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Coronavirus, “C’è stata una falla nella prevenzione”: nel mirino la Sanità lombarda – La Stampa

Italia terzo Paese al mondo per numero di contagiati. Ma il premier: «Più casi perché abbiamo eseguiti più tamponi»

ROMA. «Può darsi – dice Giuseppe Conte – che nei giorni iniziali ci sia stata qualche falla, ma abbiamo impiegato risorse umane e finanziarie incredibili». Una falla, dunque, da cui è sfuggito il paziente zero, il super-diffusore. Dove? Molto probabilmente, temono nel governo, nei controlli in Lombardia, regione al top delle classifiche per gli standard sanitari.

Il premier va in televisione, cinque trasmissioni in poche ore tra pomeriggio e sera, per spiegare il paradosso della prevenzione che a suo avviso spiegherebbe, senza alimentare allarmismi, il caso Italia: il terzo Paese al mondo per numero di contagiati, l’unico fuori dall’Oriente tra i primi otto.

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«In Italia ci sono più diagnosi che altrove perché siamo stati gli unici a fare controlli di massa con i tamponi. Ed è ovvio che più ne fai più hai possibilità di trovare nuovi casi». Una tesi, certamente anche difensiva, che trova riscontro nelle parole della virologa italiana della University of Florida Ilaria Capua: «L’Italia sta vivendo una situazione più critica perché sta cercando i casi più attivamente di altri».

Secondo i dati forniti dal governo: in Francia sono stati effettuati circa 400 tamponi, in Italia oltre 4 mila. Mille solo nell’ospedale di Schiavonia, struttura al centro del focolaio veneto. Per fortuna tutti negativi, secondo la prefettura di Padova.

Il sottinteso di questo ragionamento è, secondo Conte, che negli altri Paesi potrebbero esserci molti più casi di contagio che ancora non sono venuti alla luce, proprio per i minori controlli e perché ci sarebbe asintomaticità tra chi è stato colpito dal virus.È il ministro della Salute Roberto Speranza che in queste ore sta tenendo i contatti con gli omologhi europei. In tutti gli scenari non si esclude che quanto è avvenuto in Italia possa avvenire anche in altri Paesi dell’Ue. Ma c’è un altro aspetto che i tecnici del ministero in costante contatto con la presidenza del Consiglio considerano come cruciale: se i contagiati in Europa fossero ancora “in sonno”, allora non si può escludere che il virus sia entrato da un Paese confinante, che il paziente zero italiano sia stato aggredito dall’infezione in Francia come in Germania, o altrove nel continente.

Conte, per il momento, continua a ribadire di considerare «draconiana» la sospensione del Trattato di Schengen. Lo propongono le opposizioni, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia che chiedono anche di dare alla Camera assoluta precedenza al decreto sul coronavirus che prevede un primo stanziamento di 20 milioni di euro, ieri è stato firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e quindi è già in vigore.

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Conte ha sentito al telefono Silvio Berlusconi. Non è escluso che il governo faccia propria l’idea di Fi, spinta a Bruxelles da Antonio Tajani, di rendere obbligatorio un questionario sugli ultimi spostamenti di tutti i viaggiatori in entrata. In nome della pax politica il premier ha garantito che ci sarà un incontro con tutti i capigruppo e ha provato a contattare anche Matteo Salvini: «Ma non mi ha risposto, su nessuno dei numeri che io ho a disposizione» ha spiegato. Il leader della Lega continua a perseguire la sua personale campagna contro il governo e accusa Conte di aver detto in tv di essere rimasto «sorpreso dall’esplosione del numero di casi». Sul fronte interno alla maggioranza invece Matteo Renzi, attraverso il deputato Luciano Nobili, suggerisce di promuovere il virologo Roberto Burioni, che per primo – inascoltato – aveva suggerito la quarantena per chiunque fosse tornato dalla Cina, a capo della task force degli scienziati contro il Covid19.

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Nel tentativo di dare una rassicurazione all’opinione pubblica terrorizzata, il premier scommette che in 14 giorni si avranno i primi effetti della delimitazione del contagio. Non esclude, se dovessero dilagare i casi, di blindare Milano, come paventato dal governatore lombardo Attilio Fontana. Né dentro il governo sono in grado di assicurare che non verranno bloccati anche i treni nelle regioni coinvolte.

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Sorgente: Coronavirus, “C’è stata una falla nella prevenzione”: nel mirino la Sanità lombarda – La Stampa

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