Voli fantasma nei cieli europei. Le compagnie: “Costretti a farli per non perdere gli slot”. Appello alla Ue

Voli fantasma nei cieli europei. Le compagnie: “Costretti a farli per non perdere gli slot”. Appello alla Ue

10 Gennaio 2022 0 Di Luna Rossa
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I vettori devono effettuare almeno il 64% dei collegamenti su ogni rotta per conservare il diritto di usare gli aeroporti. La Commissione europea, che è già intervenuta in loro favore durante la pandemia, valuta nuove regole. Il ruolo delle low cost

di Aldo Fontanarosa

ROMA – Voli fantasma continuano a solcare i cieli europei. Le compagnie aeree sono costrette a effettuarli, anche con pochissimi passeggeri a bordo, pur di conservare le finestre di decollo dagli aeroporti e di atterraggio.

Al momento, le norme europee impongono di fare almeno il 50% dei collegamenti per ogni rotta. In caso contrario, le compagnie rischiano di perdere le finestre assegnate loro (o slot). In concreto perderebbero il diritto – fondamentale – di servirsi di un aeroporto in determinati orari di determinate giornate. Ma da marzo la percentuale salirà al 64%.

Ora che la pandemia rialza la testa, le compagnie stanno riducendo drasticamente i voli. O meglio: vorrebbero ridurli, ma non possono farlo liberamente. Il quotidiano spagnolo El País calcola, ad esempio, che la tedesca Lufthansa vorrebbe tagliare 33 mila voli tra gennaio e marzo del 2022. Eppure sarà obbligata a operare 18 mila voli non necessari, pur di mantenere gli slot.

Secondo il Financial Times, anche Brussels Airline – posseduta da Lufhtansa – è costretta a conservare 3000 voli questa primavera, pur precedendo di avere un pugno di passeggeri a bordo. Circostanza che ha scatenato le proteste dell’attivista Greta Thunberg, via Twitter.

 

 

L’obbligo di viaggiare, ovviamente, rappresenta un costo per i vettori e anche per l’ambiente, visto l’alto consumo dei carburanti in volo. In un’intervista alla Frankfurter Allgemeine, Carsten Spohr, amministratore delegato di Lufthansa, ha chiesto all’Europa maggiore flessibilità, anche per rispettare il pacchetto di norme comunitarie (Fit for 55) che vuole contenere il consumo di combustibili fossili.

E in pressing sulla Commissione europea è andato poi il vicepremier belga Georges Gilkinet, che è anche ministro alla Mobilità. La richiesta è di limitare l’obbligo “che rappresenta un errore ambientale, sociale ed economico”.

Secondo Gilkinet, ulteriori esenzioni dovrebbero scattare subito e durare per tutta la prossima primavera e l’estate 2022, fino a quando le varianti Delta e Omicron del virus non saranno imbrigliate.

La Commissione europea, in verità, ha ben chiaro il problema. Fino al 2019, le compagnie aeree dovevano fare l’80% dei loro voli. Poi, con l’esplosione del Covid-19, Bruxelles ha portato il livello al 50%. Quindi risalirà al 64%, da marzo, grazie alla possibile ripresa della domanda di trasporto.

Il tetto del 64%, che doveva essere provvisorio in vista di un ritorno all’80%, è stato prolungato dalla Commissaria europea ai Trasporti Adina Valean fino a ottobre 2022, proprio in ragione della pandemia.

Secondo Bruxelles, la norma è equilibrata. Il vettore che riesce a coprire solo il 64% dei collegamenti conserva tutti i suoi slot anche per il futuro. Gli slot che non riesce a usare però possono essere utilizzati – in via temporanea – da altre compagnie. Chi copre un slot (sia pure in modo provvisorio) guadagna dei punti in vista di una futura eventuale assegnazione,  a titolo definitivo.

Ora la richiesta di un nuovo taglio agli obblighi – con un ritorno al 50% – viene presa in esame. A complicare il lavoro della Commissione europea è però l’atteggiamento delle compagnie più giovani e low cost. Da anni, queste compagnie chiedono che i vettori storici rinuncino, almeno in parte, agli slot privilegiati che detengono da decenni.

La difficoltà dei vettori storici a conservarli durante la pandemia rappresenta un’opportunità per le low cost, smaniose  di  subentrare in orari molto comodi per i viaggiatori e molto richiesti, soprattutto negli aeroporti chiave.

 

 

Ora, la Commissione europea non fa il tifo né per i vettori storici né per le compagnie low cost (come Ryanair e Wizz Air). E’ neutrale per definizione. Certo, la Commissione è sensibile al tema della concorrenza. Dunque, in linea di principio, non è contraria a un ricambio nella gestione degli slot.

Bisogna solo capire se la pandemia rappresenta lo strumento e il momento giusto per un rimescolamento delle carte negli slot di decollo e atterraggio.

 

Sorgente: Voli fantasma nei cieli europei. Le compagnie: “Costretti a farli per non perdere gli slot”. Appello alla Ue – la Repubblica

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