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13 July 2024
0 6 minuti 4 giorni

Usa (Commenti) Nei due paesi dove quasi in contemporanea è nato il mondo moderno (Stati Uniti nel 1776, Francia 1789) due forze fascistoidi vogliono cancellare le rivoluzioni di due secoli fa.

Di Fabrizio Tonello

La prima settimana di luglio del 2024 ha visto accadere contemporaneamente due cose: a Washington la Corte Suprema ha stabilito che il Presidente è al riparo da procedimenti giudiziari per atti compiuti durante il suo mandato e, a Parigi, sembrava che un partito di origini fasciste fosse sul punto di ottenere la maggioranza assoluta in parlamento e governare nei prossimi cinque anni. Quest’ultimo pericolo è stato per il momento scongiurato dalla straordinaria, eroica, mobilitazione della sinistra francese.
Tuttavia, nei due paesi dove quasi contemporaneamente è nato il mondo moderno (Stati Uniti nel 1776, Francia 1789) la controrivoluzione non solo è forte ma rimane sulla soglia del potere. Perché di questo si tratta: i due regimi fascistoidi rappresentati da Donald Trump e Marine Le Pen non si propongono soltanto di governare in maniera più o meno autoritaria e xenofoba; ciò che hanno in mente è di cancellare le rivoluzioni di due secoli fa. Le rivoluzioni che hanno portato, sia pure con fatica, al suffragio universale, alla divisione dei poteri, all’indipendenza della magistratura, alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e a molte altre cose.

Concidenze? Per chi studia la storia sul lungo periodo le coincidenze non esistono. I fatti di oggi sono legati a lunghi processi che è nostro compito spiegare, invece di rincorrere le chiacchiere dei politici. E non è affatto una coincidenza che gli attuali livelli di disuguaglianza tra i 400 americani più ricchi e il resto della popolazione siano paragonabili a quelli riscontrati durante i regni di Luigi XVI in Francia o di Giorgio III d’Inghilterra. Secondo i sociologo tedesco Wofgang Streeck dovremmo addirittura paragonarli a quelli esistenti nell’impero romano tra il senatore Marco Licinio Crasso e un suo schiavo.

Qualche cifra? Il patrimonio ufficiale di Elon Musk ammonta a 228 miliardi di dollari, a cui si aggiungeranno nei prossimi mesi i 46 miliardi ottenuti come stipendio annuale dall’assemblea degli azionisti di Tesla poche settimane fa. Quarantesei miliardi sono all’incirca l’equivalente del salario medio di 10.000 (diecimila) lavoratori americani da qui al 2100 (ammesso che il pianeta resti abitabile fino ad allora). Non si tratta di un caso isolato: secondo la rivista Forbes i miliardari quest’anno sono 2.781, un record assoluto. Il loro patrimonio totale è di circa 14.200 miliardi di dollari, all’incirca metà della ricchezza mondiale.

Il potere politico associato a questo potere economico è degno di quello esercitato a suo tempo dai latifondisti americani nel Sud schiavista o dai feudatari francesi nel Medio Evo: i rappresentanti dei milionari odierni sono delle marionette ben decise a cancellare non soltanto l’eredità dei governi di centrosinistra ma l’intera eredità del XX secolo. Al primo punto, non a caso, sta l’ostilità viscerale verso la scienza e la cultura in genere.

Qualche esempio: oggi gli Stati Uniti hanno la Corte suprema più corrotta nella storia della Repubblica. L’immunità graziosamente offerta dalla sua maggioranza ai presidenti trasforma questi ultimi in monarchi che in teoria potrebbero incarcerare chiunque a volontà, un potere che prima del 1789 in Francia si chiamava lettre de cachet. Come ha sottolineato Sonia Sotomayor nella sua opinione di minoranza nella sentenza United States versus Donald J. Trump un presidente potrebbe adesso ordinare a una squadra di commandos di assassinare i suoi avversari politici, o tentare di rovesciare con la forza il risultato elettorale, come Trump ha effettivamente tentato di fare il 6 gennaio 2021.

Tutto qui? No: l’aborto in Texas e altri stati viene punito con l’ergastolo sia per la donna che lo richiede che per il medico che lo esegue. In Alabama l’insegnamento della Bibbia diventa obbligatorio. La schiavitù non è stata formalmente legalizzata ma i migranti sono privati di ogni diritto, non diversamente da quanto accadeva nelle piantagioni di cotone. Il voto è soggetto a condizioni e manipolazioni di vario tipo: per esempio una dozzina di stati americani lo vietano a chi sia stato condannato per qualsiasi reato, anche dopo aver scontato la pena.

Fortunatamente, per ora non dovremo vedere all’opera il Rassemblement National di Marine Le Pen ma i programmi con cui si propone di governare sono chiari: razzismo antiarabo, violenze contro i migranti, discriminazione verso le donne, ontrollo dei media con l’aiuto di miliardari compiacenti come Vincent Bolloré, epurazione dell’apparato statale. Il motto del regime filotedesco di Vichy, “Dio, Patria e Famiglia” tornerà d’attualità (come del resto è già avvenuto in Italia con il governo Meloni). Aumenteranno certamente le violenze poliziesche già sperimentate con il “liberale” Macron (oggi pronto a fare il suo dovere e a governare con i fascisti piuttosto che con la sinistra).

I fascismi degli anni Trenta avevano un’ideologia precisa, quelli del 2024 sembrano piuttosto un bricolage di posizioni opportunistiche che hanno come denominatore comune solo il culto del capo, la violenza verbale (e talvolta fisica) contro gli oppositori, la passione per le spese militari e la difesa ad ogni costo dei privilegi dei miliardari e dei loro ciambellani. Del resto, la vocazione per il mestiere di buffone di corte sembra oggi molto diffusa.

Sorgente: La controrivoluzione arriva sulla soglia del potere | il manifesto


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