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Il governo più reazionario del dopoguerra affonda la proposta delle opposizioni di portare il salario minimo a nove euro l’ ora

Con una procedura di guerriglia parlamentare,quella di tramutare il voto di un disegno di legge parlamentare in una legge delega dell’ esecutivo,il governo in carica ha rimandato sine die la possibilità per tre milioni e seicentomila lavoratori di avere un salario minimo.

La Meloni band all’ unisono strimpella il solito ritornello: in dieci anni di governo di sinistra il problema di un salario minimo non è stato mai sollevato.

Un po’ di vero c’è,ma la sinistra non è che abbia mai governato dai tempi dell’ Ulivo,il resto,tranne Renzi,sono stati governi di unità nazionale,giallo,verdi ,rossi,azzurri: ora sono neri e basta.

Certo che la sinistra parlamentare è in ritardo: con inflazione e guerre 9 euro lordi non sono molti,7 netti,1.280 euro mensili.

Dato che per bassi salari il made in Italy è quasi ultimo in Europa,visto che i salari reali non aumentano dagli anni novanta,la bagarre parlamentare,per avere sostanza,era auspicabile avvenisse per raggiungere finalmente la media dei salari europei.

A Milano,ad esempio,con 1.280.euro mensili il discount è un’ eccellenza,il mutuo un sogno diventato un incubo, se pattuito variabile.

In sintesi: con il no ad un salario minimo per milioni di lavoratori il governo ha rimandato i penultimi nel regno degli ultimi.

 

Questo si sapeva.

Ma la svolta liberista fatta dal PD, che ha condizionato la politica del partito in questi anni,fa acqua da tutte le parti,soprattutto per quanto riguarda il mondo del lavoro.

Landini e Schlein, diventati bolscevichi per i lego fascisti, perché appoggiano quello che in altri 25 paesi Ue è il minimo sindacale,significa che siamo tornati indietro mica di poco.

Va bene essere sonnambuli,ma il gambero sonnambulo….

Sorgente: 8.12 Minima moralia: affondato il salario minimo nel paese dei bassi salari …. – La Storia sono Loro


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