Il business del sole: i terreni della Sicilia ceduti a peso d’oro, l’Isola diventerà un immenso “specchio” fotovoltaico – la Repubblica

Il business del sole: i terreni della Sicilia ceduti a peso d’oro, l’Isola diventerà un immenso “specchio” fotovoltaico – la Repubblica

14 Giugno 2021 0 Di Luna Rossa

Sempre più contadini, davanti a prezzi da capogiro, vendono o affittano i campi alle multinazionali e agli intermediari: si moltiplicano le grandi schierate di pannelli e la Regione ha le armi spuntate per tutelare l’agricoltura

LA SICILIA rischia di trasformarsi in un grande specchio. I campi dell’entroterra, da secoli a vocazione agricola, a breve potrebbero diventare enormi campi di pannelli fotovoltaici. I più grandi d’Europa e tra i più grandi del mondo. Le campagne dell’Ennese, le valli e gli altopiani delle terre del Verga, tra Vizzini, Mineo e Militello, potrebbero non essere più coltivati per decenni. Lo stesso discorso vale per Centuripe, Assoro, Castel di Iudica, Ciminna. Ma anche Noto e Canicattini, a qualche decina di chilometri dal barocco Unesco. I progetti di mega parchi fotovoltaici presentati da alcune multinazionali, o da società sconosciute ai più che ottengono l’autorizzazione e la rivendono ai grandi gruppi (un film già visto nell’Isola con l’eolico e le decine di indagini al seguito), gravano su un territorio immenso.

 

L’IRRADIAZIONE SOLARE IN ITALIA

Fonte: Gse 

Un territorio che gli agricoltori hanno già venduto, per essere chiari: sono centinaia i contratti di affitto con diritto di acquisto, consultati da Repubblica, che raccontano di prezzi da capogiro offerti da rappresentanti e procuratori di queste società che sul tavolo mettono tanti soldi: si va dai 1.500 ai 3 mila euro di affitto ad ettaro all’anno, con acquisto in caso di via libera da parte della Regione all’installazione dei panelli solari che può arrivare anche a 30mila all’ettaro. Nemmeno in pianura Padana i terreni valgono tanto. E gli agricoltori dell’Isola, spesso eredi di terreni che non vogliono più coltivare, firmano, firmano tutto davanti a quei pacchi di soldi. Chi paga quelle cifre, d’altronde, ha una certezza che non avrebbe oggi in altre Regioni: non solo l’esposizione solare, nell’Isola tra le maggiori del mondo, ma anche che in questo momento Palazzo d’Orleans ha le armi spuntate e deve approvare questi progetti se no rischia milionarie richieste di risarcimento per danni. Il motivo? Manco a dirlo, la Sicilia non ha ancora un piano energetico definitivo che metta un tetto, ad esempio, all’utilizzo di terreni agricoli per questo tipo di impianti energetici. Ma c’è di più: il piano del governo Musumeci, che a breve dovrebbe essere approvato dalla commissione Via-Vas ed essere pubblicato in Gazzetta ufficiale, prevede un limite di un terzo delle aree agricole da destinare al fotovoltaico, ma su base regionale: in soldoni nei singoli Comuni anche tutti i terreni possono al momento diventare buoni per il fotovoltaico in attesa di arrivare al limite regionale. Il problema quindi non è il fotovoltaico in sé, ma il caos in Sicilia su questa materia. 

 

Non a caso in commissione regionale Via-Vas, presieduta dal professore Aurelio Angelini, sono stati presentati ben 209 progetti, tra il 2019 e il 2021: l’85 per cento nell’ultimo anno e mezzo. Una corsa che non si spiega se non con la deregulation che garantisce al momento l’Isola. Progetti che interessano un’area di 14.592 ettari (pari a 23mila campi da calcio). I nuovi impianti svilupperebbero una potenza di 7.184 megawatt. Solo per fare un raffronto: stando a dati Terna, nel 2019 tutti i pannelli fotovoltaici impiantati in Sicilia avevano una potenza complessiva cinque volte inferiore, 1.432 megawatt. 

 

Fonte: Gse 

La domanda pendente per uno degli impianti più grandiriguarda la Big Fish srl del gruppo Falck, che ha presentato un progetto per una struttura da 256 megawatt con panelli solari che occuperebbero un’area di 560 ettari tra Catania, Lentini e Motta Sant’Anastasia. Nella domanda ha già presentato i preliminari di affitto dei terreni: come per il contratto con il proprietario S.T per 36 ettari di terreni in contrada passo Martino al canone annuo di 84mila euro. Questi terreni in venti anni frutterebbero un guadagno di 1,6 milioni di euro. Impossibile arrivare a questa cifra con iprodotti agricoli. Una delle aree più interessate ai grandi impianti è quella di Vizzini: qui insistono cinque domande per pannelli che occuperebbero mille ettari di terreni agricoli. Se approvati stravolgerebbero il paesaggio. L’ultimo progetto presentato è quello della Sun Project srl per un impianto che da solo occuperebbe 450 ettari di terreni. La società nasce nel 2019 ed è di proprietà a sua volta della Innovazione energia srl, partecipata da Maria Papa e Bevacqua Maria Carmela, entrambe di Messina. 

 

La Innovazione energia srl ha un solo dipendente, nel 2017 ha fatturato appena 50mila euro, nel 2019 invece sale a oltre 500mila euro. Lo stesso anno ha veduto la società controllata Sun project srl, titolare del progetto dell’impianto di Vizzini, ad un grande gruppo di energie rinnovabili danese, European Energy, che vuole investire qui 150 milioni di euro. Il progetto non è stato ancora approvato, ma ha già fruttato non poco. Approvato invece il progetto della Lindo srl tra Canicattini, Noto e Siracusa per un impianto da cento ettari che ha già fatto scattare le proteste della sindaca di Canicattini, Marilena Miceli, e dell’assessore aretuseo Fabio Granata: “Musumeci faccia qualcosa, fermi questo scempio nelle nostre terre”, dicono in coro. 

 

Fonte: Gse 

 

Altri grandi progetti sono stati presentati nei Comuni di Belpasso, Centuripe e Castel di Iudica, e sono tutti riconducibili al colosso tedesco Ib Vogt: da soli questi impianti produrrebbero una quantità di energia pari a quella che producono attualmente tutti gli impianti fotovoltaici presenti in Sicilia. A comprare o affittare i terreni per conto della Ib Vogt sono stati i procuratori Giovanni  Scalia (nato a Firenze, domiciliato in Germania) e il palermitano Francesco Sposito. Il primo compare in una miriade di progetti, anche a Vizzini e in altre società, come la  Asterion Pv Italy 008, anche qui mettendo sul piatto cifre importanti sul tavolo degli agricoltori. “Quando ci hanno contattato, abbiamo faticato a credere a quella proposta”, dice Salvatore, 40 anni, che insieme al padre è proprietario di alcuni ettari in territorio di Centuripe. “Ci hanno offerto un affitto iniziale per due anni a 300 euro all’ettaro e un successivo acquisto a 25mila euro all’ettaro, nel momento in cui otterranno tutte le autorizzazioni necessarie. Sono numeri mai visti da queste parti”. Da tre generazioni la sua famiglia gestisce quelle terre. “Io non ero d’accordo a cederle – continua – è una questione di etica. Qua stanno vendendo tutti, resterà solo il deserto. Ma mio padre tutti quei soldi non li vedrebbe neanche in una vita intera da quei terreni”.

 

Fonte: Gse 

Nel territorio a contendere il primato delle richieste è un’altra multinazionale tedesca: la Steag Solar, che attraverso le società S&P progetta sei parchi fotovoltaici. Anche se il sindaco del Comune di Centuripe,  Salvatore La Spina (tornato da Firenze per difendere il suo territorio dalla realizzazione di una mega discarica e poi è diventato primo cittadino) si è messo di traverso. “Stiamo ricevendo tantissime istanze da aziende con sede in posti sperduti dell’Europa – spiega l’assessore Giuseppe Biondi  – Noi siamo contro non per principio, ma perché parliamo della trasformazione di 600 ettari, di intere colline. Dal nostro paese, che è noto come il balcone della Sicilia, si vedrebbe una distesa azzurra o grigia di pannelli”. Al posto dei pannelli il Comune di Centuripe vorrebbe creare percorsi di trekking e turismo sostenibile. Stessa ambizione di una rete di associazioni protagonista dell’Eco Museo del fiume Simeto, che si spinge fino a queste vallate tra Paternò e Centuripe. “Da qui passa l’antica via del grano e il futuro che sogniamo non è certo vedere queste colline coperte da  pannelli fotovoltaici che velocizzerebbero la desertificazione  – dice Emanuele Feltri, agricoltore che fa parte di questa rete – la ricchezza di questo territorio sta nell’agricoltura e nel turismo sostenibile. Le multinazionali vadano a mettere i loro pannelli nelle zone industriali e sui tetti delle città”. 

 

Fonte: Gse 

Eppure proprio in queste vallate la Ibvi 7 – una delle controllate della tedesca Ib Vogt  – prevede di installare 711mila pannelli, che si aggiungono ai 908mila del progetto Castel Di Iudica e agli 811mila del progetto Belpasso. E come lei anche altre società in tutta la Sicilia, come la San Carlo Energy nel Trapanese, che ha come amministratore Antonello Barbieri, sotto processo a Palermo insieme al faccendiere della Lega Francesco Paolo Arata, ma anche colossi come Enel, Erg e società spagnole e del Nord Europa. Tutti vogliono investire in Sicilia, nella terra senza regole chiare in materia, a differenza di altre regioni, come il Veneto, che hanno messo una stretta fortissima al fotovoltaico in terreni agricoli. Il governatore Musumecil’aveva promessa questa stretta. Ad oggi solo a parole. 

 

 

 

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