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Aurelio Giansiracusa 21 Ottobre 2023

Il Documento Programmatico Pluriennale 2023-2025 contempla il rinnovo della componente corazzata e meccanizzata dell’Esercito Italiano per un importo di 2.624,0 M€ per l’acquisto dei Leopard 2A8 e derivati nonché 1.646,0 M€ per la famiglia di sistemi d’arma della componente Pesante (AICS), come interventi a favore dei Programmi di previsto avvio.

Entrambi i programmi viaggeranno in parallelo come tempistiche piuttosto lunghe (14 anni) ed abbisogneranno di ulteriori consistenti risorse per essere completati.

La situazione delle Brigate Pesanti dell’EI è piuttosto nota, con i reparti carri che operano con i carri armati C1 Ariete entrati in linea tra la metà degli anni Novanta ed il Duemila, ed i reparti di fanteria meccanizzata che operano con i veicoli da combattimento della fanteria VCC-80 Dardo.

Se per il primo si è scelto la soluzione di procedere ad un ammodernamento di mezza vita (AMV) che riguarderà solo il 45% dei 200 Ariete prodotti, con 90 esemplari che saranno sottoposti ai lavori ed altri 35 al momento in opzione, per il VCC-80 Dardo, invece, si provvederà alla sostituzione in modo “sic et simpliciter” dato che il veicolo in questione presenta limiti ed obsolescenze tecniche che ne sconsigliano un ammodernamento sostanziale.

Per l’Esercito Italiano non vi è solo il problema del rinnovo della componente combat (MBT ed IFV) ma anche dei mezzi di supporto, dai carri recupero e soccorso ai mezzi di accompagno degli IFV.Infatti, oggi l’Esercito dispone di mezzi di supporto derivati dai vecchi Leopard 1 e di versioni dedicate della famiglia M113, mezzi in entrambi i casi datati, obsolescenti e non in grado di poter operare efficacemente sul moderno campo di battaglia. Inoltre, nel caso della famiglia M113 alcune delle versioni specializzate che affiancavano i Dardo sono state radiate con il contemporaneo ritiro dal servizio dei sistemi d’arma impiegati a bordo (missili TOW e mortai Mod. 63 da 120 mm ad anima liscia), aggravando ancor di più la situazione dei reparti di fanteria meccanizzata che hanno dovuto adottare soluzioni tampone in attesa di provvedimenti che ne ripristino la completa operatività.Il programma per il nuovo carro armato pertanto è finalizzato al rinnovamento e completamento della capacità di combattimento delle forze corazzate, garantita ad oggi dalle piattaforme legacy Ariete e Leopard 1 nelle versioni derivate, attraverso l’acquisizione di un Main Battle Tank (MBT) Leopard 2 di ultima generazione e delle relative piattaforme derivate nelle versioni recupero e soccorso, getta ponte e pioniere, queste due ultime destinate ai reparti del Genio.I nuovi sistemi in via di acquisizione saranno caratterizzati da elevate performance in termini di protezione, letalità, mobilità, interoperabilità e sostenibilità logistica, e saranno basati su soluzioni tecnologiche mature allo stato dell’arte. I mezzi di ultima generazione dovranno assicurare un’adeguata capacità di manovra alla componente terrestre, contribuendo efficacemente al conseguimento di effetti multi domino in contesti operativi di combattimento. In linea di massima saranno i Leopard 2A8 ad essere acquistati, allestiti nella versione più moderna per i quali la Germania ha sottoscritto un accordo quadro con il consorzio formato da Krauss Maffei Wegmann (KNDS) e Rheimetall per la produzione di 123 esemplari, buona parte dei quali sarà destinata alla Repubblica Ceca (77 esemplari) con altri 18 acquistati dalla Bundeswehr. Anche la Norvegia, che in prima istanza aveva selezionato la versione Leopard 2A7+ NOR, ha successivamente convertito l’ordine in 54 Leopard 2A8 NOR; peraltro tale acquisto viaggerà separato rispetto all’accordo quadro tedesco che è aperto all’adesione di altri Paesi come è avvenuto per la Repubblica Ceca.Come anticipato, il programma rappresenta una linea di sforzo concorrente con le iniziative tese all’ammodernamento dei carri Ariete e al mantenimento dell’attuale flotta legacy Leopard 1 derivati per i compiti di supporto. Pertanto, per un certo periodo di tempo l’Esercito tornerà ad operare con una doppia linea di carri armati, come avvenuto tra il Novanta ed il 2010 con i Leopard 1A5 ed i carri Ariete. I numeri previsti per l’ammodernamento di mezza degli Ariete sembrano suggerire che i C2 saranno appena sufficienti ad armare due battaglioni carri, ognuno su tre compagnie di 13-14 mezzi, più una mini riserva logistica; questo fa pensare che i due battaglioni interessati saranno quelli della Brigata Bersaglieri Garibaldi e quello che probabilmente sarà attivato nella Brigata Granatieri di Sardegna e che dovrebbe essere stanziato a Civitavecchia, permettendo così all’Esercito di “recuperare” una terza Brigata Pesante anche per far fronte agli impegni NATO.Nelle intenzioni del Ministero della Difesa i Leopard 2A8 e derivati dovranno garantire una piena comunanza logistica con la maggior parte dei sistemi d’arma in servizio nei Paesi europei e NATO, traendo vantaggio dagli User Club es

Sorgente: Il rinnovo della componente pesante del Esercito Italiano nel ambito del DPP 2023-2025