La precarietà aumenta le disuguaglianze e danneggia la produttività: parola del Fondo Monetario Internazionale | coniare rivolta

La precarietà aumenta le disuguaglianze e danneggia la produttività: parola del Fondo Monetario Internazionale | coniare rivolta

22 Febbraio 2022 0 Di ken sharo
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Un recentissimo lavoro del Fondo Monetario Internazionale (FMI) fornisce un quadro drammatico sulle disuguaglianze in Italia. Come d’altronde è ben noto, gli ultimi quarant’anni hanno visto un esplodere di tale fenomeno, con un aumento sensibile delle disparità in termini di guadagni che ha portato alla creazione di una vera e propria voragine tra i pochi privilegiati e la grande maggioranza della popolazione.

Non si tratta di una novità, ma di un fenomeno che abbiamo già affrontato in più occasioni, la manifestazione più evidente di come funziona una moderna economia di mercato alimentata dalla continua ricerca del profitto. Fa notizia, però, che ad occuparsene in maniera esplicita sia il FMI, una istituzione internazionale che ha dedicato una larga parte dei suoi sforzi ad alimentare le stesse disuguaglianze su cui oggi si strappa le vesti. Fa ancora più notizia – o meglio, dovrebbe fare notizia, se la cattiva coscienza di classe politica e mezzi di informazione non inducesse a guardare altrove – la causa che il FMI individua alla base dell’esplosione delle disparità di reddito.

Per trovare il colpevole, infatti, non serve cercare molto lontano: le riforme che hanno trasformato, in poco più di venti anni, il mercato del lavoro italiano da uno dei più rigidi in Europa a uno dei più flessibili (parole del FMI) sono le dirette responsabili. Pochi numeri, impietosi, spiegano meglio di tante parole di cosa stiamo parlando. La figura 1 (dati Eurostat) mostra come la percentuale di lavoratori con un contratto a tempo determinato, cioè precario, sia più che raddoppiata tra il 1995 (7%) e il 2021 (17%).

Figura 1: percentuale di lavoratori con un contratto a tempo determinato sul totale dei lavoratori. Fonte: Eurostat

La figura 2 aggiunge un altro tassello: se nel 1992 solo il 2% dei lavoratori si trovava involontariamente in un regime di part-time – cioè era part-time non per scelta, ma per mancanza di alternative migliori – nel 2020 questa percentuale arrivava al 12%.

Continua […]

Sorgente: La precarietà aumenta le disuguaglianze e danneggia la produttività: parola del Fondo Monetario Internazionale | coniare rivolta

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