M5S-Lega, conflitto continuo. Tutti i fronti del Governo gialloverde – Politica – quotidiano.net

8 Gennaio 2019 0 Di ken sharo

Roma, 8 gennaio 2019 – Sono tanti i nodi politici che mandano in fibrillazione il Governo gialloverde. Dall’immigrazione ai costi della politica, dalle infrastrutture alle riforme, la partita tra Di Maio e Salvini è quotidiana e si snoda lungo un calendario ben preciso, dal 15 gennaio a fine novembre. Ecco le prossime tappe:

15 GENNAIO – Arriva a Montecitorio il Decreto semplificazioni che punta a tagliare 500 leggi

16 GENNAIO – Alla Camera approda il ddl sulle leggi d’iniziativa popolare e il referendum propositivo

31 GENNAIO – I 5 stelle puntano a chiudere sulla riduzione dei parlamentari entro fine mese

GENNAIO, INIZIO FEBBRAIO – Il discusso testo sulla legittima difesa sbarca alla Camera per il via livera definitivo

10 FEBBRAIO – Anticipo di elezioni regionali: si vota in Abruzzo

15 FEBBRAIO – Dossier Autonomie: Conte incontrerà i Governatori di Emilia Romagna, Veneto e Lombardia

24 FEBBRAIO – Elezioni regionali, la Sardegna va alle urne

APRILE-MAGGIO – Conte ha assicurato che la decisione sulla Tav arriverà prima delle europee

26 MAGGIO – Italia alle urne per le Elezioni Europee, in Piemonte e Basilicata si vota anche per la Regione

FINE NOVEMBRE – Elezioni regionali in Emilia Romagna. A cavallo con dicembre si vota anche in Calabria

 

Migranti e decreto sicurezza

Il tema migranti divide il governo. Dal caso della Sea Watch con la spaccatura tra i vicepremier Salvini e Di Maio, fino al decreto Sicurezza. Il premier Giuseppe Conte tenta di mediare, ma la legge voluta dalla Lega è contestata da Chiesa, alcuni sindaci e governatori. Non mancano le polemiche interne al Movimento 5 Stelle e i malumori dei sindaci grillini.
A guidare la protesta c’è il primo cittadino di Palermo Leoluca Orlando che ha chiesto di sospendere la legge sulla Sicurezza. Da qui, la protesta si è spostata alle Regioni che, a differenza dei Comuni, possono ricorrere direttamente alla Corte costituzionale. Sul piede di guerra Umbria, Toscana, Piemonte ed Emilia-Romagna che già hanno deliberato il ricorso alla Consulta. Stanno valutando anche Lazio, Sardegna, Calabria e Basilicata.

 

Il referendum propositivo

Tra i temi caldi del governo gialloverde c’è quello della democrazia diretta, cavallo di battaglia dei 5 Stelle. Dopo il braccio di ferro tra Lega e M5S, ieri le distanze sul referendum propositivo sembravano essersi accorciate. La Lega, infatti, pur caldeggiando un quorum del 30%, a fronte del ‘quorum zero’ voluto dai grillini, ieri non ha presentato emendamenti. E Salvini, dopo aver osteggiato la proposta stellata, nella serata di ieri è andato oltre parlando addirittura «d’intesa col M5S» perché «deciderà il Parlamento». Da qui, le opposizioni non hanno mancato di accusare i due alleati di governo dell’ennesimo scambio. Del resto, se la Lega abbassa la guardia sul quorum, avrà vita più facile sulla legittima difesa, tema che, si sa, divide (e parecchio) il fronte interno del Movimento 5 Stelle.

 

Lotta alla casta

La lotta alla casta è sempre stata una delle battaglie di bandiera del Movimento 5 Stelle che punta a incassare due provvedimenti ‘movimentisti’ cari alla base grillina: la riduzione del numero dei parlamentari e degli stipendi di onorevoli e senatori. Le due misure sono fondamentali per i 5 Stelle che puntano al via libera prima delle Europee, molto meno per i leghisti che, in verità, nicchiano. Ma Salvini, almeno sul taglio alle indennità dei parlamentari, ha aperto: «È sacrosanto, non faccio il politico per guadagnare».
Ma se il leader del Carroccio darà l’ok, potrebbe concedere a Di Maio il semaforo verde prima delle Europee solo alla Camera.

 

La legittima difesa

Uno dei cavalli di battaglia della Lega è la legge sulla legittima difesa. Il Carroccio punta a incassare il provvedimento prima delle Regionali in Abruzzo del 10 febbraio, ma i grillini dell’ala sinistra, vicini al presidente della Camera Roberto Fico, sono pronti a resistere. Si vocifera di una fronda di circa diciotto deputati (gli stessi che firmarono una lettera per cambiare il decreto Sicurezza) pronta a modificare il testo approvato al Senato. Un rischio che Salvini non vuole correre, tant’è che ha già avvertito gli alleati: «Sono sicuro che non ci saranno scherzi in Parlamento». Di certo c’è che i grillini come contropartita hanno già incassato la riforma della prescrizione.

 

La battaglia sull’Autonomia

L’autonomia di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna è tra gli obiettivi della Lega per il 2019. Salvini punta a portare a casa le ragioni del Nord a breve, anche perché i governatori Fontana e Zaia, senza mezzi termini, hanno detto che «senza autonomia cadrà il governo». Di Maio, durante una visita in Veneto, ha rassicurato l’alleato e il premier Conte ha convocato i presidenti di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna per il 15 febbraio.
Il problema, al di là dei proclami del capo politico dei 5 Stelle, è la base elettorale dei grillini. Al Sud, dove il Movimento è particolarmente forte, infatti, l’autonomia differenziata voluta dalle regioni del Nord non piace per nulla. E il rischio che il percorso delle tre regioni (ricche) del Nord per ottenere più poteri e risorse possa essere più accidentato del previsto non è fatto escluso.

 

L’odissea della Tav

Le grandi opere restano un punto di grave divisione per Lega e 5 Stelle. I grillini, fin dalle origini, hanno sempre avuto molto a cuore il tema ambientalista e già il fatto di non essere riusciti a bloccare il gasdotto Tap ha provocato una ferita (non da poco) nella base stellata. Senza contare la retromarcia sull’Ilva (che non è stata chiusa come avevano promesso in campagna elettorale) e le autorizzazioni del ministero dello Sviluppo economico alle trivellazioni nel mar Ionio che hanno fatto infuriare Verdi e No-Triv. Per evitare nuove proteste con bandiere bruciate in piazza, i 5 Stelle stanno facendo melina sulla Tav con l’avvio dell’analisi costi-benefici per decidere se stoppare o no la Torino-Lione. Il premier Conte, prima della fine dell’anno, ha comunque promesso una risposta entro le Europee di maggio.

Sorgente: M5S-Lega, conflitto continuo. Tutti i fronti del Governo gialloverde – Politica – quotidiano.net

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