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JP Morgan: sei ragioni per preferire l’Europa a Wall Street – MilanoFinanza.it

Nella strategia sull’azionario di JP Morgan am c’è stata una rivoluzione radicale. Dopo un lungo periodo di preferenza per i titoli americani rispetto a quelli europei gli esperti dell’investment bank vedono una finestra di opportunità in Europa

Nella strategia sull’azionario di JP Morgan am c’è stata una rivoluzione radicale. Dopo un lungo periodo di preferenza per i titoli americani rispetto a quelli europei gli esperti dell’investment bank vedono una finestra di opportunità nel Vecchio Continente, che pare pronto a recuperare il ritardo. Da qui la scelta di promuovere le azioni europee a overweight (sovrapesare in portafoglio), mentre quelle di Wall Street sono state abbassate a neutral. Ma ecco nel dettaglio le sei ragioni che hanno convinto il team guidato da Mislav Matejka a innamorarsi dei listini europei.

1. Gli esperti di JP Morgan nella nota ricordano che l’Eurozona viene da un significativo periodo di sottoperformance ed è poco presente nei portafogli degli investitori internazionali. “Negli ultimi 18 mesi ha perso oltre il 20% in dollari e oggi i prezzi possono rappresentare un buon punto di ingresso. Inoltre da marzo 2018 c’è stato un deflusso del 20% degli investimenti in termini di masse dell’asset management”, dicono gli strategist.

2. Sempre JP Morgan ricorda che in termini di p/e, ossia di rapporto tra prezzo e utili, le azioni dell’Eurozona sono a buon mercato.

3 . Nel report si ricorda che, nonostante l’attività economica dell’Eurozona sia stata scarsa con i pmi della scorsa settimana che hanno toccato un nuovo minimo pluriennale, in passato l’espansione monetaria ha avuto un effetto sull’economia in ritardo di 2-3 trimestri. “Il recente riavvio del QE della Bce dovrebbe far ben sperare al riguardo”, dice il report.

4. Gli esperti guidati da Matejka sottolineano anche che ogni nuova indiscrezione su possibili stimoli fiscali può aiutare il sentiment. “In questo ciclo ci sono state tre occasioni nelle quali gli stimoli fiscali netti dell’Eurozona sono stati positivi per il pil, con le azioni che si sono apprezzate ogni volta. Data l’attuale debolezza dei dati macro, l’incertezza legata alla Brexit e al commercio e le pressioni da parte dei movimenti anti-establishment, crediamo che ci potranno essere delle notizie incoraggianti da questo punto di vista. Nel 2020 lo stimolo fiscale netto può essere destinato a crescere in modo proattivo e non solo per reazione difensiva. Dopo tutto il surplus fiscale dell’Eurozona è migliore rispetto a quello di molte altre aree”, dicono gli esperti.

5. “Per quanto riguarda l’Italia le negoziazioni sul bilancio 2020 sono in corso e questo può rappresentare una fonte di volatilità. Tuttavia gli spread dei titoli di Stato italiano si sono stretti in modo significativo e questo potrebbe beneficiare gli attivi in euro”, precisano a JP Morgan am, “Nonostante abbiamo una preferenza a lungo termine per le banche Usa rispetto a quelle dell’Eurozona vediamo che i differenziali di spread dei titoli high yield suggeriscono che potrebbe esserci in questa fare un’inversione nella sottoperformance delle banche europee rispetto a quelle Usa”.

6. Infine gli esperti di JP Morgan affermano come una rotazione da parte dei portafogli dai titoli growth (di crescita) verso quelli value (scelti perché considerati sottovalutati dal mercato) premierebbe l’Eurozona. “Nonostante restiamo sovrapesati sul Tech da inizio settembre riteniamo che gli investitori dovrebbero dare più spazio ai titoli value in portafoglio e questo sarebbe da supporto alle azioni dell’Eurozona rispetto a quelle Usa”.

Nell’analisi di JP Morgan non manca, però, anche un’avvertenza. Lo studio dice infatti: “Vediamo un’opportunità tattica, ma riconosciamo che ci sono dei seri rischi da monitorare, e in particolare ci riferiamo alla Brexit. L’uscita senza accordo della Gran Bretagna non è il nostro caso base, almeno finché non ci sarà l’esito di possibili nuove elezioni a novembre/dicembre. Un’altra possibilità che non va scartata è quella che Boris Johnson arrivi a un accordo prima della scadenza del 31 ottobre. Questa sarebbe una situazione molto favorevole per le azioni britanniche in sterline, ma aiuterebbe anche il sentimento verso tutta l’Eurozona”, conclude la nota di JP Morgan.

Sorgente: JP Morgan: sei ragioni per preferire l’Europa a Wall Street – MilanoFinanza.it

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