Al vertice di davos – Conte attacca Parigi: «Troppe ambiguità su Onu e Fincantieri»  | Il Secolo XIX

24 Gennaio 2019 0 Di ken sharo

Davos – «Noi in Brasile siamo interessati ad acquistare le vostre navi militari, ma voi dovete darci una mano in Europa per aprire il mercato ai nostri prodotti. Dovete scongelare l’accordo commerciale Ue-Mercosur che è bloccato dai francesi». Giuseppe Conte ascolta con attenzione Jair Bolsonaro, ma appena sente parlare dei cugini d’Oltralpe lo interrompe. E abbozza un sorriso beffardo: «Diamine, sempre i soliti francesi».

Gli attacchi a Parigi
Lo scontro transalpino arriva anche in una saletta del Forum economico di Davos, dove il premier incontra il presidente brasiliano nel primo pomeriggio. I toni da Gran Conciliatore che gli sono stati attribuiti nei giorni scorsi, così come l’attivismo con Parigi per mitigare le sparate dei suoi due vice, cozzano un po’ con la realtà dei fatti. Al suo esordio nel covo delle élites economico-finanziarie, l’Avvocato del Popolo coglie infatti l’occasione per mandare una serie di messaggi a Parigi, in piena sintonia con la linea del M5S, il partito che lo ha voluto a capo del governo. Primo: il seggio permanente all’Onu non dovrebbe andare alla Germania (come prevede il Trattato di Aquisgrana firmato martedì). Dovrebbe andare invece all’Ue «se davvero la Francia vuole dare importanza al contesto europeo – dice il capo del governo -. Perché altrimenti c’è una retorica europeista che non siamo più disposti ad accettare». Seconda frecciata su Fincantieri-Stx. Parigi ha chiesto a Bruxelles di fare luce sull’operazione che porterà l’Italia ad avere un controllo maggioritario. Per Conte si tratta di «un atteggiamento ambiguo davvero poco comprensibile».

Il patto industriale
Fincantieri è stata al centro del bilaterale di 15 minuti con Bolsonaro. La contesa su Cesare Battisti aveva bloccato la partnership con i sudamericani e le forniture di mezzi militari. Ora invece il Brasile si impegna ad acquistare fregate di classe Fremm, oltre che blindati Iveco. Proprio in questi giorni il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, è in Brasile: un tour finalizzato a sostenere la proposta italiana (di Fincantieri e Leonardo) per il programma Tamandaré, con il quale i brasiliani vogliono dotarsi di quattro nuove corvette. Una commessa da circa 1,6 miliardi di euro che dovrebbe concludersi entro marzo: la proposta italiana è stata selezionata nella short list. Bolsonaro e Conte ieri hanno parlato di questo progetto, che richiede il coinvolgimento dell’industria locale brasiliana, ma anche di altri che invece prevedono la produzione in Italia delle navi e la loro vendita in Sudamerica.

La contropartita commerciale
Il prezzo di questa alleanza è però molto chiaro. Conte promette al suo interlocutore che farà lobbying a Bruxelles per aprire le porte del mercato europeo alla carne e ai prodotti agricoli in arrivo dal Brasile. Per superare le resistenze francesi – assicura – si farà promotore di un «gruppo di pressione» per sbloccare i negoziati sull’accordo Ue-Mercosur. Lo stesso accordo che secondo la Coldiretti «affosserà il Made in Italy» e porterà a una «invasione di prodotti stranieri a dazio zero». Ma il capo del governo sembra pronto a sacrificare le rivendicazioni degli agricoltori sull’altare dell’industria militare. Sempre che il suo vice Matteo Salvini non si metta di traverso.

L’Europa del popolo
La giornata di ieri ha offerto anche l’occasione per un faccia a faccia con Angela Merkel. Appoggiati al bancone del bar, i due hanno parlato dei problemi legati all’operazione Sophia. Poi si sono dati il cambio sul palco principale, dal quale hanno pronunciato due discorsi molto distanti. La Cancelliera ha difeso la necessità di fare compromessi e il multilateralismo, «altrimenti il resto ci condurrà alla miseria». Conte ha invece puntato il dito contro l’Ue: «L’opinione pubblica oggi si interroga sulla sua validità e credibilità». Per questo ha spiegato alla platea quella che per lui è «la parola-chiave» attorno alla quale è stato costruito il governo: «Popolo». Che nella versione scritta del suo discorso è enfatizzata in stampatello maiuscolo. «Sogniamo un’Europa del popolo, dal popolo e per il popolo», ha scandito davanti al popolo di Davos.

Sorgente: Al vertice di davos – Conte attacca Parigi: «Troppe ambiguità su Onu e Fincantieri» | Liguria | economia | Il Secolo XIX

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