Perché non esiste nessun imperialismo russo (Ancora sull’imperialismo) • Partito dei CARC

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9 Maggio 2022 0 Di ken sharo
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L’instaurazione del socialismo in Russia (1917) e la creazione dell’URSS (1922) hanno aperto una fase nuova per l’umanità.Non hanno solo dimostrato che la fase imperialista del capitalismo poteva essere superata grazie alla rivoluzione socialista, ma hanno anche avviato la divisione del mondo in due campi contrapposti: da una parte quello diretto dalla borghesia imperialista, che ha continuato a svilupparsi nel solco delle contraddizioni prodotte e riprodotte dal capitalismo, e dall’altra il campo dei primi paesi socialisti che in una prima fase ha marciato verso il comunismo, poi ha iniziato a invertire la rotta (dal 1956) fino a disgregarsi (dal 1991).Comprendere la parabola compiuta dai primi paesi socialisti è essenziale per comprendere la situazione attuale.Con la dissoluzione dell’URSS (1991) i primi paesi socialisti sono crollati e il mondo ha smesso di essere diviso in due campi. Il campo dei primi paesi socialisti è tornato nel solco dello “sviluppo capitalista”, ma nella fase imperialista.Ciò ha prodotto una situazione inedita nella storia. Prima di allora non erano mai esistiti paesi socialisti che avevano conteso la direzione dell’umanità alla classe dominante.Era una situazione che non esisteva quando Lenin pubblicò L’imperialismo, fase suprema del capitalismo, mentre si andava sviluppando quando Stalin pubblicò la sintesi delle contraddizioni principali della fase imperialista.Alle tre contraddizioni sintetizzate da Stalin se ne è poi aggiunta una quarta: quella fra i paesi imperialisti e i paesi che, per ragioni storiche e politiche particolari, resistono e si oppongono alla Comunità Internazionale degli imperialisti. Fra di essi hanno un ruolo specifico (e principale) gli ex paesi socialisti.Gli ex paesi socialisti, infatti, non possono in alcun modo essere assimilati ai paesi imperialisti, poiché il loro posizionamento e il loro ruolo nel mondo NON deriva dallo sviluppo capitalista, ma dallo sviluppo che essi hanno avuto nel socialismo e grazie al socialismo.Il punto è che paesi come la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese non sono più paesi socialisti (la società non avanza più verso il comunismo), ma non sono neppure paesi imperialisti (anelli della catena della Comunità Internazionale) al pari degli USA, della Germania, della Francia, dell’Italia, ecc.Le loro caratteristiche e le loro contraddizioni (quindi anche il loro ruolo e le loro prospettive) sono il frutto di una lotta che – lo ripetiamo perché fondamentale – l’umanità non aveva mai conosciuto e le cui evoluzioni non sono ancora descritte in nessun testo di storia: quella fra l’umanità che avanza verso il comunismo e l’umanità che sopravvive sotto il dominio dell’imperialismo e lotta per instaurare il socialismo.Chi pretende di accomunare la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese ai paesi imperialisti solo perché sono diventate “grandi potenze” sul piano militare (soprattutto la prima) ed economico e finanziario (soprattutto la seconda) è vittima di un’analisi gretta che con il marxismo, il materialismo dialettico e la concezione comunista del mondo non ha nulla a che vedere. Pertanto è destinato a non capire un’acca e a portare completamente fuori strada coloro che tenta di convincere sulla base delle “apparenze”.Chi pretende di spiegare le cause della guerra in Ucraina con una rinnovata spinta “dell’imperialismo russo” è nel migliore dei casi una vittima delle analisi, della cultura e della propaganda borghesi, nel peggiore un servo della NATO che vive e prospera grazie all’opera di intossicazione dell’opinione pubblica.“Oggi non è in atto una nuova guerra imperialista (tra potenze imperialiste per ripartirsi il mondo). Il carattere principale della guerra attuale è la guerra (ibrida) dei gruppi imperialisti USA per impedire (arrestare) il declino del loro predominio nel mondo alla testa della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, sionisti ed europei, 1. contro la Federazione Russa per impossessarsi dei territori della Federazione Russa e dell’ex Unione Sovietica che sono nella terza delle tre fasi dei primi paesi socialisti e 2. contro la Repubblica Popolare Cinese che, a sua volta, è nella seconda delle tre fasi dei primi paesi socialisti. Questo carattere principale della guerra si combina con lo sviluppo crescente dei contrasti tra gli USA e gli altri gruppi imperialisti con le loro istituzioni e Stati (tra questi le potenze imperialiste europee e l’Unione Europea)” – da La Voce del (nuovo)PCI n.70.Le tre fasi dei primi paesi socialistiLa prima fase inizia con la conquista del potere da parte della classe operaia e del suo partito comunista. Essa è caratterizzata dalle trasformazioni che allontanano i paesi socialisti dal capitalismo e dai modi di produzione precapitalisti e li portano verso il comunismo. È la fase della “costruzione del socialismo”. Questa fase per l’Unione Sovietica è durata quasi 40 anni (1917-1956), per le democrazie popolari dell’Europa orientale e centrale circa

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