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Come prevedibile, anche in queste settimane il ‘Governo dei migliori’ guidato da Mario Draghi sta proseguendo pedissequamente nel percorso di riforme previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): a fronte di poche risorse elargite dall’Unione Europea, largamente insufficienti a far ripartire un’economia falcidiata dalla crisi, il Governo ha accettato la via della piena adesione alle condizionalità europee, definitivamente istituzionalizzate attraverso l’accordo alla base del programma Next Generation EU. Rispetto alle 528 condizioni negoziate dall’Italia con la Commissione per accedere alle venti tranche di finanziamento previste dal suddetto programma, il Governo sta infatti lavorando di buona lena all’implementazione delle riforme strutturali richieste. Tra queste, ha già portato a casa: il decreto sulla concorrenza, che spiana la strada alla cessione dei monopoli naturali ai privati; una riforma delle pensioni che prevede il ritorno alla Legge Forneroil depotenziamento del reddito di cittadinanza, che indebolisce ulteriormente  la posizione contrattuale dei lavoratori; dulcis in fundo, la prima fase della riforma fiscale, che cambia poco per cambiare male, lasciando intaccati la scarsa progressività del sistema e i privilegi dei redditi da capitale (redditi d’impresa e rendite finanziarie).

Ciascuna di queste misure va però inserita all’interno del disegno complessivo dell’esecutivo, il quale si evince con la massima chiarezza attraverso l’analisi della Legge di bilancio 2022: una difesa a tutto campo del profitto privato, attraverso l’intensificazione dello sfruttamento del lavoro e l’erosione degli scampoli di stato sociale rimasti in piedi nonostante trent’anni di riforme neoliberiste. Nella manovra sono infatti condensate tutte le richieste di Confindustria e le pretese delle istituzioni europee, con l’Italia che riprende la via dell’austerità più feroce e incanala le scarse risorse concesse alle imprese.  [continua dalla sorgente…]

Sorgente: Draghi taglia e l’Europa loda (ma non basta…) | coniare rivolta