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Coronavirus, nuove misure restrittive a Belgrado: scoppia guerriglia urbana. Sassaiole e lacrimogeni

Scontri nella notte davanti al Parlamento di Belgrado: i manifestanti hanno lanciato sassi e petardi contro gli agenti in tenuta antisommossa. Tutto è iniziato dopo l’annuncio da parte del presidente serbo, finito sotto accusa per malagestione, di nuove misure restrittive per fronteggiare la pandemia di coronavirus

08 luglio 2020
Sono bastate le parole del presidente serbo Aleksandar Vučić: “coprifuoco per tutto il prossimo fine settimana e il divieto di raduno con più di cinque persone al chiuso e all’aperto” per scatenare una notte di follia a Belgrado.
Le nuove misure restrittive imposte dalla Presidenza per contenere una rinnovata ondata di contagi e decessi si è trasformata in guerriglia urbana. Sfondo degli scontri il Parlamento serbo.
Di spalle all’Istituzione, disposti a mo’ di cordone, gli agenti di polizia antisommossa dall’altra circa mille dimostranti che hanno cercato di forzare gli ingressi e fare irruzione all’interno del Parlamento. Un piccolo gruppo di antagonisti c’è persino riuscito. In questa notte folle a Belgrado la protezione delle forze dell’ordine ha interessato anche gli altri edifici governativi che si trovano nelle vicinanze – la sede della presidenza, il municipio della capitale, oltre all’edificio centrale della Tv pubblica Rts.
Alle sassaiole i poliziotti hanno risposto con una sequenza di lacrimogeni. Tra i reparti di polizia chiamati a sedare gli animi anche agenti a cavallo e in borghese. In massima parte, agli scontri hanno preso parte perlopiù giovani decisi a bersagliare le forze dell’ordine con un fitto lancio di sassi, bottiglie, petardi e altri oggetti. Scene di un dopo partita con auto e camionette della polizia incendiate, cassonetti dati alle fiamme, segnali stradali divelti, fioriere distrutte.
Diversi i feriti sia fra gli agenti sia fra i dimostranti, parte dei quali appartenenti a movimenti dell’estrema destra nazionalista. Tutto è cominciato in serata durante le proteste contro la presidenza, accusata di malagestione dell’emergenza. Verso le 22, la situazione è degenerata quando un piccolo gruppo di manifestanti ha superato il cordone della polizia, ha sfondato una porta ed è entrato nel Parlamento. La polizia ha respinto gli antagonisti facendo ricorso a un massiccio utilizzo di gas lacrimogeni per allontanare la folla dal palazzo. La Serbia, un Paese di 7 milioni di persone, ha registrato 16.168 infezioni da coronavirus e 330 morti. Ma i numeri sono in aumento.
Epidemiologi e medici hanno avvertito che gli ospedali sono a pieno regime e che gli operatori sanitari sono stanchi. Dunque, il blocco introdotto all’inizio di marzo in Serbia non è bastato: per questo le nuove misure restrittive. “Tutti gli ospedali di Belgrado sono quasi pieni”, ha detto Vučić durante il discorso televisivo alla Nazione. “I dati a Belgrado sono pessimi”. E come se non bastasse la Serbia attende un governo. Il presidente serbo ha annunciato le consultazioni per formare un nuovo esecutivo non più tardi del 25 agosto. Vučić ha già annunciato cambiamenti nella composizione del governo, la cui formazione risponderà a criteri di capacità e competenza.
La Serbia si espressa con il voto il 21 giugno, vinte con largo margine, oltre il 60% dei voti, dal Partito del progresso serbo (conservatore) guidato dal presidente Vučić.

Sorgente: Coronavirus, nuove misure restrittive a Belgrado: scoppia guerriglia urbana. Sassaiole e lacrimogeni – Photogallery – Rai News

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