Mostro di Firenze: un’altra verità sulle pistole – Cronaca – lanazione.it

16 Gennaio 2019 0 Di luna_rossa

Vigilanti: lo strano furto del 2013  e i maltrattamenti alla moglie: Le armi gli sono state nascoste?

Firenze, 16 gennaio 2019 – Maltrattamenti alla moglie e «furto» delle pistole. C’è un’ipotesi investigativa che lega gli ultimi eventi capitati all’ex legionario di Prato, Giampiero Vigilanti, indagato per i delitti del mostro di Firenze e ora anche allontanato dalla casa familiare per le denunce della moglie. Il sospetto è che a far sparire le sue armi, nel 2013, sia stato qualcuno vicino all’anziana coppia, un qualcuno preoccupato che certi atteggiamenti e i frequenti litigi potessero sfociare in qualcosa di irreparabile vista la presenza, nella casa di via Anile, al Cantiere, di queste pistole.

Tuttavia, su quelle armi di cui è stata denunciata la sparizione, resta un alone di mistero che forse non riuscirà mai ad essere dissipato neppure dall’indagine della procura di Firenze, ancora aperta, sul killer delle coppiette. Vigilanti si presentò infatti in questura a Prato per denunciare il furto delle armi il 28 novembre del 2013. Quel giorno non denunciò uno, ma due furti, avvenuti in momenti diversi. Fornendo una dinamica così surreale che è costata istantaneamente una denuncia per l’ex legionario.

L’88enne pratese raccontò infatti che la mattina presto dell’11 ottobre precedente, mentre stava portando a spasso il suo cane (e aveva lasciato le chiavi di casa infilate nella toppa) qualcuno si era infilato nella sua abitazione e aveva preso dal cassetto in cui le custodiva, tre pistole. Una è la «famosissima» High Standard calibro 22, quella in passato appartenuta all’altro indagato nell’inchiesta mostro, il medico Francesco Caccamo; l’altra una calibro 7.65 turca, che ebbe in dono da un amico finanziere deceduto, e la terza è una rivoltella Smith & Wesson, calibro 357 magnum, che aveva acquistato in un’armeria di Prato pochi giorni prima, pagandola circa 500 euro, per altro in un momento in cui i soldi in casa scarseggiavano. Nell’occasione, denuncia Vigilanti, spariscono anche alcune cartucce, calibro 22 long rifle e 7,65. Il 26 novembre, Vigilanti torna all’armeria e comprò un’altra Smith&Wesson calibro 32 Special. Anche quella venne riposta nel solito cassetto e pure questa svanì nel nulla. Né della pistola acquistata a ottobre, né del revolver preso a novembre, Vigilanti ha denunciato il possesso.
Perché comprò un’altra pistola? Chi sarebbe entrato per due volte in casa sua, andando così a colpo sicuro? Oppure è stata tutta una messinscena per far sparire la calibro 22 che lo tiene legato ai misteri del mostro? Chissà se sapremo mai la verità. Gli iqnuirenti, che si apprestano a chiudere le indagini, sperano ancora che l’High Standard possa tornare fuori.

Sorgente: Mostro di Firenze: un’altra verità sulle pistole – Cronaca – lanazione.it

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