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Emerge a Gibilterra il Rhode Island, armato di missili intercontinentali e di centinaia di testata atomiche. In missione per dare un avvertimento al Cremlino

Un sottomarino nucleare statunitense è entrato nel Mediterraneo. Non un battello d’attacco, come vengono chiamati quelli destinati a dare la caccia ai sommergibili avversari, ma uno strumento di deterrenza atomica. Lo Uss Rhode Island infatti imbarca 24 missili intercontinentali Trident II, capaci di colpire a 18mila chilometri di distanza a una velocità di 29mila chilometri orari: ciascuno può seminare fino a quattordici testate atomiche. Insomma, è uno dei “cavalieri dell’apocalisse” che con la loro potenza distruttiva devono dissuadere la Russia dal lanciare un assalto nucleare: solo su questo sottomarino dovrebbero esserci tra 150 e 200 testate atomiche.

 

 

Un messagio al Cremlino

Il Rhode Island è emerso tre giorni fa nel porto britannico di Gibilterra. Poiché può navigare per mesi in immersione senza venire scoperto, la scelta di mostrarlo testimonia la volontà americana di lanciare un segnale al Cremlino. “La visita rinforza il nostro impegno d’acciaio a sostenere gli alleati nella regione. La sofisticazione, la letalità e la competenza tattica del Rhode Island incarnano la forza e l’efficacia della flotta sottomarina”, ha dichiarato il capitano John Craddock, comandante della Task Force 69, che raggruppa i sommergibili in azione nei mari d’Europa.

 

Non è chiaro se nel Mediterraneo sia ancora in azione un altro battello nucleare: lo Uss Florida, apparso l’ultima volta proprio a Gibilterra un mese fa. Si tratta di un mezzo molto speciale: una super-cannoniera missilistica con 154 cruise – tutti però con testate esplosive convenzionali – che può lanciare in raffiche di sette per volta rimanendo sotto le onde. Molti analisti hanno ritenuto che lo Uss Florida fosse stato mostrato ai media già dall’estate, mentre si trovava a Creta, per convincere Mosca a non usare armi tattiche in Ucraina. Con la sua potenza di fuoco, infatti, avrebbe potuto scatenare una rappresaglia terribile senza impiego di ordigni atomici.

 

 

 

 

Il sottomarino russo Severodvinsk

Invece l’Alleanza atlantica sospetta che nel Mediterraneo continui la missione di un sottomarino nucleare russo: il Severodvinsk, individuato a fine agosto dalla Marina Militare italiana nel Canale di Sicilia. A bordo non ha testate atomiche, ma una scorta di missili a lungo raggio Kalibr, gli stessi impiegati per bombardare le città ucraine: secondo alcune fonti, sarebbe anche dotato dei nuovissimi missili ipersonici Zircon, contro i quali non esistono difese. Proprio il Severodvinsk ha effettuato gli unici test noti dello Zircon ed è una delle unità migliori della Flotta del Nord: la scelta di inviarlo nel Mediterraneo testimonia quanta importanza dia il Cremlino al confronto con la Nato in questo mare.

 

Sorgente: Nel Mediterraneo il sottomarino americano dell’apocalisse nucleare – la Repubblica