della armi a Kiev da parte della CGIL. Gli aiuti militari, secondo il segretario generale Maurizio Landini “servirebbero a prolungare l’agonia dell’Ucraina. Invece è indispensabile la trattativa”. La CGIL ovviamente si è portata dietro anche la Rete italiana pace e disarmo. Ma il punto è vedere se alle nuove prese di posizione, più chiare rispetto al vuoto pregresso, faccia seguito una volontà di impegnarsi su obiettivi e percorsi concreti che fino ad adesso è mancata del tutto. Magari il 22 marzo si prenderà atto di un positivo cambiamento comportamentale. Uno su cento di quelli scesi in piazza il 5 novembre, solo di romani, farebbero una differenza di peso significativa ed avvertibile: la pressione visibile sui rappresentanti istituzionali modificherebbe il quadro narrativo e farebbe esplodere le contraddizioni politiche che covano dappertutto sotto la cenere …

Con il richiamo ad aggiungersi on line ad essi (si può firmare al link: https://www.petizioni.com/nonsiamoinguerra-nosanzioni/ ), si ricordano infine i firmatari originari della nostra proposta:
Alfonso Navarra – portavoce dei Disarmisti esigenti
Patrizia Sterpetti – presidente WILPF Italia
Daniele Barbi – comitato antinucleare di Treviri
Carla Biavati – Rete IPRI-CCP
Ennio Cabiddu – obiettore di coscienza alle spese militari, LDU Sardegna
Sandra Cangemi – Cooperazione Nord/Sud
Mario Di Padova – presidente LOC
Giuseppe Farinella – Il Sole di Parigi
Cosimo Forleo – Per la Scuola della Repubblica
Angelo Gaccione – Odissea
Giampiero Monaca – Bimbi svegli
Antonella Nappi – Donne, difendiamo la salute
Elio Pagani – Abbasso la guerra
Vittorio Pallotti – CDMPI Bologna
Totò Schembari – Marcia dei Girasoli Comiso-Niscemi
Oliviero Sorbini e Ennio La Malfa –
Marco Zinno – Radio Nuova Resistenza
… e altri che si sono via via aggiunti con il supporto di personalità come Moni Ovadia, Alex Zanotelli, Luigi Mosca e Angelica Romano

(e una schiera di attiviste/i di punta, come ad esempio, Federica Fratini, Marco Palombo, Tiziano Cardosi – Sandro Ciani – Beppe Corioni – Alfonso Di Stefano – Abramo Francescato – Angelo Gaccione – Marco Paolo Giorgino – Teresa Lapis – Roberto Maggetto – Giuseppe Natale – Franca Niccolini – Rosa Omodei – – Renato Ramello – Valentina Ripa – Fabio Strazzeri …)

Sorgente: Patto Meloni-Schlein per le armi a Zelensky? :: disarmistiobiettori


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