SARA REGINELLA RACCONTA LA SUA ESPERIENZA TRA LA GENTE DEL DONBASS | OCCHI SUL MONDO

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12 Settembre 2022 0 Di ken sharo
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SARA REGINELLA  RACCONTA LA SUA ESPERIENZA  TRA LA GENTE DEL DONBASS  Sara Reginella è tornata da un viaggio nel Dombass ed ha pubblicato il primo resoconto della sua esperienza tra la popolazione di quella regione, con piacere ospitiamo il suo racconto.Al ritorno da un’esperienza di tre settimane nel Donbass, credo sia doveroso ritrarre lo scenario articolato con cui mi sono interfacciata.Il primo aspetto sui cui vorrei porre l’attenzione riguarda la complessità. Non è possibile fare generalizzazioni su un quadro variegato come quello del conflitto ucraino, comprensibile solo nella misura in cui si evitano facili generalizzazioni.Nel Donbass è in atto un conflitto dal 2014, i cui primi anni sono stati quasi totalmente censurati dai mass media occidentali. Non entrerò in merito alle cause che hanno portato al conflitto, a partire dal golpe di Kiev, durante l’Euromaidan, già oggetto di miei precedenti lavori e reportage, né disputerò sulle questioni geopolitiche legate al pericoloso espansionismo della NATO ai confini della Russia. Mi limiterò a riferire sulla situazione osservata nell’estate 2022 nei territori del Donbass, che ho personalmente visitato.A Lugansk, capitale della LNR (Luganskaya Narodnaya Respublika – Repubblica Popolare di Lugansk), la popolazione vive in una condizione di pace relativa. Sono in molti a combattere al fronte, ma l’ultimo bombardamento risale a circa un mese e mezzo fa. Con l’arrivo dell’esercito russo, da febbraio 2022, il fronte si è spostato di oltre settanta chilometri in avanti, rispetto alla capitale. Nel territorio di Lugansk, ho potuto appurare come la popolazione sia grata all’esercito russo, in quanto le persone riferiscono come dal suo arrivo, nei territori dell’omonima Repubblica, dopo otto anni, l’esercito ucraino non può più colpire.A Donetsk invece, capitale della DNR (Donetskaya Narodnaya Respublika – Repubblica Popolare di Donetsk), il fronte si sviluppa a partire dalle aree periferiche della città. Ho trascorso a Donetsk diversi giorni, durante i quali ho osservato come quotidianamente vengano colpite aree del centro cittadino e della periferia, dove non sono presenti installazioni militari. A Donetsk, i bombardamenti sono continui. Posso affermare, dopo tre precedenti viaggi in Donbass, che la situazione è gravemente peggiorata. A Donetsk, oltre alla morte causata dai colpi dell’artiglieria, la città vive una catastrofe umanitaria, anche a causa della perdurante assenza d’acqua. La popolazione riferisce della distruzione della rete idrica da parte dell’esercito ucraino, avvenuta con l’inizio dell’operazione militare speciale russa.Nel periodo in cui ho soggiornato a Donetsk, l’acqua è uscita dal rubinetto una volta soltanto, per circa due ore. Pertanto, la popolazione è costretta a file per riempire taniche, mentre il prezzo dell’acqua minerale nei supermercati è alle stelle. In considerazione delle alte temperature estive, la situazione, nel periodo in cui ho soggiornato nella capitale, era assai seria. Tornando ai bombardamenti, posso riferire che durante il mio soggiorno in Donbass è stato colpito l’albergo in cui pernottavo, il Central Hotel di Donetsk, oltre che il Park Inn, dove erano ospitati giornalisti e aree del centro cittadino di Donetsk come Piazza Lenin, in cui sono stati uccisi due civili e un ospedale al distretto Kuibyshevsky.  Questi sono soltanto alcuni esempi su come vengano colpite le infrastrutture cittadine, ma la lista dei danni, dei morti e dei feriti che ci sono stati a Donetsk durante la mia permanenza, è molto più lunga.Ho vissuto personalmente l’inferno di quartieri di Donetsk come il Petrovskoe, il Leninskij, il Kirovskij, dove gli appartamenti sono quotidianamente centrati. In più occasioni, ho visto cadere i colpi d’artiglieria a poche centinaia di metri da dove mi trovavo, ho visto il corpo di un uomo morto ammazzato, nel giardino di casa, da un colpo d’artiglieria, ho osservato gli effetti di bombardamenti in luoghi come supermercati e letto nelle agenzie del posto gli inviti continui a restare all’interno degli edifici, per via della situazione pericolosa. Ho filmato tutto questo con la mia videocamera.“Perché bombardano le aree civili?” ho chiesto ai cittadini di Donetsk. “Perché vogliono costringerci ad andarcene” è stata la risposta univoca. “E perché non ve ne andate?”.“Perché questa è la nostra terra” hanno risposto i più giovani, che hanno scelto di restare.Tutte le persone con cui ho parlato, che ho intervistato e che ho filmato a Donetsk sono concordi nell’affermare che i colpi di artiglieria che cadono contro le aree civili partono dal fronte ucraino, da otto anni. Tutte le persone con cui ho parlato auspicano che l’esercito russo intervenga rapidamente nei territori della DNR, affinché il massacro abbia fine, così come accaduto nel Lugansk.Da quando l’Occidente ha fornito nuove armi, mi ha riferito la popolazione, se prima i colpi si fermavano alla periferia, ora raggiungono anche il centro, che viene colpito quot

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