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Intense trattative in corso per definire tutti i dettagli operativi, Netanyahu ha già ricevuto la lista dei 50 ostaggi che saranno rimessi in libertà, i primi tredici già nel primo giorno del cessate il fuoco

Punti chiave

16:54

Egitto, domani scambio tra 13 israeliani e 39 palestinesi

Diaa Rashwan, capo dell’ufficio stampa del governo egiziano, ha confermato che la tregua concordata nella Striscia di Gaza inizierà alle 7 di domani mattina e che l’Egitto ha ricevuto gli elenchi dei detenuti e dei prigionieri palestinesi e israeliani, il cui rilascio è previsto nel pomeriggio. Una fonte ufficiale ha poi precisato alla tv statale Al-Qahera che domani saranno liberati 13 ostaggi contro 39 prigionieri palestinesi. “L’Egitto invita entrambe le parti ad impegnarsi ad attuare l’accordo di tregua secondo quanto previsto e concordato”.

15:56

13 gli ostaggi israeliani liberati domani

Saranno 13 gli ostaggi israeliani liberati domani a partire dalle 16 (ora locale). Lo hanno riferito i media. Questa è la prima tranche di 50.

15:54

Netanyahu ha ricevuto la lista degli ostaggi liberi domani

L’ufficio del premier israeliano Benyamin Netanyahu ha annunciato di aver ricevuto una lista preliminare degli ostaggi che saranno liberati domani. Funzionari israeliani stanno controllando i dettagli e contattando le famiglie interessate.

15:49

Hamas conferma l’inizio della tregua da domani alle 7

Il braccio armato di Hamas, le brigate Ezzedine al-Qassam, ha confermato con un comunicato che la tregua a Gaza mediata dal Qatar “inizierà venerdì mattina alle 7” locali, le 6 in Italia. “Durerà quattro giorni a partire da venerdì mattina e comprende un arresto completo delle attività militari”, afferma Hamas.

Durante questo periodo, precisa la nota di Hamas, “50 prigionieri sionisti (ostaggi, ndr) donne e bambini sotto i 19 anni saranno rilasciati” in cambio, per ciascuno di loro, del rilascio di “tre prigionieri palestinesi, donne e bambini”.

15:25

Il Qatar annuncia che la tregua a Gaza inizierà domani

Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha dichiarato che la tregua tra Hamas e Israele e il rilascio degli ostaggi inizieranno domani.

14:19

Israele: con il direttore Shifa Hamas ha usato l’ospedale

Il direttore dello ospedale Shifa di Gaza City “è stato arrestato a seguito delle prove che mostrano che la struttura sotto la sua direzione è servita come comando e centro di controllo di Hamas”. Lo ha fatto sapere il portavoce dell’esercito aggiungendo che “il tunnel del terrore sotto l’ospedale ha anche usato l’elettricità e le risorse sottratte all’ospedale”. Inoltre Hamas “ha immagazzinato numerose armi all’interno dell’ospedale e sul terreno dell’ospedale stesso”.

13:35

Bbc, ‘Hamas ha fatto ulteriori richieste a Israele per gli ostaggi’

 Hamas avrebbe avanzato ulteriori richieste a Israele per concludere l’accordo sul rilascio degli ostaggi, anche se non è chiaro quali siano. Lo riferisce una fonte governativa dello Stato ebraico alla Bbc. L’accordo, che doveva iniziare stamattina alle 10 e prevedeva un cessate il fuoco temporaneo e il rilascio di alcuni ostaggi, è stato rimandato. Forse inizierà domani.

13:04

Dieci ambulanze a Rafah per portare i feriti in ospedali egiziani

 Dieci ambulanze sono entrate nella Striscia di Gaza per trasportare i feriti negli ospedali egiziani attraverso il valico di Rafah, aperto anche oggi per far uscire aiuti e far entrare malati, accompagnatori e persone rimaste bloccate nella Striscia. Lo riferisce la Mezzaluna rossa egiziana. Da Gaza sono a arrivati tre autobus che trasportavano oltre 200 persone con doppia cittadinanza. In senso opposto sono transitati 2 camion cisterna carichi di centinaia di migliaia di litri di carburante, portando il totale in uscita a 17 camion. In attesa, 200 camion umanitari in uscita e 335 cittadini stranieri in entrata, principalmente provenienti da Russia, Turchia e Germania, oltre a 210 egiziani. Negli ospedali egiziani sono attesi 20 feriti e 22 accompagnatori.

12:50

Hamas: ‘Dopo l’arresto del direttore dell’ospedale, sospesa l’evacuazione dello Shifa’

 Il Ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, ha annunciato la sospensione del coordinamento con l’Oms in seguito all’arresto giovedì mattina del personale medico dell’ospedale Al-Shifa, compreso il direttore dell’ospedale, mentre si dirigevano verso la parte meridionale della Striscia. Per il Ministero, citato da Haaretz, ciò significa che l’evacuazione dei feriti e delle rimanenti squadre mediche è bloccata. Ha criticato il fatto che le squadre siano state arrestate nonostante la loro uscita fosse stata coordinata con Israele, aggiungendo di attendersi “un’azione rapida (dell’Onu) per affrontare la questione”.

12:44

L’ambasciatore di Israele a Mosca, il cessate il fuoco in vigore da domani

 Il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza comincerà domani, 24 novembre, e il trasferimento degli ostaggi avrà luogo attraverso valico di Rafah, secondo quanto annunciato dall’ambasciatore israeliano in Russia, Alexander Bin Zvi, citato dalla Tass.

12:17

L’Egitto: ‘La tregua entrerà in vigore domani, consultazioni in corso. Biden ha chiamato Al-Sisi’

 “La tregua, con tutte le sue condizioni, entrerà in vigore domani, venerdì”: lo afferma il capo dell’Ufficio stampa del governo, Diaa Rashwan, sul sito ufficiale. “Le comunicazioni e le consultazioni egiziane continuano con tutte le parti riguardo alla tregua concordata nella Striscia di Gaza”. Ciò su cui ci si sta attualmente consultando “sono le procedure esecutive dettagliate che entrambe le parti dell’accordo dovranno implementare e rispettare”.

Una fonte ufficiale egiziana ha detto ad al Qahera News, l’emittente statale, che l’Egitto è in contatto con tutte le parti per raggiungere una intesa sulle modalità di attuazione della tregua concordata e dello scambio tra ostaggi e prigionieri. Ieri sera il presidente Abdel Fattah Al-Sisi aveva ricevuto una telefonata dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Il portavoce della presidenza, Ahmed Fahmy, ha affermato che i due presidenti hanno sottolineato la “solida e ferma partnership strategica” tra Egitto e Stati Uniti e hanno affermato l’impegno a “farla crescere ulteriormente in tutti i campi”.

Il presidente degli Stati Uniti – riferisce il portavoce della presidenza egiziana – “ha voluto esprimere la sua gratitudine al presidente Al-Sisi per il ruolo svolto dall’Egitto nella mediazione congiunta che ha portato ad una tregua umanitaria nella Striscia di Gaza. Il presidente Biden ha apprezzato gli sforzi egiziani per rafforzare la sicurezza e la stabilità regionale e ha sottolineato il rifiuto categorico degli Stati Uniti allo sfollamento forzato dei palestinesi da Gaza ai territori egiziani”.

Al-Sisi, da parte sua, ha sottolineato che “gli sforzi egiziani derivano dalla volontà dell’Egitto di porre fine allo spargimento di sangue e di raggiungere la stabilità nella regione”. Ha poi affermato la necessità di sfruttare l’attuale tregua umanitaria per raggiungere un cessate il fuoco duraturo e fornire le quantità necessarie di aiuti umanitari e carburante in tutta la Striscia.
I due Presidenti hanno poi insistito sulla “necessità vitale di lavorare per una soluzione politica alla questione palestinese, basata sulla soluzione dei due Stati”.

Infine, Al-Sisi e Biden hanno concordato – conclude il portavoce egiziano – “di continuare il coordinamento e le consultazioni tra le due parti in modo da sfruttare l’attuale tregua per rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione”.

11:56

Una memoria da coltivare, in Israele ai neonati i nomi dei kibbutz del massacro

 Dall’attacco del 7 ottobre scorso, 34 neonati e 15 neonate portano il nome di Beeri, uno dei kibbutz più colpiti dal massacro di Hamas. Lo ha fatto sapere, citata dai media, l’Autorità israeliana per la popolazione e l’immigrazione segnalando che i luoghi degli attacchi sono diventati per gli israeliani una memoria da coltivare. Il nome Oz – dal kibbutz Nir Oz, uno degli altri colpiti – è stato dato a 49 neonati e a una bambina. Tre le bambine che sono state chiamate Nova, dal nome della festa a Reim dove sono stati uccisi da Hamas 360 israeliani. Otto bambini e due bambine sono stati chiamati Erez in riferimento al nome del valico israeliano omonimo con Gaza.

11:35

Tajani: ‘Il G7 non è caduto nella trappola di Hamas, mi auguro che anche Israele non lo faccia’

 Hamas ha compiuto “l’attacco criminale” del 7 ottobre contro la popolazione civile “con l’intenzione di compiere una strage che avrebbe avuto un effetto mediatico superiore a quello di un semplice attacco terroristico”, anche con l’obiettivo “di far saltare qualsiasi possibilità di accordo tra Israele e Paesi arabi, di far coalizzare tutti i Paesi arabi contro Israele, e di mettere in difficoltà le relazioni tra mondo arabo e G7, i grandi Paesi dell’occidente”. Lo ha dichiarato il vicepremier ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo al XXI Forum Internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione, organizzato dalla Coldiretti specificando che questo “tentativo non è riuscito, però il disegno c’è”.

“Grazie alla nostra diplomazia siamo riusciti a scongiurare questo disegno – ha aggiunto Tajani -. I Paesi del G7 si sono schierati a favore della pace e non sono caduti nella trappola di Hamas, mi auguro che anche Israele non lo faccia”. “Ora – ha spiegato il ministro – bisogna politicamente scongiurarlo, e credo che l’Italia che avrà la guida del G7 da gennaio stia svolgendo un ruolo di grande importanza proprio per le relazioni che ha non solo con Israele, che è nostro alleato, ma anche con tanti Paesi del mondo arabo che sono nostri interlocutori privilegiati”.

Tajani ha poi ricordato che si è sempre fatta una “netta distinzione” tra palestinesi e Hamas: “I palestinesi non sono Hamas e Hamas non sono i palestinesi”, ha detto.

10:42

Hamas: ‘Netanyahu costretto ad accettare l’accordo’

 E’stato “costretto ad accettare l’accordo” per una tregua con Hamas il premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo quanto detto stamani a Beirut da Walid Kilani, portavoce del movimento islamico palestinese in Libano. “Malgrado l’opposizione di alcune persone all’accordo (di tregua), diversi fattori hanno costretto Netanyahu ad accettarlo”, ha detto Kilani. “Hamas rimane comunque prudente circa l’effettiva entrata in vigore dell’accordo, vista la scarsa fiducia che abbiamo nel nemico”, ha aggiunto Kilani.

10:41

Iran: ‘Se la guerra si espande la regione cambierà’

 Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian ha affermato che “se il regime sionista si muove verso una continuazione e un allargamento della guerra, la situazione regionale potrebbe diventare molto diversa”. La Repubblica islamica non cerca un allargamento del conflitto, ha aggiunto Amirabdollahian durante un colloqui con il premier libanese Najib Mikati a Beirut, come riporta Irna. Il ministro degli Esteri iraniano ha sottolineato la necessità di maggiori sforzi a livello diplomatico per assicurare un cessate il fuoco completo e duraturo nella Striscia di Gaza.

10:34

Hezbollah rivendica 6 attacchi contro esercito Israele

 Il movimento sciita libanese ha oggi rivendicato sei attacchi compiuti nelle ultime ore contro postazioni dell’esercito israeliano lungo la linea di demarcazione tra Libano e Israele e nella profondità territoriale dell’Alta Galilea. Lo si apprende da una serie di comunicati diffusi dal Partito di Dio tramite la tv al Manar. Uno dei sei attacchi compiuti stamani è stato diretto contro una caserma dell’esercito israeliano nei pressi della città di Safad. circa 20 km a sud della linea del fronte con Hezbollah.

Ieri gli Hezbollah avevano annunciato l’uccisione nel sud del Libano, in un raid di Israele, di uno dei figli di Muhammad Raad, deputato e capogruppo parlamentare del movimento islamico libanese.

10:16

Al Jazeera: l’ospedale Indonesiano è stato evacuato

Secondo quanto afferma Al Jazeera, l’ospedale Indonesiano di Gaza è stato completamente evacuato. L’emittente cita Sarbini Abdul Murad, capo dell’organizzazione indonesiana Medical Emergency Rescue Committee (MER-C), per il quale “l’ospedale Indonesiano è ora vuoto e i nostri volontari sono stati trasferiti in una scuola vicino all’ospedale europeo di Rafah.

I medici e i feriti sono stati trasferiti all’ospedale europeo. I nostri volontari si stanno rifugiando in una scuola con migliaia di altre persone”.

09:09

Israele arresta il direttore dell’ospedale al-Shifa di Gaza mentre si dirige verso sud

 L’esercito israeliano ha confermato di aver arrestato il direttore dell’ospedale Shifa di Gaza, Muhammed Abu Salmya. Secondo la radio militare è stato fermato mentre cercava di raggiungere da Gaza City la zona meridionale della striscia di Gaza, passando dal corridoio umanitario. L’emittente ha aggiunto che egli viene adesso interrogato. Ieri il portavoce militare israeliano aveva sostenuto che sotto all’ospedale Shifa Hamas aveva approntato ”un importante centro nevralgico” per lo svolgimento delle sue attivita’ militari.

La notizia dell’arresto era stata data da Khaled Abou Samra, medico dell’ospedale al-Shifa di Gaza City. “Il dottor Mohammed Abou Salmiya è stato arrestato insieme a diversi altri dirigenti sanitari”, aveva detto Abou Samra.

Abou Salmiya aveva detto all’Afp di aver ricevuto un “ordine” di evacuazione il 18 novembre dopo aver rifiutato un precedente ordine, mentre l’esercito israeliano ha affermato di aver evacuato centinaia di pazienti e sfollati da Al-Shifa su “richiesta” di lo stesso dottore.

08:14

Sirene d’allarme al nord di Israele al confine con il Libano, lanci di razzi nell’alta Galilea

 Le sirene di allarme anti razzi stanno risuonando nel nord di Israele, al confine con il Libano. Lo ha detto il portavoce militare segnalando in particolare l’allerta nel kibbutz di Sasa, il villaggio agricolo di Betzet, Shlomi e Arab al-Aramshe.

Lanci di razzi dal sud del Libano sono segnalati anche oggi nella alta Galilea. Lo ha riferito il portavoce militare secondo cui nella zona la tensione resta elevata. La scorsa notte un missile terra-aria, ha aggiunto, è stato intercettato dalle difese aeree di Israele. Il luogo di lancio di quel missile è stato attaccato sua volta. Stamane Israele ha inoltre localizzato un commando che si accingeva a colpire la località israeliana di frontiera di Zar’it, e per neutralizzarlo ha fatto ricorso all’artiglieria.

07:57

Afp, a Khan Yunis decine di vittime ignote sepolte in una fossa comune

 Icorpi di decine persone non identificate sono stati sepolti mercoledì in una fossa comune nel cimitero di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, riferisce l’Afp. Avvolti in teli blu, i corpi su barelle sono stati calati in una fossa sabbiosa che è stata gradualmente allargata da una escavatrice. Alcuni avevano le dimensioni di un bambino. “Poiché questi martiri non avevano nessuno a cui dire addio, abbiamo scavato una fossa comune per seppellirli. Sono martiri sconosciuti”, ha detto all’Afp Bassem Dababesh del comitato di emergenza del ministero per gli affari religiosi.

I resti, che portavano solo numeri, provenivano dagli ospedali indonesiano e di al-Shifa nel nord della Striscia di Gaza, secondo i membri del comitato sul luogo di sepoltura. L’ospedale indonesiano ai margini del campo profughi di Jabalia, colpito dagli attacchi aerei israeliani, è stato parzialmente evacuato lunedì, ha detto Ashraf al-Qudra, portavoce del ministero della sanità controllato da Hamas.

“C’erano corpi ovunque. Se non l’avessi visto con i miei occhi non ci avrei creduto”, ha detto Umm Mohammed al-Ran, una donna evacuata dall’ospedale indonesiano verso Rafah, nel sud. “Le persone ferite sono morte dissanguate davanti a noi”, ha detto all’Afp.

07:38

Fonte Israele: ‘Il ritardo nella tregua non deriva da una rottura’

 “Il ritardo non deriva da una rottura dei colloqui, piuttosto dalla necessità di risolvere le questioni amministrative, che sono in fase di risoluzione”. Lo ha detto una fonte israeliana citata dai media. “Non c’è motivo – ha aggiunto – di preoccuparsi”.

Anche il ministro Israel Katz – alto esponente del Likud, il partito del premier Benyamin Netanyahu – ha detto alla Radio Militare che “al momento l’ipotesi è che l’accordo sarà attuato”. “Va ricordato – ha aggiunto – con chi stiamo lavorando: Sinwar (il capo di Hamas, ndr) è un uomo pazzo che ha dato ordini di uccidere, stuprare, abusare”.

07:26

Qatar, annuncio su inizio della tregua atteso nelle prossime ore

 lportavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majid bin Mohammed Al Ansari, ha affermato che l’annuncio dell’inizio della tregua a Gaza potrebbe arrivare nelle prossime ore. Lo scrive Haaretz

07:15

Gaza: 15 palestinesi uccisi da raid israeliani nella notte

Gli attacchi israeliani su Gaza sono continuati durante la notte. I media palestinesi – citati dal Guardian – riferiscono che aerei e artiglieria israeliani hanno colpito la città meridionale di Khan Younis in almeno due ondate e che 15 persone sono state uccise.  Sono stati segnalati attacchi anche in diverse altre parti di Gaza, tra cui il campo profughi di Jabaliya, a nord di Gaza City, e il campo di Nuseirat nel centro di Gaza. Israele ha detto ai palestinesi di spostarsi a sud per sicurezza, ma ha continuato a colpire aree come Khan Younis.

Ieri circa 160 palestinesi – tra cui 50 appartenenti ad una stessa famiglia – sarebbero stati uccisi. Wafa, l’agenzia di stampa palestinese, ha detto che 81 persone sono state uccise dalla mezzanotte di mercoledì quando le loro case sono state prese di mira nel centro della Striscia. Si ritiene che altri 60 siano morti dopo i bombardamenti a Jabaliya e dintorni.

Riyad al-Maliki, il ministro degli Esteri palestinese, ha detto durante una visita a Londra che 52 delle vittime di Jabaliya appartenevano alla stessa famiglia Qadoura. “Ho l’elenco dei nomi, 52. Sono stati completamente spazzati via, dai nonni ai nipoti”, ha detto.

04:12

La Casa Bianca: per gli ostaggi si stanno elaborando i dettagli logistici finali

 L’amministrazione Biden spera che il processo di rilascio degli ostaggi inizierà domani mattina mentre le parti elaboreranno “gli ultimi dettagli logistici”, ha detto ieri sera in una dichiarazione la portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale americano Adrienne Watson. “L’accordo è stato concordato e resta concordato. Le parti stanno elaborando i dettagli logistici finali, in particolare per il primo giorno di implementazione – ha affermato la Watson, citata dai media Usa -. “Crediamo che nulla debba essere lasciato al caso quando gli ostaggi iniziano a tornare a casa.

Il nostro obiettivo primario è garantire che vengano riportati a casa sani e salvi. Tutto ciò è sulla buona strada e speriamo che l’implementazione inizi venerdì mattina”. Un alto funzionario statunitense ha spiegato che si è reso necessario più tempo per appianare i dettagli relativi alla posizione e al percorso di ciascuno degli ostaggi, nonché alla logistica del loro spostamento. È stata presa la decisione di aspettare un giorno in più per minimizzare che le cose andassero male, ha detto aggiungendo che Israele ha preso tale la decisione insieme al Qatar e all’Egitto, e che gli Stati Uniti sono stati consultati e hanno concordato. Il funzionario Usa ha anche affermato che il fatto che Israele non abbia ancora ricevuto i nomi del primo gruppo di ostaggi da liberare non è un problema serio, ma ha aggiunto che sarebbe preoccupante se entro stasera non fosse ancora disponibile un elenco.

Sorgente: La tregua tra Israele e Hamas in vigore da domani alle 7, subito lo scambio di prigionieri – Notizie – Ansa.it