Rifiuti in strada, allerta dei medici: «Rischi sanitari»

Rifiuti in strada, allerta dei medici: «Rischi sanitari»

16 Giugno 2019 0 Di Luna Rossa

In questi giorni la temperatura massima ha toccato il picco di 33 gradi, per Roma almeno sei in più della media di giugno. Questa settimana si proseguirà con il caldo in una città ricoperta dai rifiuti, anche organici. Medici ed esperti mettono in guardia di fronte ai rischi derivanti dalla dall’afa e dalle discariche tra i palazzi. Le segnalazioni alle Asl da parte dei cittadini sono frequenti, avvengono ormai ogni giorno: specialmente chi abita al primo piano deve convivere con la montagna di spazzatura sotto le finestre. Ma Roma non uscirà dalla crisi di rifiuti rapidamente. C’è chi prevede che servirà almeno un mese: bisognerà attendere che diminuisca la produzione di spazzatura per riavvicinarsi alla normalità. Per ora i dati non sono confortanti. Giovedì, ad esempio, sono stati raccolte 2.900 tonnellate di indifferenziato (e dal conto ovviamente manca ciò che è rimasto sui marciapiedi), un quantitativo molto alto. Massimo Bagatti, amministratore di Ama (ma in questi giorni sta tornando al suo ruolo di direttore esecutivo) è più ottimista: «Nel giro di una settimana torneremo alla normalità – promette -. Per alcuni giorni, per responsabilità non nostre, non abbiamo avuto spazio nell’inceneritore, così non abbiamo potuto svuotare 40mila cassonetti. Ora stiamo recuperando, in queste ore stiamo ripulendo Prati. Nel giro di quattro giorni, al massimo in una settimana, Roma sarà ripulita». Secondo Cgil Funzione Pubblica l’impianto di trattamento di Ama di Rocca Cencia è pieno. «Servirebbe un piano straordinario per ripulire la città, affittando anche nuovi mezzi dedicati nello specifico alla raccolta dei sacchetti rimasti sui marciapiedi». Anche se Ama raccogliesse magicamente tutti i rifiuti rimasti a terra, poi non saprebbe dove portarli, per questo sarebbe necessario trovare nuovi sbocchi anche nelle discariche.

MIASMI
Questo il quadro preoccupante, monitorato costantemente dalle azienda sanitarie. Spiega Enrico Di Rosa, direttore del Sisp (servizio igiene sanità pubblica) dell’Asl Roma 1, che copre una fetta consistente del territorio di Roma (i Municipi I, II, III, XIII, XIV e XV): «Riceviamo costantemente segnalazioni dai cittadini, preoccupati per la spazzatura abbandonata sui marciapiedi e sulle strade, assediati dal cattivo odore. Noi vigiliamo e, nei casi più gravi, chiediamo anche l’intervento dell’Ama. In questi giorni stiamo valutando la situazione». Ancora non ci sono le condizioni, ma in linea teorica l’emergenza sanitaria deve essere sancita da un provvedimento del sindaco di Roma, alla luce delle indicazioni delle Asl. Di Rosa: «I problemi legati alla salute non sono collegabili ai rifiuti non organici, come plastica o metallo, lasciati per strada, quelli rappresentano un problema di degrado. Discorso differente vale invece per i rifiuti organici che, per quanto possibile, bisognerebbe evitare di abbandonare se si trova il cassonetto pieno». Alessio D’Amato, assessore regionale alla Sanità, ricorda: «A bambini e anziani i miasmi prodotti possono causare danni respiratori». C’è poi il fronte delle temperature ben al di sopra, come valori massimi, ai trenta gradi, che accelerano i processi di putrefazione e liquefazione della parte organica dei rifiuti. In questo caso il timore è quella della diffusione di batteri. «Ma c’è anche un’altra problematica – ricorda Di Rosa – i rifiuti non raccolti contribuiscono alla presenza sempre più massiccia di ratti e gabbiani».

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