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Landini al governo: “Non siete Goldrake” | adnkronos.com

Cgil, Cisl e Uil in piazza a Reggio Calabria per la manifestazione nazionale unitaria ‘Ripartiamo dal Sud per unire il Paese’

Cgil, Cisl e Uil in piazza a Reggio Calabria per la manifestazione nazionale unitaria ‘Ripartiamo dal Sud per unire il Paese’. Al corteo i segretari generali della Cgil, Maurizio Landini, della Cisl, Annamaria Furlan e della Uil, Carmelo Barbagallo.

 

LANDINI – “E’ necessario che il governo ascolti questo popolo e questa piazza e che discuta assieme a chi li rappresenta su come cambiare davvero il Paese” ha detto Landini. Per far ripartire il Sud, ha spiegato, “bisogna ripartire con un piano straordinario di investimenti. Creare lavoro è creare sviluppo vero che duri nel tempo. Basta campagne elettorali – ha aggiunto – ne abbiamo fin sopra ai capelli. I problemi non si sono risolti, la situazione è peggio di un anno fa”. Poi, nel suo discorso che ha concluso la manifestazione unitaria dei sindacati a Reggio Calabria, ha lanciato un messaggio al premier: “Conte non usi gli utili di Cassa depositi e prestiti e della Banca d’Italia per far quadrare i conti. Quei soldi servono per fare investimenti, creare lavoro e cambiare la politica economica del Paese”. Il premier, ha ricordato Landini dal palco, “aveva detto che il 2019 sarebbe stato un anno bellissimo. Forse lo è per lui, ma nessuno se ne accorto. Rischiamo l’infrazione dalla Ue, è aumentata la povertà e le disuguaglianze non si sono ridotte”. Quanto al vicepremier Salvini, “chiude i porti ma intanto sono i giovani del Sud che se ne vanno dall’Italia. Le altre nazioni non hanno chiuso le frontiere. Usano l’intelligenza dei nostri giovani per far funzionare meglio i loro Paesi. Capisco che sia un ragionamento complesso, ma qualcuno glielo spieghi a Salvini che dobbiamo tenere le nostre intelligenze e che la vera sicurezza è quella sul lavoro e contro la malavita organizzata”. Poi l’autonomia differenziata, che “è una bugia: non serve dividerci, perché già lo siamo fin troppo. Già oggi la sanità o l’università sono differenti” da Nord a Sud, ha rimarcato Landini. Duro l’attacco anche sul fronte fiscale: “Il condono ci ha rotto le scatole, le tasse devono essere pagate. In un Paese con la nostra evasione fiscale le tasse le paghiamo anche a chi non lo fa. Un ministro non dovrebbe fare condoni, dovrebbe lottare con noi”. “Anche la flat tax non va bene – ha proseguito – perché le tasse sono alte per chi le paga: vanno abbassate ai lavoratori dipendenti e ai pensionati” e bisogna “colpire chi non le paga”. Giudizio negativo, inoltre, sullo sblocca cantieri: “Salvini deve combattere la malavita organizzata, il caporalato e lo sfruttamento sul lavoro. Invece lo sblocca cantieri ci dice un’altra cosa, è un modo per alterare la concorrenza tra le imprese. E’ un modo per dire che bisogna essere furbi e non rispettare regole e leggi”.

“Non possono pensare di essere Goldrake o Superman. Serve usare l’intelligenza collettiva, affrontando i problemi area per area. Si mettano in testa che non si cambia il Paese senza il mondo del lavoro o contro il mondo del lavoro – ha detto Landini nel discorso che ha concluso la manifestazione, rivolgendosi al governo – Non permetteremo di portarci fuori dall’Europa, di farci tornare indietro e aumentare lo sfruttamento delle persone”. L’esecutivo, ha aggiunto, “non ci porta da nessuna parte se non a sbattere ancora una volta. Quando le cose sono complicate come lo sono adesso, serve l’umiltà di non rimanere da soli”.

FURLAN – “Migliaia e migliaia di donne, di uomini e soprattutto di giovani, giunti da ogni regione del Mezzogiorno e anche dal resto d’Italia, con la loro presenza, lanciano un messaggio al governo che non può̀ essere ignorato: l’Italia non esce dalla crisi senza lo sviluppo del Mezzogiorno – ha detto Furlan al corteo – Occorre una svolta negli investimenti pubblici e privati. Dobbiamo fermare la fuga dei giovani del Sud verso le altre regioni”. “Questa di Reggio Calabria oggi è̀ una manifestazione imponente e storica, segna uno spartiacque. Il sindacato unisce il Paese”, ha sottolineato ancora Furlan. La leader della Cisl ha poi lanciato un attacco all’esecutivo: “Per le morti sul lavoro il governo fa cassa con il decreto crescita, diminuendo i contributi Inail che servono per la sicurezza, la prevenzione e il risarcimento degli infortuni. Il governo fa cassa sulla sicurezza mentre ogni giorno gli incidenti sul lavoro sembrano un bollettino di guerra”.

Dal palco della manifestazione Furlan ha scandito: “La realtà è che il Mezzogiorno è il grande assente nell’azione governo, è un fantasma”, i politici “sono troppo impegnati a fare selfie e non una politica per il Paese. E il Mezzogiorno ha bisogno di un progetto serio, non di interventi spot”. “Noi – ha aggiunto – non ci fermeremo fino a quando non saremo ascoltati. Siamo qui per mantenere la promessa e per dire ancora una volta che l’Italia è una e una sola. Dopo le grandi manifestazioni e le tante iniziative, ci siamo dati appuntamento a Reggio Calabria, luogo simbolo di un Sud che fatica ma ha una grande voglia di riscatto”, ha continuato Furlan. “Siamo qui per ribadire che non si può più rinviare un radicale cambio di rotta delle politiche sul Mezzogiorno” dove “la gente attende da troppo tempo ma è oggi il nostro tempo e il Sud invece di essere al centro dell’agenda politica ed essere priorità assoluta, continua ad essere dimenticato”, ha detto la leader Cisl. Quanto al salario minimo ha ribadito che “non serve a far ripartire il lavoro”. “Con la contrattazione copriamo l’85% dei lavoratori. Estendiamola e abbassiamo le tasse su lavoro”, ha suggerito.

Poi minibot, Rdc e flat tax. “Il governo riconosca di aver sbagliato e corregga una rotta che nega crescita e lavoro. Altro che inventarsene una al giorno come i minibot, che servono a giocare a Monopoli con mia nipote, non a creare lavoro” ha rimarcato. E “se qualcuno ha pensato di risolvere il problema del lavoro con il reddito di cittadinanza ha sbagliato. Il lavoro prima di essere distribuito deve essere creato. L’unica percentuale che aumenta è quella dei poveri. I giovani disoccupati del Sud non vogliono un assegno caritatevole, non un sussidio ma un lavoro vero e stabile. Questa è crescita”, ha aggiunto. Ancora, la flat tax, che “è iniqua, avvantaggia per definizione chi ha di più. E’ sbagliata perché per aumentare i consumi bisogna aumentare i salari e creare lavoro”. Il governo “non inventi qualcosa di diverso, pensi invece come rendere le buste paga e le pensioni più pesanti. La flat tax penalizzerebbe anche il Sud. Possibile che non si rendano conto che è nel Mezzogiorno che ci sono le maggiori potenzialità inespresse?”, ha scandito Furlan.

BARBAGALLO – Dal palco della manifestazione Barbagallo ha parlato dell’autonomia differenziata che “è l’immondizia che vogliono proporre al Paese. Noi non ci stiamo, noi vogliamo riunirlo il Paese”. Giudizio negativo anche sul salario minimo per legge: “Farà abbassare le retribuzioni perché non è comprensivo delle voci che le compongono. Invece di aiutarci nella lotta contro il lavoro nero, vanno a fare una nuova leggina che dovranno modificare ogni 3 anni”. Quindi un chiaro messaggio al governo: “Se non ci convoca, sarà lui a farci andare avanti nella lotta. Andremo avanti con gli scioperi, non ci fermeranno. Cgil, Cisl e Uil devono stare assieme, unitari, non devono dividersi. Noi dobbiamo andare avanti, dobbiamo dire al Paese che queste sono le forze sane”.

Sorgente: Landini al governo: “Non siete Goldrake”

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