Coronavirus, nel Regno Unito 14mila nuovi casi e 76 morti. In Spagna quasi 12mila contagi. Berlino chiude locali alle 23 – Il Fatto Quotidiano

Coronavirus, nel Regno Unito 14mila nuovi casi e 76 morti. In Spagna quasi 12mila contagi. Berlino chiude locali alle 23 – Il Fatto Quotidiano

7 Ottobre 2020 0 Di Luna Rossa

La Polonia registra 58 decessi, il dato peggiore rilevato nel paese dall’inizio della pandemia. Impennata di casi in Uk. A preoccupare è anche la situazione della Russia: infezioni record dall’11 maggio

Regno Unito, Spagna, Germania. Ma anche Romania, Russia e Polonia. La pandemia di Covid continua a registrare di giorno in giorno numeri in crescita in Europa: preoccupa la Gran Bretagna, che oggi assiste a un significativo aumento dei contagi. Sono 14.542 quelli registrati nelle ultime 24 ore, quasi 2mila in più di ieri, dove era stato stabilito un nuovo record, senza contare i dati del fine settimana ai quali si erano aggiunti casi dei giorni precedenti, non registrati a causa di un errore tecnico. I decessi sono 76. Il totale delle infezioni sale così a 530.113, quello dei morti a 42.369, secondo le informazioni del governo citate da Bbc.

In Spagna i numeri non sono migliori, con 11.998 i nuovi casi di coronavirus – quasi la metà nella comunità di Madrid – e 26 vittime nelle ultime 24 ore. A prendere provvedimenti per contenere la diffusione della pandemia è Berlino, dove il Senato – che è l’organo esecutivo del governo della città-stato – ha disposto che locali e ristoranti restino chiusi dalle 23 alle 6. Durante la notte potranno restare aperti soltanto i benzinai, che però non potranno vendere alcolici. Anche il numero dei partecipanti alle feste private viene ridotto a 10 (era 25). La pressione provocata dalla pandemia nella capitale sale: il numero dei nuovi casi positivi registrati a Berlino nelle 24 ore dal Robert Koch Institut era 301 e in Laender come lo Schleswig Holstein alcuni quartieri della città, fra cui Mitte, sono definiti zone a rischio.

A preoccupare è anche la situazione in Belgio, dove i morti sono più di 10mila: per il premier Alexander De Croo “è grave, preoccupante: i casi aumentano, il numero delle ospedalizzazioni cresce e il numero dei decessi pure”. Il capo del governo ha evidenziato che “in alcuni ospedali la situazione è veramente critica. Bisogna fare di tutto per bloccare la diffusione del virus” ed evitare un nuovo lockdown. Le autorità esortano quindi a ricorrere al telelavoro il più possibile e da venerdì scatteranno nuove limitazioni per i raggruppamenti di persone all’aperto, al chiuso e nei bar (comunque chiusi dalle 23) nonché controlli rafforzati sul rispetto delle regole. Il governo ha anche nominato un nuovo commissario per l’emergenza Covid.

Europa – La Grecia sfiora i 400 casi, mentre i ricoverati in terapia intensiva sono al momento 87. A seguito degli oltre 400 casi di contagio quotidiani tra gli studenti, la Repubblica Ceca ha iniziato la distribuzione di mascherine nelle scuole e negli asili. Ai docenti – 1700 al momento quelli infettati – e al personale non docente vengono distribuite mascherine Ffp2. L’anno scolastico è iniziato il primo settembre in presenza ma da allora 10 regioni amministrative su 14 hanno chiuso le lezioni in presenza per gli studenti degli ultimi anni sostituendole con quelle online che andranno avanti per le prossime due settimane. La Polonia registra 58 morti, il dato peggiore rilevato nel paese dall’inizio della pandemia. I casi giornalieri sono stati 2.236, poco meno del record di 2.367 di sabato. Le autorità polacche hanno segnato anche un aumento dei ricoveri. La Russia registra il record dall’11 maggio con 11.615 nuovi casi. I decessi sono stati 188, contro i 117 del giorno prima. In totale nel Paese sono stati registrati 1.237.504 contagi e 21.663 morti dall’inizio della pandemia.

Est Europa – In Romania, dopo il calo di ieri, il numero dei contagi ha ripreso a salire superando di nuovo quota 2 mila nelle 24 ore: da ieri i nuovi casi sono stati 2.121, con il totale salito a 108.526. Alto il numero dei decessi, 73 nelle 24 ore, che portano a 5.121 il totale delle vittime da inizio epidemia. La Romania, che ha effettuato finora più di 2,5 milioni di test, resta il Paese dei Balcani con il bilancio più pesante per la pandemia. Un aumento generalizzato dei contagi si è registrato nelle ultime 24 ore anche negli altri Paesi della regione. La Croazia ha segnalato 287 nuovi casi e quattro decessi, con i totali saliti rispettivamente a 18.084 e 304. In Bulgaria da ieri vi sono stati 283 contagi e due morti (21.870 e 854 i totali), mentre in Bosnia-Erzegovina si è registrato il numero record di 15 decessi in un giorno, il più alto dall’inizio dell’epidemia, con 261 nuovi contagi. In tale Paese i morti sono stati finora in tutto 903, i contagiati 28.710. Alto il bilancio anche in Montenegro, con 225 nuovi casi e sei vittime, in Macedonia del Nord che ha registrato 225 contagi e otto morti, Slovenia con 189 casi e tre decessi. Una ripresa dei contagi si è avuta anche in Serbia, che da diversi giorni registrava un trend al ribasso, con numeri a due cifre. Dai ieri i nuovi casi sono stati 120, il doppio rispetto a ieri, con una vittima. I totali sono ad oggi di 34.072 casi e 757 morti.

Iran – La situazione resta grave: nelle ultime 24 ore sono stati registrati 4.151 contagi. Gli infettati salgono in tutto a 479.825. Le vittime confermate nell’ultima giornata sono 227, portando i decessi complessivi a 27.419. I pazienti in terapia intensiva aumentano a 4.200, mentre quelli guariti crescono a 394.800. I test effettuati salgono a 4.179.338. “La situazione negli ultimi giorni è diventata critica”, ha avvertito Payam Tabarsi, responsabile dell’ospedale Masih Daneshvari di Teheran, secondo cui nella capitale iraniana “non ci sono più posti di terapia intensiva nei 105 ospedali dedicati ai malati” di Covid-19 e potrebbero quindi rendersi presto necessari ospedali da campo.

Sorgente: Coronavirus, nel Regno Unito 14mila nuovi casi e 76 morti. In Spagna quasi 12mila contagi. Berlino chiude locali alle 23 – Il Fatto Quotidiano

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