Draghi, crisi di governo: in corso il voto per la fiducia al Senato – la Repubblica

Draghi, crisi di governo: in corso il voto per la fiducia al Senato – la Repubblica

20 Luglio 2022 0 Di Luna Rossa

La diretta della giornata più lunga del presidente del Consiglio. Il suo messaggio ai partiti: “Qui perché gli italiani lo chiedono”. Poi la richiesta di fiducia sulla risoluzione Casini. Si cerca un’intesa, ma il centrodestra e i grillini non ci stanno: annunciano l’uscita dall’aula, facendo mancare il numero legale. Draghi in un limbo. Prende corpo ipotesi voto 25 settembre o 2 ottobre

“Chiedo che sia posto il voto di fiducia sulla risoluzione presentata dal senatore Casini“, ha detto il premier Mario Draghi chiudendo la replica al Senato. La risoluzione prevede una sola riga: “Udite le comunicazioni del premier si approva”. Ma Forza Italia, Lega e M5S hanno dichiarato che non parteciperanno al voto. Mentre Autonomie, Insieme per il futuro, Italia viva, Leu e Pd voteranno a favore. Contro Alternativa e FdI. Il premier non ha dunque i numeri per la fiducia e si attendono le sue decisioni. L’ipotesi più probabile è che Draghi, preso atto della situazione, salga al Quirinale per dimettersi. Si andrebbe a elezioni anticipate e la data potrebbe essere quella del 2 ottobre.
I lavori dell’Aula del Senato sono stati sospesi per un’ora e mezza. La richiesta è arrivata da Forza Italia: inutili le proteste di FdI di dare invece subito la parola al premier per la replica. Enrico Letta e Roberto Speranza al Senato hanno incontrato il capo politico di M5S, Giuseppe Conte. Sono state depositate due risoluzioni, una della Lega a prima firma Roberto Calderoli e una presentata da Pier Ferdinando Casini. Il premier attende le posizioni dei partiti a una condizione: nessuna cesura netta rispetto al programma fino a qui portato avanti e nessun “profondo rinnovamento” dell’esecutivo. L’agenda di governo non deve cambiare, fanno sapere da Palazzo Chigi. Silvio Berlusconi, nel tentare l’ultima mediazione, ha sentito Draghi e Mattarella. Ma il Capo dello Stato ha avuto contatti con tutti i leader di maggioranza. Lega e Forza Italia avevano lanciato l’ultimatum: “Siamo disponibili a un ‘nuovo patto’ di governo, guidato ancora da Mario Draghi, senza il M5S e profondamente rinnovato”. Poco prima nel suo discorso Draghi si era detto pronto a ripartire con un nuovo patto di fiducia. “Voi siete pronti a ricostruirlo?”, ha chiesto all’Aula del Senato. Matteo Salvini – che in queste ore ha avuto ripetuti contatti con Giorgia Meloni – è rimasto immobile. Come anche i senatori 5S.

Gelmini: “Lascio Forza Italia”

La ministra per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini annuncia di lasciare Forza Italia: “Ho ascoltato gli interventi in aula della Lega e di Forza Italia – scrive in una nota – apprendendo la volontà di non votare la fiducia al governo (esattamente quello che ha fatto il Movimento 5 stelle giovedì scorso). In un momento drammatico per la vita del Paese, mentre nel cuore dell’europa infuria la guerra e nel pieno vortice di una crisi senza precedenti, una forza politica europeista, atlantista, liberale e popolare oggi avrebbe scelto di stare, senza se e senza ma, dalla parte di mario draghi. Forza italia ha invece definitivamente voltato le spalle agli italiani, alle famiglie, alle imprese, ai ceti produttivi e alla sua storia, e ha ceduto lo scettro a matteo salvini. Se i danni prodotti al paese dalle convulsioni del movimento 5 stelle erano scontati, mai avrei immaginato che il centrodestra di governo sarebbe riuscito nella missione, quasi impossibile, di sfilare a conte la responsabilità della crisi: non era facile, ma quando a dettare la linea è una lega a trazione populista, preoccupata unicamente di inseguire giorgia meloni, questi sono i risultati. Questa Forza Italia non è il movimento politico in cui ho militato per quasi venticinque anni: non posso restare un minuto di più in questo partito”.

 

I senatori 5S sono “presenti e non votanti”

Nella chiama sulla fiducia iniziata nell’aula del Senato, i senatori m5s stanno risultando ‘presenti e non votanti’: in questo modo si può garantire il numero legale nella votazione.

 

Al via la prima chiama del voto di fiducia

È iniziata a chiama nell’aula del Senato sulla fiducia chiesta dal governo sulla risoluzione Casini che approva le comunicazioni del presidente del consiglio, mario draghi, rese all’assemblea sulla crisi di governo.

 

M5S, Castellone: “Il M5S non parteciperà al voto sulla risoluzione”

La capogruppo del Movimento cinquestelle al Senato, Mariolina Castellone, annuncia in aula che il suo partito non parteciperà al voto sulla risoluzione Casini: “Togliamo il disturbo, non prenderemo parte al voto, ma ci saremo sempre quando si tratterà di votare provvedimenti utili. Abbiamo letto gli appelli affinché il governo vada avanti e ci meraviglia che questo governo in un momento così drammatico abbia messo in discussione l’andare avanti”.

E per il voto serve anche il numero legale

Il rischio che si corre con l’uscita dall’aula di Forza Italia, Lega e M5S è la mancanza del numero legale. Se dovesse mancare il numero legale in aula, stimato attorno a 140 presenti, da regolamento si aggiorna la convocazione per un’altra votazione di Emanuele Lauria

Il M5S uscirà dall’aula

A quanto si apprende il M5S dovrebbe abbandonare l’Aula del Senato e non prendere parte al voto sulla risoluzione Casini

La Lega non parteciperà al voto

“Non parteciperemo al voto sulla risoluzione”. Così il senatore della Lega Candiani durante le dichiarazioni in aula.

Possibile salita di Draghi al Colle: elezioni anticipate il 25 settembre o il 2 ottobre

È quasi scontato che stasera dopo il voto Mario Draghi salirà al Quirinale per confermare le dimissioni. A quel punto l’ipotesi più gettonata è che ci siano le elezioni anticipate. Due date finora individuate: 25 settembre o più probabilmente il 2 ottobre (il 25 settembre sarebbe da escludere perché è la vigilia del Capodanno ebraico) di Concetto Vecchio

Forza Italia non parteciperà al voto sulla risoluzione Casini

Come annunciato dalla capogruppo di Forza Italia Anna Maria Bernini, Forza Italia non parteciperà al voto sulla risoluzione Casini

Berlusconi: “Eravamo disponibili a nuovo patto”

“Il presidente Silvio Berlusconi questa mattina aveva comunicato personalmente al Capo dello Stato Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio Mario Draghi la disponibilità del centrodestra di governo a sostenere la nascita di un esecutivo da lui guidato e fondato sul ‘nuovo patto’ che proprio Mario Draghi ha proposto in Parlamento. La  nostra disponibilità è stata confermata e ufficializzata nella proposta di risoluzione presentata dal centrodestra di governo in senato”. Così una nota del centrodestra di governo.

 

Salvini: “Certo che non votiamo la risoluzione di Casini”

Il leader della Lega in Senato conferma che il suo partito non voterà la risoluzione di Casini: “Certo che non la votiamo” di Emanuele Lauria

Fratelli d’Italia voterà no alla fiducia

Come previsto Fratelli d’Italia – partito all’opposizione – voterà no alla fiducia. “Credo che abbiate superato ogni limite – afferma il capogruppo di FdI Luca Ciriani – Adesso basta, tirimo una riga e andiamo oltre. Quello che accade, presidente, noi glielo avevamo anticipato mesi fa, una maggioranza troppo litigiosa”. “Quello che è accaduto era inevitabile”, ha continuato. “Quelli che l’hanno applaudita stamattina – ha detto rivolto a Draghi – sono gli stessi che lo hanno boicottata quando voleva salire al Quirinale”. “Non le daremo  la fiducia”, ha concluso, “e lo faremo con coerenza e chiarezza”.

Alternativa vota no al governo

“Le parole di Draghi avevano il suono delle monete false”. Lo ha detto nell’Aula del Senato Matteo Crucioli del gruppo Misto – Alternativa in dichiarazione di voto.

 

Centrodestra valuta la non partecipazione al voto

Di fronte alla scelta di Draghi di porre la fiducia sulla risoluzione Casini, condivisa del centrosinistra, senza tener conto delle richieste del centrodestra di governo che propone un bis ma senza i Cinque stelle, Lega e Fi starebbero valutando l’opzione di non partecipare al voto.

 

Renzi: “Italia viva sostiene Draghi, posizione dei 5S assurda”

“Il Parlamento è fermo sulla posizione assurda e inspiegabile di chi vuole la crisi ma non ha il coraggio di far dimettere i propri ministri, di chi non ha idea che domani le parole di Christine Lagarde segnerà il futuro dell’Europa. Noi sosteniamo il governo guidato da Mario Draghi”. Così il leader di Iv Matteo Renzi intervenendo nell’aula del Senato.

I dimaiani votano si alla risoluzione Casini

“Noi voteremo sì alla questione di fiducia sostenendo la risoluzione del senatore Casini”. Così in Aula al Senato Primo Di Nicola, capogruppo di Ipf a Palazzo Madama, durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia alle comunicazioni del premier Mario Draghi.

Le minoranze votano sì a Draghi

“Noi siamo dalla parte del presidente  Draghi”. Così nell’Aula del Senato la senatrice Julia Unterberger delle Minoranze, durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia.

Salvini non parlerà al Senato, al suo posto Candiani

Non sarà Matteo Salvini ad intervenire in Senato per le dichiarazioni di voto della Lega sulla ‘risoluzione Casini’. Al suo posto il senatore Stefano Candiani, che prenderà la parola tra pochi minuti.

Contatti tra Salvini e Meloni

Numerosi contatti tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni si stanno registrando in giornata. Il primo intorno alle 13. Poi se ne sono susseguiti altri. La
presidente di Fratelli d’Italia avrebbe insistito con l’alleato di centrodestra sulla necessità di voto anticipato, la soluzione che ritiene migliore “per il bene dell’Italia e del centrodestra”.

 

Seduta in Senato sospesa, convocata capigruppo

Dopo che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha posto la questione di fiducia sulla proposta di risoluzione presentata da Casini, il presidente del Senato Elisabetta Casellati ha convocato la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. La seduta in Aula è stata sospesa.

Il centrodestra non vota mozione Casini

Il centrodestra non vota mozione Casini di Emanuele Lauria

Lega applaude Draghi sul superbonus

La Lega applaude fragorosamente Draghi nell’Aula del Senato quando il presidente del Consiglio attacca i responsabili di chi ha fatto male il superbonus. Dai banchi del governo il ministro Giorgetti faceva vistosamente segno di sì con la testa.

 

Draghi: “Voto di fiducia su risoluzione presentata da Casini”

“Chiedo che sia posta il voto di fiducia presentata dal senatore Casini”. Così il premier Mario Draghi nella replica al Senato. La risoluzione prevede una sola riga: udite le comunicazioni del premier si approva.

 

 

Draghi: “Il Rdc se non funziona è una cosa cattiva”

“Sul Reddito di cittadinanza ho sempre detto che è una cosa buona, ma se non funziona è una cosa cattiva”, ha precisato il presidente del Consiglio Mario Draghi nel suo intervento di replica a palazzo Madama dopo gli interventi dei senatori.

 

 

Draghi: “Chi ha disegnato il superbonus è il colpevole”

“Per il Superbonus, il problema sono i meccanismi di cessione. Chi li ha disegnati senza discrimine o discernimento? Sono loro i colpevoli di questa situazione per cui migliaia di imprese stanno aspettando i crediti – ha continuato il premier Mario Draghi al Senato durante la replica – Ora bisogna riparare al malfatto e tirare fuori dai guai quelle migliaia di imprese”, ha aggiunto.

Draghi: “Per il salario minimo no diktat governo su contratti”

“Sul salario minimo ho detto quello che dovevo dire, c’è una proposta della commissione europea, abbiamo aperto un tavolo con i sindcati e Confindustria, continueremo la discussione qualunque sia la vostra decisione oggi”. Così il premier Mario Draghi nella replica al Senato rivolgendosi in particolare al senatore M5S Licheri, sottolineando che “c’è una proposta che non veda l’imposizione, il diktat del governo sul contratto di lavoro”.

 Draghi al Senato: “Voi decidete, no a richiesta pieni poteri”

“Il sostegno che ho visto nel Paese”, “mi ha indotto a riproporre un patto di coalizione e sottoporlo a vostro voto, voi decidete. Niente richieste di pieni poteri”, ha detto il premier Mario Draghi nella replica al Senato.

Draghi: “Ringrazio chi ha sostenuto governo con lealtà”

“Sarà una replica breve. Vorrei ringraziare chi ha sostenuto l’operato del governo con lealtà”. Lo ha detto il premier Mario Draghi nella replica a palazzo Madama.

Fi e Udc aggiungono firme a risoluzione lega in senato

Alla risoluzione della lega presentata in senato sulle comunicazioni del presidente del consiglio, mario draghi, si sono aggiunte le firme di Anna Maria Bernini (FI) e Antonio De Poli (Udc).

 

Draghi arrivato al Senato per replica

Il presidente del Consiglio Mario Draghi è giunto al Senato per la replica al dibattito sulle sue comunicazioni. Subito dopo si dovrebbero svolgere le dichiarazioni di voto sulle risoluzioni presentate e il voto. Ma al momento ancora non è stato deciso l’iter esatto, che è ovviamente sottoposto anche alle variabili delle scelte politiche di premier e partiti.

Faraone (Iv): “A prescindere con Draghi, scelga lui la squadra”

“La nostra posizione è chiara: avanti con Draghi. Scelga il premier con quale squadra di governo, noi siamo con lui, a prescindere”, scrive il capogruppo di Iv al Senato Davide Faraone su Twitter.

Salvini: “Il centrodestra unito per il bene del Paese”

“Il centrodestra unito per il bene del Paese”. Sono le parole alle telecamere di Matteo Salvini di ritorno al Senato dopo il vertice di Villa Grande con Silvio Berlusconi.

Incontro Letta e Speranza con Conte

Il segretario del Pd, Enrico Letta, e il segretario di Articolo Uno, Roberto Speranza, sono al Senato dove hanno incontrato il capo politico di M5S, Giuseppe Conte. Ora Letta e Speranza sono in riunione negli uffici del gruppo dem.

 

Franceschini vede Conte assieme a D’Incà

Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, del Pd, assieme a quello per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, ha incontrato il leader del M5S Giuseppe Conte. L’incontro sarebbe avvenuto negli uffici del gruppo 5 Stelle al Senato, durante la sospensione del dibattito.

 

Letta al Senato con Speranza

Il segretario del Pd, Enrico Letta, è arrivato nel pomeriggio negli uffici dem del Senato, insieme al ministro della Salute Roberto Speranza, di Leu. Presenti anche le capogruppo Pd al Senato Simona Malpezzi e della Camera, Debora Serracchiani, e altri esponenti di vertice dem, come il vicesegretario Peppe Provenzano.

Fonti centrodestra: “Voteremo solo la nostra risoluzione”

I senatori del centrodestra di governo voteranno soltanto la propria risoluzione, che chiede un ‘patto’ per un nuovo governo, profondamente rinnovato, guidato ancora da mario draghi e senza il movimento 5 stelle. Lo affermano fonti del centrodestra.

 

 

Telefonico tra Salvini e Mattarella

C’è stato un colloquio telefonico tra il segretario della Lega, Matteo Salvini, e il capo dello Stato, Sergio Mattarella di Emanuele Lauria

 

Per Berlusconi colloqui con Mattarella e Draghi

Silvio Berlusconi ha avuto colloqui con il Capo dello Stato e con il presidente del consiglio Mario Draghi e li ha informati della posizione di Forza Italia e di tutto il centrodestra di governo di Emanuele Lauria

 

Draghi rientra a Palazzo Chigi

Il premier Mario Draghi è rientrato a Palazzo Chigi dopo aver lasciato il Senato. Rientrerà a Palazzo Madama per la ripresa della seduta, sospesa fino alle 16.45.

Ci sarà un voto al termine della discussione. Prima la replica di Draghi

Ci sarà comunque un voto al termine della discussione in Senato. Lo dicono in questi minuti fonti qualificate di governo. Una precisazione che sembra escludere che Mario Draghi nella sua replica annunci le dimissioni. Il presidente del Consiglio, alla ripresa dell’Aula, interverrà per ribattere alle osservazioni emerse nella discussione generale. Poi starà ai partiti, nelle dichiarazioni di voto, prendere posizione. E prepararsi a un voto di fiducia che a questo punto diventa dirimente per capire se il governo andrà avanti e con quale maggioranza di Serenella Mattera

Fonti del governo: verso voto risoluzione in Senato. Nessun contatto tra Draghi e Mattarella

Si va verso il voto delle risoluzioni che verranno presentate dalle forze politiche in Senato sulle comunicazioni del premier Mario Draghi. Il presidente del Consiglio, spiegano fonti di governo, “attende le posizioni dei partiti, nel rispetto del dettato costituzionale”. Intanto fonti di Palazzo Chigi puntualizzano che in queste ore non c’è stato nessun contatto tra il premier e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

 

Draghi lascia Senato e saluta i turisti

Mario Draghi ha lasciato il Senato dopo che l’Aula ha deciso una sospensione di un’ora e mezza, al termine del dibattito sulle sue comunicazioni e prima della sua replica. Il premier, salendo in auto, ha salutato con la mano un gruppo di turisti che lo ha chiamato e incoraggiato.

Discussione in Senato sospesa per un’ora e mezza richiesta da Forza Italia

Dopo l’intervento del senatore M5S Ettore Licheri, il lavori dell’Aula del Senato sono stati sospesi. “Chiediamo in accordo con gli altri gruppi, una sospensione di un’ora e trenta dei lavori, anche due ore”, ha detto la senatrice Alessandra Gallone di Fi. “Visto che la maggioranza è d’accordo, sospendo l’aula per un’ora e trenta”, ha deciso la presidente Casellati. Inutili le richieste di Fdi e Cal di dare invece subito la parola a Mario Draghi per la replica. La sospensione era prevista per mezz’ora. La maggioranza ha chiesto un’ora e mezza. Serve tempo per ricucire. Adesso iniziano le trattative di Giovanna Vitale

Licheri: “M5S non chiede poltrone come la Lega ma risposte”

“Quello che è stato detto stamattina nei nostri confronti non è nulla rispetto a quello che abbiamo dovuto subire perché siamo l’unica forza politica che sta incalzando il governo sulla crisi. Ma non chiediamo poltrone come ha fatto Romeo, della Lega, non chiediamo rimpasti. Solo di poter dare risposte ai nostri cittadini, cercando di capire cosa è di destra e cosa di sinistra. L’intervento di Iv lo avrebbe potuto scrivere Forza Italia, e quello della Lega lv”, ha concluso il senatore del M5s, Ettore Licheri, intervenendo in Aula dopo le comunicazioni del premier Draghi.

Licheri (M5S): “Serve cambio di passo e azioni concrete”

“Non possiamo non chiederle un cambio di passo, non possiamo non chiederle come davanti a questa emergenza occorrano azioni concrete”, ha continuato il senatore del M5S Ettore Licheri parlando a nome del gruppo in Senato e rivolgendosi al premier Mario Draghi.

D’Incà unico del M5S tra i banchi dell’esecutivo

Unica presenza pentastellata tra i banchi del governo, per Federico D’Incà. Il ministro per i Rapporti col Parlamento, da circa un’ora, sta seguendo il dibattito accanto ai colleghi di governo, mentre sono assenti i suoi compagni di partito Stefano Patuanelli e Fabiana Dadone.

 

Licheri (M5S): “Nessuno nel Movimento farebbe cadere il governo per convenienza elettorale”

“Non troverete mai un 5S che faccia cadere un governo per convenienza elettorale”. Così il senatore del M5S, Ettore Licheri, durante la discussione sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi a Palazzo Madama. “La nostra è stata una posizione lineare”, ha aggiunto Licheri.

Gasparri (FI): “Nuovo patto vuol dire discontinuità”

“Un nuovo patto di fiducia vuol dire discontinuità con il governo precedente – ha detto nell’Aula del Senato Maurizio Gasparri di Fi in discussione generale sulle comunicazioni del presidente del Consiglio – Non siamo qui per sapere se a Casalino rinnovano il contratto o se pagano i 300mila euro del blog di Grillo. Noi non ci stiamo alle pagliacciate, cari senatori di M5S. Vogliamo la discontinuità rispetto alle sceneggiate”, ha concluso.

Pd: “Noi più convinti di prima, tutti siano chiari”

“Serve un governo autorevole e credibile per affrontare i passaggi che abbiamo di fronte in Europa. Noi La sosterremo perché vogliamo completare il Pnrr e le riforme necessarie che sono ancora diverse. Siamo d’accordo al patto che ci ha proposto e siamo ancora più convinti di prima – è intervenuto in Aula, il vice presidente dei senatori del Pd Franco Mirabelli – Tutti dovrebbero fare lo stesso, dire con chiarezza se si condivide o no questa proposta. Tutti dobbiamo avere la responsabilità di dire Sì o No, non è serio inventare altre strade o altre soluzioni”.

Casini presenta risoluzione pro-Draghi

È firmata dal solo ex presidente della Camera Pierferdinando Casini e non dai capigruppo la risoluzione dei partiti che chiedono al premier Mario Draghi di proseguire il proprio lavoro a Palazzo Chigi. “Ascoltate le comunicazioni del Presidente del Consiglio, il Senato le approva” è il testo della risoluzione Casini. In questo modo la risoluzione verrà posta ai voti in Aula indipendentemente dalle firme e dalle adesioni dei capigruppo del centrodestra.

 

Galliani nei corridoio del Senato: non discuto di politica ma di calcio

Nei corridoi del Senato si aggira anche Adriano Galliani, impegnato a parlare di Monza con il collega leghista Andrea Crippa, tifoso della squadra brianzola neopromossa in A di cui Galliani è direttore sportivo e Silvio Berlusconi proprietario. “Non parlo di politica”, spiega Galliani. Ma c’è il rischio che lei e Andrea Crippa, uniti dal calcio, siate costretti a votare diversamente sulla fiducia? “No – risponde Galliani – perché io seguirò Berlusconi e lui seguirà Salvini e i leader saranno certamente d’accordo tra loro”. Poi Galliani torna a parlare di calcio e conferma l’interesse del Monza per il centravanti Petagna: “Gli voglio bene – dice Galliani – lo comprai per la prima volta a 14 anni dalla Triestina, stiamo trattando” di Stefano Cappellini

La Lega prepara risoluzione per ‘governo profondamente rinnovato’

“Sostegno ad azione governo profondamente rinnovato sia per scelte politiche che nella composizione”. È quanto si legge nella risoluzione appena depositata in Senato, da parte della Lega a firma di Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, in cui si chiede che “nella compagine governativa siano compresi esclusivamente” le forze politiche “espressione dei partiti che hanno votato a favore della fiducia nella seduta del senato del 14 luglio” tenendo quindi fuori i Cinque Stelle.

 

 

 

Da Palazzo Chigi: da Draghi nessuna sfida ai partiti

Mario Draghi stamane non ha voluto sfidare i partiti, non ha inteso attaccarli. È la precisazione trapelata da Palazzo Chigi a ridosso delle 14, poco prima che nell’aula del Senato prendesse la parola, con un intervento molto duro, il leghista Massimiliano Romeo. È una risposta alle reazioni irritate del centrodestra, allo “sconcerto” di Matteo Salvini per un discorso che ai leghisti (e a una parte del Movimento) è parso un atto di accusa.
Non era questa l’intenzione del premier, assicurano dal suo staff: il discorso mirava a tracciare la roadmap delle riforme da completare per mantenere gli impegni del Pnrr, accanto alle misure per tamponare la crisi energetica ed economica. Una chiamata alla responsabilità, insomma, visti gli impegni che attendono l’Italia. Di qui l’elenco puntuale di riforme come la concorrenza e il fisco, l’impegno a intervenire ancora a sostegno delle famiglie a partire da un “corposo” decreto a inizio agosto di Serenella Mattera

Draghi rientra in Aula, per poi uscire di nuovo mentre è al telefono

Il premier Draghi dopo l’intervento del leghista Romeo è uscito dall’Aula. Dopo aver avuto un colloquio con i ministri Franceschini, Brunetta e Guerini, è rientrato in Aula per poi riuscire, impegnato in un lungo colloquio telefonico di Serenella Mattera

 

Colloquio Draghi-Franceschini e punto con i ministri

Lungo e fitto colloquio tra il presidente del Consiglio e il ministro della Cultura Dario Franceschini. Appena dopo l’intervento di Romeo (Lega) in Aula, il premier e il capo delegazione del Pd al governo hanno iniziato una lunga conversazione in uno dei corridoi del Senato, appena fuori dall’emiciclo. Draghi si è fermato per una decina di minuti nel corridoio attiguo all’aula, a due passi dalla sala del governo a Palazzo Madama, per confrontarsi anche con il sottosegretario alla presidenza Roberto Garofoli, i ministri Dario Franceschini, Roberto Speranza, Renato Brunetta e Lorenzo Guerini. Il presidente del Consiglio è rientrato ora in Aula.

 

 

Draghi lascia l’Aula dopo l’intervento del leghista Romeo

Il premier Mario Draghi ha lasciato l’Aula del Senato dopo il duro intervento del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo. Ha ascoltato l’intervento di
Romeo fissando il capogruppo della Lega tenendole braccia incrociate appoggiate al banco del governo. Man mano che il discorso di Romeo  proseguiva, ha iniziato a prendere appunti. Terminato l’intervento di Romeo, Draghi ha prima parlato con il ministro Guerini, che sedeva alla sua sinistra. A quel punto si è alzato ed è uscito dall’Aula insieme allo stesso Guerini.

 

Romeo a Draghi: “Ora discontinuità, la scelta spetta a lei”

“Ci deve essere una grande discontinuità che solo la sua autorevolezza può dare. Quindi a questo punto la scelta spetta a lei”. L’ha detto il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo intervenendo in Aula dopo le comunicazioni del premier Draghi e rivolgendosi appunto al presidente del Consiglio.

Romeo (Lega): “Serve governo nuovo con lei, Lega la stima”

Ancora Romeo della Lega: “Serve un governo nuovo con accanto a lei, perché è autorevole e noi la stimiamo”. Così il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo intervenendo in Aula dopo le comunicazioni del premier Draghi.

Romeo: “Lega c’è, ma serve nuova maggioranza e nuovo governo”

“Noi ci siamo se si tratta di fare una nuova maggioranza senza M5S, e se serve ricostituire un nuovo governo”, ha detto ancra il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo intervenendo in Aula dopo le comunicazioni del premier Draghi.

Romeo (Lega): “Si vuole salvare il Paese o campo progressista?”

“Dobbiamo capire se l’obiettivo è quello di salvare il Paese o il campo largo progressista che è finito per qualche errore nell’inceneritore di Roma, come ha detto Mastella”, ha detto il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, intervendo nell’Aula del Senato dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi.

 

Landini: “È il momento di risposte non di fare cadere governo”

“Il mestiere del sindacato non è fare cadere governi o sostituire governi, ma contrattare con loro per portare a casa risultati per le persone che rappresentiamo o che si facciano le riforme che noi riteniamo giuste per il Paese – è il commento di Maurizio Landini alla presentazione, a Catania, del ‘progetto per la Sicilia’ della Cgil regionale – Oggi è il momento di dare risposte ai problemi delle persone e non di fare cadere il governo”.

Lega: “Sul fisco stupiti da Draghi”

“Siamo stupiti dal discorso del presidente Draghi: nessun accenno a flat tax e pace fiscale nonostante 50 milioni di cartelle esattoriali già partite o in partenza che rappresentano un’emergenza nazionale. Anche il passaggio sul credito di 1.100 miliardi di magazzino fiscale che l’Agenzia delle Entrate ha nei confronti di cittadini e imprese ci lascia perplessi. In questo momento di grave crisi economica con l’aumento delle bollette e delle materie prime anche alimentari, cosa si chiede? Di rimborsare subito? Se non bastano pandemia e guerra per un rinnovato patto fiscale tra cittadini, fisco e agenzia delle entrate cos’altro dovremmo aspettare?”. Lo dichiarano i deputati della Lega Massimo Bitonci, capogruppo in commissione Bilancio e capo dipartimento Attività produttive e Alberto Gusmeroli, vicepresidente commissione Finanze e responsabile Unità fisco del dipartimento Economia della Lega.

 

Salvini, Giorgetti e Molinari al vertice del centrodestra di governo da Berlusconi

La Lefa fa sapere che “è in corso a Villa Grande il vertice del centrodestra di governo. Presenti, per la Lega, oltre a Matteo Salvini anche Giancarlo Giorgetti e Riccardo Molinari”.

 

Cangini (FI): “Salvini ha incoraggiato i suoi a non applaudire”

Irritazione trasversale e profonda nella Lega dopo le comunicazioni a Palazzo Madama di Mario Draghi. “Io ho notato che Salvini ha incoraggiato i suoi a non applaudire – ha comentato a La7 il senatore di Forza Italia, Andrea Cangini – Non è stato ancora deciso nulla. Mi auguro che il buonsenso prevalga. Non voglio che Forza Italia vada a rimorchio di Matteo Salvini, non lo volevo quando la Lega era al 30%, non lo voglio nemmeno adesso che è al 15%. Non si tratta di essere leali nei confronti di Draghi, ma nei confronti del Paese. Draghi non sempre è stato all’altezza del ruolo, ma è comunque il presidente del Consiglio del Paese in un momento così difficile per il mio Paese. Il caos sicuramente non allevia le sofferenze di nessuno”, ha concluso Cangini.

 

Il discorso di Draghi al Senato nelle prime pagine dei media internazionali

Il discorso del premier Mario Draghi al Senato è sulle prime pagine dei principali media internazionali, che parlano di “cambiamento significativo” e sottolineano il buon esito delle sue dichiarazioni. Dall’emittente televisiva Cnbc, che titola su come “le obbligazioni italiane spingono al rialzo mentre Draghi si dice pronto a rimanere al potere” e sottolinea anche che il premier “ha portato stabilità politica in Italia negli ultimi 15 mesi, il che è stato fondamentale per ricevere fondi europei per il recupero della pandemia pari a quasi 200 miliardi di euro (205 miliardi di dollari)”; al Wall Street Journal secondo cui si tratta di un “cambiamento significativo” dato dalla disponibilità del premier Draghi a restare in carica se otterrà la fiducia dalle Camere. Il New York Times parla invece di “sfida di Draghi ai partiti litigiosi” e della richiesta del premier a “restare uniti”. Si tratta di “una via d’uscita alla crisi politica” italiana offerta da Draghi, ma “ora dipende” dal voto di fiducia.

 

Malpezzi (Pd): “Rispondiamo sì all’appello di Draghi”

“Abbiamo molto apprezzato il richiamo, anche all’orgoglio, alle cose che abbiamo fatto tutti insieme. Abbiamo anche colto un riconoscimento al lavoro che il Parlamento ha fatto, riconoscendo anche il senso di responsabilità nel passaggio sulla guerra in ucraina. È stata sottolineata la centralità e l’importanza del Parlamento che deve ancora lavorare per gli italiani che si sono esposti attraverso gli appelli che gli hanno rivolto a restare. Noi rispondiamo positivamente al suo appello: serve ritrovare quella compattezza che 17 mesi fa ci messo tutti insieme di fronte a questa sfida – le parole della presidente dei senatori del Pd, Simona Malpezzi allo speciale del tg1 – Io ho letto le parole di Draghi come un richiamo a tutti noi a ritrovare un gioco di squadra, un richiamo alla politica: queste sono le cose da fare, ci state? Noi dicamo di sì”.

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Sorgente: Draghi, crisi di governo: in corso il voto per la fiducia al Senato – la Repubblica