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All’ospedale al Shifa interrogatori dell’Idf. È stallo nella trattativa sugli ostaggi. E l’Onu chiede “pause umanitarie”

TEL AVIV — Un volantino lanciato ieri dall’aviazione israeliana sul governatorato di Khan Yunis assomiglia al preludio della seconda fase del conflitto. Ne preannuncia infatti l’allargamento nella parte meridionale della Striscia, dove, oltre ai residenti, ci sono gli sfollati di Gaza: quasi due milioni di persone stipate nella metà dello spazio vitale di prima. «Per la vostra sicurezza dovete lasciare immediatamente le case», recita il testo, in arabo. «Le azioni di Hamas forzano l’esercito ad agire nell’area dove vivi». Il volantino è rivolto alle comunità orientali di Al QararaKhuzaaBani Shueila e AbasanAi residenti viene suggerito di recarsi a Khan Yunis o nella zona di Mowasi. È la prima volta che lo Stato ebraico ordina un’evacuazione a sud del Wadi Gaza, il canale che taglia a metà la Striscia.

 

 

Sul punto, l’esercito non ha rilasciato commenti, si procede dunque per deduzione. Se vuole allontanare i civili da quelle zone è perché in esse intende proseguire la furiosa caccia ai miliziani responsabili del massacro del 7 Ottobre, iniziata nei campi profughi del nord e proseguita a Gaza City. Dove, nella notte tra martedì e mercoledì, i soldati israeliani sono entrati «in un’area specifica» dell’ospedale al-Shifa, da giorni circondato dai carri armati. A questo elemento se ne aggiunge un altro: lo Shin Bet, l’agenzia di intelligence interna, sospetta che una parte dei combattenti di Hamas sia fuggito a sud, forse sfruttando il corridoio umanitario aperto dall’Idf lungo la via Salah ad-Din (200 mila persone transitate sinora).

 

Inoltre, va nella direzione dell’allargamento l’insistenza con cui una fonte altamente qualificata delle forze armate ancora ieri spiegava a Repubblica che questa «è solo la prima fase», che la guerra «sarà lunga», e che l’aspetto umanitario (più di 11.500 morti tra cui migliaia di bambini, secondo il ministero della Salute controllato da Hamas) ne è «un elemento tattico da considerare».

 

 

Quanto sta accadendo all’ospedale di al-Shifa, il più grande di Gaza City (almeno 650 pazienti ancora dentro), sta provocando dure critiche a Israele da parte delle organizzazioni umanitarie, del segretario generale dell’Onu (ieri il Consiglio di sicurezza ha votato la risoluzione di Malta in cui si chiedono «pause e corridoi umanitari urgenti per consentire l’accesso di aiuti», Russia, Usa e Gran Bretagna si sono astenuti) e dei dottori che denunciano le condizioni disastrose dei bambini ricoverati. Critiche non sedate né dagli incubatori per neonati, né dalle taniche di carburante per i generatori, consegnati dall’Idf. L’ingresso delle forze speciali è stato preceduto da uno scontro a fuoco. I servizi di intelligence di Tel Aviv e americani ritengono che sotto al-Shifa passi uno snodo cruciale della rete dei tunnel. Per avere un’idea di quanto sia vasta: la fonte a Repubblica ha detto che è estesa «come tre città», e che rappresenta «la più grande opera di ingegneria realizzata nella Striscia».

 

I militari sostengono di aver occupato solo una specifica area dell’al-Shifa «per un’operazione mirata». Media palestinesi hanno indicato nel reparto di Cardiologia quello preso d’assalto. È lì che, con l’aiuto di mediatori arabi, l’Idf ha poi interrogato diverse persone, tra cui, si suppone, lo staff medico. «Una di loro è legata ad Hamas, abbiamo trovato armi e indumenti che indicano la presenza del gruppo terroristico». Dei 239 ostaggi non c’era traccia.

 

Ieri è stata fatta esplodere la sede del Parlamento di Gaza, in disuso da anni, al cui interno i militari si erano fatti fotografare. Nelle stesse ore, la Reuters, citando tre funzionari iraniani, batteva questa notizia: «L’Ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema dell’Iran, ha detto ad Haniyeh che l’Iran, da lungo tempo sostenitore di Hamas, continuerà a dare appoggio politico, ma non interverrà direttamente nel conflitto».

Sorgente: Gaza, nuova fase: “Evacuate dal Sud”. L’esercito fa saltare il parlamento – la Repubblica

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