Taranto, la Camera cancella 50 milioni per le cure antinquinamento. Poi il governo fa dietrofront

26 Novembre 2019 0 Di marco zinno

È scontro totale fra governo e Regione Puglia sulla bocciatura della deroga al decreto ministeriale 70 per Taranto. Il decreto è quello che prevede tagli agli ospedali pugliesi tradotti nel piano di riordino di prossima approvazione.

Da mesi si chiedeva di risparmiare Taranto dai tagli concedendo alla città di spendere 50 milioni (già presenti nel bilancio regionale e non da stanziare ex novo) per assumere 1.800 tra medici e infermieri e acquistare macchinari diagnostici, alla luce dell’emergenza sanitaria che colpisce la città ionica all’ombra dell’Ilva. A cominciare dai bambini.La bocciatura (oltre alla deroga non sono passati emendamenti che avrebbero statalizzato il Paisiello e istituito l’Agenzia portuale, dando sicurezza occupazionale a 500 lavoratori del Tct al porto di Taranto) però rimette tutto in discussione, sposta l’esame della proposta ai lavori del Senato e quindi alle settimane successive al 4 dicembre, data del referendum costituzionale. Non a caso la ministra della Sanità, Beatrice Lorenzin, dopo un comunicato congiunto in cui i deputati Pd pugliesi – Ludovico Vico, Michele Pelillo, Dario Ginefra, Salvatore Capone, Gero Grassi, Elisa Mariano, Michele Bordo, Liliana Ventricelli, Colomba Mongiello, Franco Cassano, Alberto Losacco e Federico Massa – chiedevano una risposta del governo, ha ufficializzato un tavolo di lavoro dedicato alla situazione sanitaria tarantina per il 12 dicembre, una settimana dopo il referendum.

E lo stesso sottosegretario alla presidenza del consiglio, Claudio De Vincenti, rassicura affermando che quanto alla deroga “il passaggio della legge di bilancio al Senato” permetterà di “approfondire ulteriormente le modalità per far fronte alle criticità della sanità tarantina”. In Senato però non se ne parlerà prima della seconda settimana di dicembre. Praticamente in una nuova epoca politica. Uno slittamento che per esponenti della regione e per alcuni parlamentari Pd mette a rischio l’approvazione della deroga. Ma soprattutto la bocciatura fa deflagrare in mille pezzi la tregua che era stata siglata solo poche settimane fa tra governo e Regione.

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