Il monologo di Saviano per Nadia e le vittime di mafia

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Lo scrittore è tornato a parlare di Matteo Messina Denaro e dei crimini efferati della mafia, che non ha mai risparmiato vittime innocenti. Poi, la poesia “Tramonto” della bimba di nove anni morta nel 1993 nell’attentato dei Georgofili a Firenze

L’intervento di Roberto Saviano nella puntata di domenica 22 gennaio a Che Tempo Che Fa è stata una invettiva contro la mafia che ha preso il là dalla figura di Matteo Messina Denaro, arrestato lo scorso 16 gennaio dopo 30 anni di latitanza. Il suo è stato un monologo appassionato e coinvolgente che ha fatto un excursus di alcuni tra i crimini più efferati, violenti e ingiustificati portati a compimento da Messina Denaro e dagli altri boss corleonesi.

La connivenza tra mafia e politica

Saviano ha ricordato come, oltre alla ferocia e alla capacità imprenditoriale, “U Siccu” abbia potuto offrire a Cosa Nostra anche un rapporto privilegiato con la politica nazionale ai più alti livelli, tra cui quello che Saviano ha indicato come il suo referente, Antonio D’Alì, erede di una ricca famiglia trapanese, che, tra gli altri, ha ricoperto anche il ruolo di Sottosegretario al ministero degli Interni e condannato qualche mese fa in via definitiva a sei anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa “per aver messo a disposizione della mafia il proprio ruolo istituzionale: il potere di Messina Denaro è arrivato fin dentro il Parlamento, fin dentro il Viminale”.

Matteo Messina Denaro si pentirà?

A chi si chiede se ora il boss parlerà e si pentirà, Saviano ricorda che “Riina e Provenzano sono morti senza aver parlato e probabilmente non lo farà nemmeno lui. Non cui dovrebbe importare della sua decisione, semmai dello studio di Banca d’Italia per il quale il volume d’affari delle attività illegali della criminalità corrispondono al 2% del Pil italiano, ovvero le mafie movimentano al giorno 100 milioni di euro investendoli in economia legale”.

La falsa retorica sulla mafia

Saviano ha ricordato come la retorica che spesso sentiamo – che la mafia non tocca le donne, non tocca i bambini – è falsa: Giuseppe Di Matteo aveva 12 anni e, dopo essere stato tenuto sotto sequestro 769 giorni, è stato sciolto nell’acido: hanno aspettato due anni prima di ucciderlo perché volevano che il padre pentito ritrattasse le sue dichiarazioni.

Antonella Bonomo fu strangolata solo perché era la compagna di un affiliato che aveva osato criticare Salvatore Riina, Vincenzo Milazzo, anche lui assassinato. Quando fu uccisa era incinta di tre mesi.

L’operazione “Tramonto” dalla poesia della piccola Nadia

L’operazione che ha portato alla cattura di Messina Denaro è stata battezzata “Tramonto”, dal titolo di una poesia di Nadia Nencioni, la bambina di 9 anni morta nell’attentato dei Georgofili a Firenze nel 1993.

“Nadia perse la vita insieme a mamma, papà e a sua sorella. Tre giorni prima, a scuola, aveva scritto la poesia sul tramonto, diventata simbolo della vita strappata alle vittime di mafia. È stata stampata e messa nel quartier generale dei carabinieri dei Ros di Palermo.

Il pomeriggio se ne va
il tramonto si avvicina
un momento stupendo
il sole sta andando via (a letto)
È già sera, tutto è finito

Sorgente: Che Tempo Che Fa, il monologo di Saviano per Nadia e le vittime di mafia

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Luna Rossa

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