Matteo Salvini e quel passato di invito alla disobbedienza

3 Gennaio 2019 0 Di ken sharo

  • Matteo Salvini ha parlato di disobbedienza civile da parte dei sindaci che si ribellano alla sua legge sulla sicurezza
  • Ma nel passato del leader della Lega ci sono almeno tre episodi in cui lui si è resto protagonista ribelle
  • Dalla tassa Imu sulla casa, all’ospitare i migranti fino ad arrivare alle coppie gay: tre inviti a disobbidire

Come ha fatto Matteo Salvini a diventare Matteo Salvini? La risposta a questo quesito è proprio nel passato dell’attuale leader della Lega e stride non poco con la sua polemica con i sindaci di diversi grandi Comuni italiani che, in queste ore, stanno protestando contro la sua legge sulla sicurezza. Il ministro dell’Interno ha aspramente criticato – per usare un eufemismo – questi atti che ha definito di ‘disobbedienza’, ma è proprio questa la parola chiave che ha reso così popolare e potente la sua figura agli occhi degli italiani.

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Nel passato storico-politico di Matteo Salvini, infatti, ci sono almeno tre episodi in cui proprio lui ha messo voce, faccia e megafono per invitare cittadini, forze dell’ordine e sindaci (sì, proprio loro) a disobbedire alle leggi promulgate dal Parlamento italiano su temi che non sono mai stati cari alla Lega. Si parte dalla solita protesta contro i migranti, per passare a quella contro i matrimoni civili delle coppie omosessuali, fino ad arrivare all’invito ai cittadini a non pagare l’Imu, la tassa sulla casa.

Era il 2011 quando l’allora eurodeputato della Lega Nord e consigliere comunale di Milano Matteo Salvini si rese protagonista di una protesta nei confronti della tassa sulla casa. «Non pagate l’Imu – dichiarò il giovane virgulto sbarbato -. Non è da escludere che si giunga a optare per una vera e propria disobbedienza fiscale, chiedendo ai cittadini di non pagare».

Matteo Salvini e il curriculum di inviti alla disobbedienza

Il secondo step del Matteo Salvini ‘disobbediente’ arriva cinque anni dopo. Questa volta i destinatari del messaggio erano i soldati dell’esercito italiano che, secondo Matteo Salvini, dovevano disobbedire alla decisione del Comune di Milano di accogliere i migranti alla caserma Montello, con tanto di invito a bloccare le strade. «Capisco le forze dell’ordine, che indossano una divisa e rispettano degli ordini. Li invito a darci una mano a riprenderci le nostre città. Se arriva qualche ordine sbagliato, a qualche ordine sbagliato nella storia si può anche disobbedire». Esatto, nella storia si può anche disobbedire.

La protesta contro le unioni civili

Poi, sempre nel 2016, all’indomani dell’approvazione in Parlamento della legge sulle unioni civili per le coppie omosessuali, il terzo step del percorso accidentato. E, proprio su questo tema, entrano in gioco i sindaci, invitandoli alla disobbedienza su questa norma, nonostante il completamento dell’iter legislativo previsto dalla Costituzione italiana. «Quando anche solo lontanamente si parla di adozioni gay io faccio le barricate», tuonò il ribelle Salvini. Ma nessuno mandò l’esercito né penso di sollevarlo dalla propria carica.

(foto di ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO – video da Rep Tv)

Sorgente: Matteo Salvini e quel passato di invito alla disobbedienza

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