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I gruppi che adescano i pedofili online, e poi li umiliano su Facebook – Il Post

Negli Stati Uniti sono in continua crescita, e fanno discutere: a ottobre un ragazzo si è ucciso, e la polizia non è contenta

NBC News ha pubblicato un’inchiesta sulle persone che – riunite in più gruppi – da qualche anno operano negli Stati Uniti con l’obiettivo di individuare su Internet dei pedofili o dei presunti tali o persone che potrebbero diventarlo, per poi umiliarli pubblicamente. Il lavoro di NBC News è iniziato dopo un caso di cronaca di cui si era parlato parecchio sui media statunitensi: il suicidio di un ventenne di origini giamaicane di nome Malcolm, che poco prima di uccidersi era stato attirato in un edificio di Torrington, nello stato americano del Connecticut, all’interno del quale pensava di incontrarsi con un 14enne che aveva conosciuto su un’app per incontri.

Il 14enne in realtà era Shane Erdmann, il leader di POPSquad, dove POP sta per prey on predators (la preda sul predatore), uno dei gruppi nati con l’obiettivo di “smascherare” i pedofili o presunti tali. Erdmann aveva iniziato a registrarlo e fargli domande insistenti – per esempio: perché sei venuto qui? Quali cose disgustose pensavi di fare? – mentre gli mostrava una copia dei messaggi sessuali che Malcolm gli aveva mandato prima dell’incontro. Quando Malcolm si era avvicinato alla sua auto, Erdmann aveva letto ad alta voce la targa della sua macchina, così da renderlo riconoscibile ai suoi amici e familiari nel video che avrebbe poi pubblicato online. Dopo essere tornato a casa sua, Malcolm si è ucciso.

POPSquad è solo uno dei molti gruppi online che operano in maniera simile negli Stati Uniti: secondo i dati diffusi da Facebook e le testimonianze di funzionari raccolte da NBC News, negli ultimi mesi il loro numero è aumentato parecchio. Il gruppo più popolare, per esempio, si chiama Truckers Against Predators, è stato fondato nel giugno scorso da un camionista di St. Louis, Anthony Greene, e oggi ha 92mila followers su Facebook. Steven Kohm, criminologo all’Università di Winnipeg, in Canada, ha detto che questi gruppi si sono diffusi in parte per la mancanza di fiducia nei confronti delle autorità e ha aggiunto: «La giustizia criminale negli ultimi 100 anni è diventata sempre più nascosta e dominata da professionisti. Le persone provano il desiderio di riconnettersi con la parte più emozionale e punitiva del sistema giudiziario. E i gruppi di vigilanti si accaniscono sui pedofili – una categoria universalmente disprezzata – per questo motivo».

A differenza di Truckers Against Predators, POPSquad è un gruppo relativamente piccolo (non raggiunge i 20mila followers su Facebook) e opera solo a livello locale, vicino alla sua base, in una fabbrica abbandonata nella città di Bristol, nel Connecticut. Il suo fondatore, Erdmann, è a capo di una squadra di quattro volontari che fanno tutto il lavoro. Erdmann è attualmente in libertà vigilata per un condanna per droga risalente al 2016 e si guadagna da vivere vendendo musica e gadget di POPSquad, tra cui felpe e cappelli.

Nei suoi due anni di attività, ha detto Shane Erdmann a NBC News, POPSquad ha realizzato 131 “operazioni” e facilitato alcuni arresti (Erdmann ha parlato di 14 persone arrestate grazie al lavoro del suo gruppo; NBC News ha confermato tutti e 14 gli arresti, ma ha specificato che alcune delle persone fermate sono state accusate di crimini non legati ai video girati da POPSquad).

Nonostante la polizia abbia in qualche caso beneficiato del lavoro di questi gruppi, per esempio usando per le proprie indagini il materiale caricato online, diversi agenti e funzionari sentiti da NBC News hanno detto di considerare le operazioni di “giustizia fai-da-te” pericolose e dannose. David Frattare, il capo della task force che in Ohio è specializzata sui crimini online contro i bambini, ha detto: «È dannoso per quello che cerchiamo di fare. Investiamo una quantità enorme di risorse per addestrare gli agenti a condurre queste indagini in modo sicuro e che garantisca la conservazione delle prove e lo svolgimento di un processo»; il coinvolgimento di persone non addestrate, ha aggiunto Frattare, implica l’alto rischio che qualcuno si faccia male.

Quando Malcolm si è ucciso, lo scorso ottobre, il video che lo mostrava insieme a Erdmann era già finito online e in poco tempo diversi utenti avevano già iniziato a pubblicare commenti molto duri, per esempio: «Siamo così felici che si sia ucciso. Grazie Dio per avere portato via dalla Terra un’altra persona disgustosa». POPSquad ha rimosso il video dopo quasi 24 ore dalla sua pubblicazione e lo ha sostituito con un messaggio che diceva: «Sarebbe naturale sentirsi tristi se qualcosa succede a un predatore, ma ricordate. Non è innocente. Non è una vittima. Ha cercato di creare una vittima. Non è diverso da tutti gli altri prima di lui, e le responsabilità per le sue azioni sono sue e sue soltanto».

Erdmann ha detto a NBC News di voler espandere il proprio progetto nel resto degli Stati Uniti. Ha in cantiere anche un programma televisivo incentrato sulle attività di POPSquad, ma nonostante abbia già firmato un contratto con una casa di produzione, nessuna rete si è fatta avanti per trasmetterlo. La polizia di Torrington intanto ha avviato un’indagine sulla morte di Malcolm.

Sorgente: I gruppi che adescano i pedofili online, e poi li umiliano su Facebook – Il Post

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