0 3 minuti 4 mesi

A luglio del 2022, Laura e Simone si sono incollati alla vetrata di protezione del quadro della Primavera di Botticelli, usando l’arte per trasmettere un messaggio d’allarme: stiamo andando verso un collasso eco-climatico e sociale. Per questo rischiano 5 anni di carcere. 

Al Tribunale di Firenze, il 20 novembre alle 9.00, Laura, Beatrice e Simone saranno accompagnati da un presidio di solidarietà alla prima udienza di comparizione predibattimentale. I capi di imputazioni previsti sono manifestazione non-preavvisata, interruzione di pubblico servizio e resistenza a pubblico ufficiale. A sostegno della loro azione verrà chiamato a testimoniare il prof. Tommaso Montanari, storico dell’arte e rettore dell’Università per stranieri di Siena.

“Starei facendo un sacco di cose in questo momento se lo Stato non mi vedesse come una cosa sola: un criminale. Mettere in galera qualcuno per pochi grammi di colla significa buttare nel cesso la libertà di parola per chiunque” dichiara Simone pochi giorni prima del processo.

  • 21 NOVEMBRE: PROCESSO VA AVANTI PER L’AZIONE AL SENATO

Il 2 gennaio 2023, Davide, Laura e Alessandro hanno spruzzato della vernice lavabile sulla facciata del Palazzo Madama per fare emergere la crisi eco climatica dalla dissociazione, negazione, alienazione che la caratterizza. Per questo rischiano 6 anni di carcere.  

Il 21 novembre alle 13.30, i tre cittadini saranno anche loro accompagnati da un presidio di solidarietà, qui il Tribunale di Roma deciderà se accusarli di danneggiamento aggravato. Durante l’udienza verranno sentiti i testi della difesa e forse l’esame degli imputati.

“Io credo che sia davvero arrivato il momento di una presa di coscienza collettiva che ponga le basi per un agire contro un governo criminale” dichiara Laura. 

Il 30 novembre 2021 alle 9.00, il Tribunale di Bologna giudicherà Mida, Ettore e Silvia per i reati di interruzione di pubblico servizio, violenza privata aggravate, danneggiamento e manifestazione non autorizzata. Per questo rischiano 5 anni di carcere.

Tutto questo per essersi semplicemente sedute sulla tangenziale nord di Bologna per chiedere al governo di prendersi le proprie responsabilità.

“Sapevamo che questa repressione sarebbe arrivata e qualcuno poteva dire: potevate pensarci prima. Vediamo le alluvioni e i disastri che sono avvenuti nelle ultime settimane e qualcuno poteva dire: cara classa dirigente, avreste potuto pensarci prima.” ha riflettuto Ettore pensando al processo.

Sorgente: Ultima Generazione a processo – Osservatorio Repressione