controinformazione.info | Il giudice del Tribunale di Pisa sentenzia come illegittime le limitazioni al diritto del lavoro apportate dal DPCM del governo

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21 Febbraio 2022 0 Di ken sharo
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 IL GIUDICE DEL TRIBUNALE DI PISA SENTENZIA COME ILLEGITTIME LE LIMITAZIONI AL DIRITTO DEL LAVORO APPORTATE DAL DPCM DEL GOVERNO

 

La giudice di Pisa Lina Manuali ha assolto un cittadino dall’accusa di avere violato un Dpcm per essere uscito di casa durante la pandemia. «Con il susseguirsi, spesso in contrapposizione tra loro, di decreti legge e Dpcm si è assistito all’introduzione di sempre più stringenti restrizioni e limitazioni nell’esercizio delle libertà e dei diritti fondamentali, fino ad arrivare a incidere sul diritto al lavoro e a un’equa retribuzione con violazione dell’articolo 36 della Costituzione», questo il dispositivo della sentenza con le motivazioni che hanno spinto la giudice ad emettere tale provvedimento che ha portato alla sentenza pronunciata nel novembre scorso. L’illegittimità del decreto è stata rilevata dal magistrato nell’affermare che la delibera datata 21 gennaio 2020, quella con cui il Consiglio dei Ministri stabilì lo stato di emergenza, era da considerarsi «illegittima» e, di conseguenza, illegittimi sono stati tutti i provvedimenti che ad essa si richiamavano e tutte le proroghe dello stato di emergenza.

Uno schiaffo per il governo
Vista la manifesta illegittimità del decreto, la giudice Manuali ha assolto un cittadino ‘perchè il fatto non sussiste’ dal reato contestato di ‘inosservanza’ dei provvedimenti dell’autorita «per avere violato il divieto di uscire di casa se non per motivi di lavoro, salute o necessita».

Non è questa la prima sentenza nello stabilire l’illegittimità dei Dpcm ma è una delle più articolate e si spinge fino ad alludere, mettendole in dubbio dal punto di vista giuridico, alle limitazioni sul lavoro per chi non è in possesso del green pass. Centrale nel ragionamento del giudice il concetto di «stato di emergenza». Il punto di partenza è che «l’ordinamento costituzionale italiano non contempla né lo stato di eccezione, né lo stato di emergenza al di fuori dello stato di guerra» e la «la situazione causata dal Covid non è giuridicamente assimilabile allo stato di guerra».

Non si possono limitare i diritti costituzionali adducendo un preteso stato di emergenza non contemplato dalla costituzione. Questa l’essenza del ragionamento. Sgomberato il campo dalle pretese dei sostenitori dell’emergenza ad oltranza.

Dopo le pronunce del TAR del Lazio e del Tribunale di Napoli, anche qualche altro giudice inizia ad accorgersi della palese illegittimità dei decreti governativi che limitano i diritti fondamentali delle persone.
Questo lascia ben sperare che anche in questo paese ci sia qualche magistrato sensibile nel far rispettare i diritti dei cittadini contro i soprusi del governo che approfitta della pandemia per imporre un sistema totalitario conforme agli interessi di centrali sovranazionali.
 (Nota di L. Lago)

 

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