Parlamentari su Sea Watch, cosa dice la legge

27 Gennaio 2019 0 Di ken sharo

di Giorgia Sodaro”La Sea Watch 3 si trova a un miglio dalla costa, è nelle acque territoriali italiane ed è sottoposta al controllo dello Stato Italiano. I parlamentari hanno la possibilità di andare nelle carceri e negli ospedali per verificare situazioni che ritengono pericolose, non vedo perché fare eccezione per una nave che è nelle acque italiane”. Secondo Angela Del Vecchio, professoressa di Diritto internazionale e Giurisdizione internazionale alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università ‘Luiss’, i parlamentari che sono saliti sulla Sea Watch potevano farlo. “Sembra che noi navighiamo in un mondo senza norme, sia internazionali sia dell’Unione europea – dice ancora all’AdnKronos -. Le norme internazionali non hanno più valore se chi deve rispettarle non le applica”. A gestire il caso della Sea Watch, spiega la giurista, dovrebbero essere il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. “Nel caso di specie dovrebbe essere il ministro delle Infrastrutture a gestire la vicenda – sottolinea Del Vecchio -. Il Viminale ha competenza quando i migranti sono sul territorio italiano. Fino a quel momento la competenza è di Toninelli”.Di fatto, spiega la professoressa, “la competenza sulle navi in mare è delle Capitanerie di Porto che sono controllate dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Al momento è lui che si dovrebbe esprimere. E poi sarebbero anche problemi di rapporti internazionali e quindi di competenza del ministro degli Esteri”. Anche la questione dell’interpretazione del porto sicuro non è così scontata. “Il presupposto – dice la giurista – è sempre il diritto del mare. Il porto sicuro dipende sì dalle condizioni della nave e dalle condizioni meteorologiche, e può essere il porto più vicino, ma deve anche essere un porto dove le persone possano trovare la tutela dei diritti umani”.”Insomma i politici si muovono in una rete intessuta di norme, dove c’è il diritto del mare, il diritto della navigazione, il diritto commerciale e il diritto internazionale – spiega ancora Angela Del Vecchio – Il diritto serve proprio per gestire situazioni difficili come queste”.

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