“L’indecisione sta uccidendo sempre più persone”, scrive in un messaggio su Twitter Podolyak, il consigliere del presidente Zelensky, riferendosi al mancato via libera di Berlino per la consegna di tank Leopard a Kiev. Ed è corsa al riarmo in Europa: Francia e Germania in prima linea nell’aumento delle spese militari. Sul campo offensiva russa a Zaporizhzhia. Intanto il Cremlino riferisce di aver condotto esercitazioni di difesa aerea nella regione di Mosca. E le immagini satellitari dell’amministrazione Usa inchiodano Pyongyang. La Corea del Nord sta armando la Russia. Intanto il numero delle vittime russe potrebbe aver raggiunto quota 188mila, secondo le stime americane.

 


La guerra in Ucraina, le tensioni globali: cosa c’è da sapere


Le notizie in diretta dal conflitto Ucraina-Russia

 

Presidente Duma: con invio nuove armi all’Ucraina si rischia catastrofe globale

Nuovo duro monito di Mosca all’Occidente: Vyacheslav Volodin, presidente della Duma, la camera bassa del parlamento russo, ha scritto oggi sul suo canale Telegram che la consegna di nuove armi offensive a Kiev porterà a una “catastrofe globale”.

“Data la superiorità tecnologica delle armi russe, i politici stranieri che prendono questo tipo di decisioni devono capire che ciò potrebbe portare a una catastrofe globale che distruggerebbe i loro Paesi”, ha spiegato Volodin aggiungendo che se Washington e i Paesi Nato fornissero armi “che saranno usate per attaccare città pacifiche e cercare di impadronirsi dei nostri territori” questo porterà a “ritorsioni con armi più potenti”. Infine, Volodin ha lanciato un segnale ai governi di Germania e Francia ad “essere consapevoli della loro responsabilità davanti all’umanità”.

 

Il nuovo ministro della Difesa tedesco presto in visita a Kiev

Il nuovo ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius (Spd), ha annunciato che andrà al più presto in visita a Kiev. “Quello che è certo è che il prima possibile andrò in Ucraina. Probabilmente anche entro le prossime quattro settimane”, ha detto alla Bild.

 

(reuters)

 

Kiev: arrivati gli elicotteri Sea King donati dalla Gran Bretagna

In Ucraina sono arrivati gli elicotteri Sea King donati dalla Gran Bretagna. Lo ha annunciato il ministro della Difesa ucraino, Oleksii Reznikov. “Si tratta di un gran rinforzo per la Marina ucraina. La nostra cooperazione continuerà ad aumentare”, ha assicurato il ministro in un tweet.

Tajani: “Dall’Italia aiuti per un miliardo. Al lavoro per l’invio del Samp-T”

“L’Italia ha già fornito all’Ucraina 5 pacchetti di aiuti nel campo della difesa per circa 1 miliardo di euro. È in preparazione un sesto pacchetto, che include sistemi di difesa aerea”. Lo ha detto Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, in un’intervista al Corriere della Sera. “Il ministro Kuleba ha ringraziato per il sostegno fornito, ho ripetuto che continuerà – ha aggiunto – In collaborazione con la Francia stiamo finalizzando l’invio del Samp-T, e comunque ci sono altre azioni a cui lavoriamo riservatamente”. “Il conflitto deve finire al più presto – ha aggiunto – ma allora per i Paesi alleati dell’Ucraina deve essere ben chiaro che dobbiamo fare tutto il possibile per aiutare questa nazione nella sua battaglia per l’indipendenza” aggiunge.

Mosca: armi offensive a Kiev porteranno a catastrofe globale

“La fornitura di armi offensive da parte dell’Occidente a Kiev porterà a una catastrofe globale e a misure di ritorsione russe con l’uso di armi più potenti”. Lo ha detto il presidente della Duma di Stato russa, Vyacheslav Volodin, citato da Ria Novosti. “Se Washington e i Paesi della Nato forniranno armi che verranno utilizzate per colpire le città e tentare di impadronirsi dei nostri territori, ciò porterà a misure di ritorsione che utilizzano più armi potenti”, ha scritto Volodin nel suo canale Telegram. “I membri del Congresso degli Stati Uniti, i deputati del Bundestag, dell’Assemblea nazionale francese e di altri Parlamenti europei dovrebbero rendersi conto della loro responsabilità nei confronti dell’umanità”, ha aggiunto.

Ministro della Difesa tedesco: “A breve in visita a Kiev’

Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha dichiarato al quotidiano Bild am Sonntag che ha intenzione di visitare l’Ucraina a breve, “probabilmente entro le prossime quattro settimane”.
Pistorius ha in programma di incontrare a Kiev il suo omologo ucraino Oleksiy Reznikov. “Non è ancora definitivo, ma possiamo dire con certezza che presto andrò in Ucraina – afferma il ministro tedesco -. Ieri ho incontrato il mio collega ucraino a Ramstein per uno scambio intenso. Resnikov è una persona aperta che sa per certo cosa vuole”.

 

Registi ucraini portano al Sundance l’invasione russa

Due nuovi documentari di registi ucraini che mettono in luce la carneficina provocata nel loro Paese dall’aggressione russa – e gli effetti insidiosi della propaganda del Cremlino – vengono presentati in anteprima al Sundance film festival questa settimana.
’20 days in Mariupol’ ritrae con dettagli strazianti l’arrivo della guerra l’anno scorso in una città che è diventata uno dei luoghi di battaglia più sanguinosi dell’invasione. ‘Iron Butterflies’ racconta l’abbattimento del volo Malaysia Airlines 17 nel 2014 da parte dei separatisti armati dai russi nell’Ucraina orientale.

 

(afp)

 

Giappone, premier Kishida valuta visita a Kiev

Il premier giapponese Fumio Kishida sta valutando di recarsi in visita a Kiev in febbraio per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e manifestare il proprio sostegno al Paese prima del vertice del G7 che si terrà a Hiroshima, e dove lo stesso leader ucraino potrebbe essere ospite. Lo dice il quotidiano Yomiuri Shimbun, che cita fonti governative.

Truppe Usa resteranno in Romania per altri 9 mesi

Le migliaia di soldati americani stanziate nel sud-est della Romania vi resteranno per almeno altri nove mesi. Lo riferiscono funzionari del Pentagono al New York Times. Dall’inizio della guerra in Ucraina la base aerea di Mihail Kogalniceanu, a soli sette minuti di volo dalla postazione delle truppe russe in Crimea, è diventata un centro di addestramento per le forze della Nato nel sud-est dell’Europa. E, nel caso di un’invasione della Russia, i soldati stanziati nella base sarebbero in prima linea. Dalla scorse estate ci sono circa 4mila americani, prima di allora il contingente Usa era molto più piccolo ed era stato mobilitato subito dopo l’invasione dell’Ucraina da parte delle forze di Mosca.

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