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TERZO PASSO 23 – 24 GENNAIO 2023  

PIAZZA DELLA ROTONDA ROMA, vicino Pantheon

23 gennaio dalle ore 10:00 alle ore 13:30

24 gennaio dalle ore 12:00 alle ore 14:30

con presidi in varie città italiane 

Dopo la manifestazione del 5 novembre del “popolo della pace”, che ha espresso sé stesso, si tratta ora, per impulso dei Disarmisti esigenti & partners, di costruire un ponte di dialogo e rappresentanza verso il “popolo italiano” in quanto tale. Si tratta di mettersi “AL SERVIZIO DEL POPOLO”. Un popolo che non è ascoltato dalle istituzioni parlamentari e governative su quattro punti cui i sondaggi degli stessi media con l’elmetto attribuiscono un consenso largamente maggioritario: no aiuti militari ai combattenti, negoziato subito senza condizioni, no riarmo meno che mai nucleare, no guerra economica con sanzioni che oltretutto fanno danni più a noi che al “nemico” russo. Abbiamo esposto, il 13 dicembre, in Largo Argentina e poi davanti al Ministero dell’Istruzione, lo striscione che abbiamo portato al corteo del 5 novembre: “NON CI SONO GUERRE GIUSTE (PAPA FRANCESCO). Fermate subito i combattimenti, intervenga l’ONU per negoziare una tregua e prevenire una escalation nucleare. Custodiamo, esseri umani cooperanti, la Terra sofferente. Riconvochiamoci, quando si vota in Parlamento, per protestare contro l’invio di nuove armi all’esercito ucraino”. Quel momento adesso è arrivato. 

Il 13 dicembre sono state votate varie mozioni parlamentari, con scambi di favori tra la maggioranza di destra-centro e il PD. 

Il 10 gennaio 2023 alle 16,30, nell’ aula del Senato, si sono avuti la discussione generale ed il voto per la conversione in legge del decreto 185 del 2 dicembre 2022 che autorizza la cessione di armi all’Ucraina per tutto il 2023. Anche in questa occasione abbiamo proseguito il digiuno ed il presidio del  13 dicembre, proponendoci presenze anche per il voto alla Camera e durante tutte le eventuali discussioni sui pacchetti di aiuti militari al governo ucraino.

La discussione e la votazione alla Camera dei deputati, dopo l’approvazione accordata dal Senato, inizia il 23 gennaio 2023 e probabilmente si decide il 24 gennaio.

QUI di seguito le considerazioni sui presupposti culturali e politici “centenari” che consentono ai Disarmisti esigenti di evitare le “sbandate” del pacifismo contingente (spesso burocratico e mediatico) e di essere, con i partner stretti, gli unici a proporre proteste di piazza contro le decisioni di invio di armi che coinvolgono l’Italia nella “Guerra grande” con epicentro Ucraina.

Sorgente: nosbandatesullaguerra – DISARMISTI ESIGENTI