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Contrariamente a quanto riportato da alcuni giornali, i 9 euro lordi l’ora della proposta riguardano il trattamento economico minimo orario (TEM) e non quello complessivo (TEC) che comprende anche gli scatti di anzianità, le mensilità aggiuntive come tredicesima e quattordicesima e le indennità contrattuali fisse e continuative. Il testo firmato dalle opposizioni (meno Italia Viva) e depositato oggi alla Camera è chiaro: “Il trattamento economico minimo orario come definito dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) non può comunque essere inferiore a 9 euro lordi”, dice l’articolo 2. La precisazione è d’obbligo dopo che su alcuni quotidiani ha preso quota l’idea che la cifra comprendesse tutte le voci della retribuzione, riducendo di conseguenza l’effettiva soglia minima oraria e soprattutto restringendo considerevolmente la platea che potrebbe beneficiare di una simile riforma. Anche ai livelli professionali più bassi, infatti, la maggior parte dei contratti collettivi nazionali prevedono già un trattamento economico complessivo superiore ai 9 euro lordi della proposta. Insomma, se la cifra corrisponde al TEC, è l’analisi interessata di alcuni organi di stampa, la proposta di legge serve a pochi e, al contrario, indebolisce la contrattazione collettiva. La stessa analisi che Giorgia Meloni ha servito anche al congresso della Cgil a marzo, dando per assodato che il salario minimo legale comprendesse tutte le voci della retribuzione. Come dire, allora voi a che servite?

Sorgente: Il salario minimo comprende tredicesima e scatti e quindi è più basso di 9 euro? Ecco cosa c’è davvero nella proposta dell’opposizione – Il Fatto Quotidiano

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